Gli orfani #2

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Mancava poco meno di un’ora al tramonto, ma Daniel stava ancora finendo di rammendare le vele sul ponte della Old Queen, la baleniera che l’aveva imbarcato come mozzo da ormai quasi tre anni, quando aveva raggiunto Southampton dopo la fuga dal Saint Margaret in the Field.
Il capitano, il signor Philip Totton, avanzò strascicando la gamba destra e gli si parò davanti con la pipa in bocca «Ragazzo, è quasi arrivato il tempo di tornare a casa: tra una settimana, se Dio lo vorrà, arriveremo in vista della nostra amata Inghilterra.» tappò il fornello in radica con il pollice calloso e tirò una lunga boccata «E quando ciò accadrà, saranno passati tre anni dal tuo arrivo sulla mia nave: da quel momento in poi avrai paga come qualsiasi altro marinaio dell’equipaggio. E potrai scendere a terra e trovarti anche una ragazza da impalmare, se è quello che vuoi.» lasciò uscire il fumo e sputò in mare un grumo di saliva catarrosa «Ora finisci quel che devi fare e poi va a riposare: ci sarà ancora da tribolare, specie in questa stagione.» si girò e si avviò a passo lento verso il boccaporto.
«Signore.» Daniel si alzò, lasciando sulle assi del ponte ago e filo «Quando saremo tornati» abbassò la testa «ecco, io vorrei andare a cercare una persona. Volevo sapere» si schiarì la voce «quanto tempo avrò prima che la Old Queen salpi di nuovo?»
Il capitano girò appena la testa «Due mesi buoni, ma se non sarai di ritorno per quel tempo, di’ pure addio al tuo ingaggio.» sputò di nuovo, stavolta sul ponte «E ora sbrigati a finire quel che stai facendo.»
Il giovane mozzo tornò a sedersi sul sartiame e riprese a rattoppare la vela, nell’aria fredda che spirava da nord e spingeva la baleniera verso Southampton. Interruppe l’agile movimento delle mani e guardò la luna, quasi del tutto piena, che stava sorgendo dall’orizzonte. Sospirò «Verrò a cercarti, Mary, e ti porterò via con me stavolta.» le parole si persero nel vociare della ciurma, che sottocoperta stava iniziando a cenare.

Mary era inginocchiata sulla riva del torrente a sfregare con la spazzola sul lenzuolo, adagiato sull’ampia pietra piatta. Le dita, intirizzite dall’acqua gelida, erano rosse e screpolate e si muovevano a stento, ma i lunghi ricci neri, sfuggiti sulla fronte al fazzoletto che li teneva raccolti, erano madidi di sudore.
«Dai, muoviti.» la figura corpulenta di Daisy le coprì il sole e gettò l’ombra su quello che stava facendo «Ci aspettano a Portsmouth entro domani sera: non vorrai certo mancare al ricevimento che i benefattori del Saint Margaret in the Field daranno per farci conoscere qualche buon partito, vero?»
Mary sollevò lo sguardo sull’altra ragazza, il cui viso paffuto era incorniciato da una lunga chioma di capelli chiari e stopposi «Certo che no!» si mise a sfregare con più veemenza, maneggiando sapone e spazzola «Tu credi che…»
«Ma certo, sciocchina.» ridacchiò Daisy «Anche se non hai i fianchi larghi e il tuo seno è ben poca cosa, qualcuno a cui piaccia il tuo bel musetto lo troverai, sta’ tranquilla.»
Alla lavandaia si arrossarono le guance «Non intendevo quello.» immerse il lenzuolo nell’acqua e la corrente trascinò via la schiuma, che si mischiò tra la spuma dei flutti «Volevo dire se credi che potrò mai rivedere Daniel…»
Daisy scosse la testa e sbuffò «Quanti anni sono passati?» si grattò il mento e fissò il cielo, costellato da poche nuvole, bianche e soffici «Tre? E ancora ci pensi a quel mascalzone?» afferrò il lenzuolo e aiutò Mary a scuoterlo e, poi, a piegarlo «Dovresti aver capito che è meglio lasciar perdere, mia cara: se n’è andato e non credo lo rivedrai più. E poi, a dirla tutta, l’ho sempre considerato un poco di buono.»
«Forse hai ragione» le parole uscirono dalle labbra della giovane, che abbassò lo sguardo «ma io ne sono ancora innamorata.» la frase si perse nel lieve venticello che si era levato e che faceva fluttuare nell’aria le foglie ingiallite dei faggi.

continua…

45 commenti

      1. mai letto!
        di suo ho letto solo due romanzi anni fa ma giusto perché ai tempi leggevo con un amico patito di classici. Ti confesso che il secondo ho fatto fatica a portarlo a termine.
        Forse, Il circolo Pickwick è il suo più simpatico… 😉

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      2. Anche se l’edizione che sto leggendo ha la traduzione è di un certo Italo Calvino, non è semplice la lettura. Sono solo all’inizio, perciò non è il caso di tirare le somme così presto (primo capitolo).
        Tuttavia lo voglio leggere anche perché la parte “marinaresca” mi torna utile come conoscenza personale (anche qui c’è la baleniera, tra l’altro) e quindi questo libro era fondamentale per la mia crescita, anche come scrittore. 🙂

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      1. Daisy c’era, giusto. 😉

        La sigla (e il cartone animanto) che hai postato ora è stata per certi versi d’ispirazione per qualche sprazzo di background: complimenti per averlo compreso! 👏😁

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