Il rasoio di Occam

Con rasoio di Occam (novacula Occami in latino), chiamato anche “principio di economia” o di parsimonia, si definisce un principio metodologico che, tra più ipotesi per la risoluzione di un problema, indica di scegliere, a parità di risultati, quella più semplice, ovvero:

«frustra fit per plura quod potest fieri per pauciora»

«è futile fare con più mezzi ciò che si può fare con meno»

Espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano Guglielmo di Occam, è ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno. (fonte: Wikipedia)


Ok, e quindi?
Ti starai chiedendo il perché il mio pensiero sia finito a questa strana asserzione, che magari avrai sentito nominare più volte, ma di cui forse (come me le prime volte) ignoravi nel suo significato.
Ebbene, il mio intento è quello di smontare l’idea che il buon Platone ci ha tramandato nei secoli attraverso il Simposio.
Quella che più mi interessa oggi è la quarta parte del dialogo, quella in cui interviene Aristofane e che parla di quello che è passato alla storia come concetto di anima gemella.

Ma cosa c’entra Platone con Occam?
C’entra, c’entra: se il pensiero scientifico moderno dice che: “la soluzione migliore è quella più semplice e più probabile che avvenga” (lo so, è una mia personale parafrasi della definizione, ma credo non sia poi così distante dall’originale), come può essere, quindi che per ogni persona ci sia una e una sola anima gemella, magari approdata non solo in un altro continente, ma magari persino in un’altra epoca (non mi sento di escludere una simile eventualità, visto che si parla di mitologia).
È proprio per il rasoio di Occam che io sono convinto che non solo non esita l’anima gemella, ma nemmeno esista una persona migliore con cui stare!
Mi spiego meglio: a parità di affinità psico-fisiche (se così vogliamo definire l’interezza di una persona) cos’è che mi fa scegliere tra l’una o l’altra?
A me sembra più che chiaro: l’opportunità!
Ecco che si torna al concetto iniziale: perché mai potrei dire che una persona per me è migliore di un’altra, quando ne può esistere una migliore ancor più comoda in senso economico? Era riferito al principio di economia… ma questo potrebbe aprire anche altri fronti di discussione.
Questo significa che in futuro ci potrebbe essere una persona con cui stare meglio, perché più vicina, più affine, più gradevole… più tutto-quello-che-vuoi.

E quindi, questo, giustifica il tradimento?
A prima vista parrebbe proprio di sì, ma qui si tralascia un fattore che di trascurabile ha ben poco, vale a dire la tendenza delle persone a non modificare le proprie abitudini: cominciare una nuova relazione (con già un’altra in corso) è uno sforzo non indifferente e quindi, sebbene le condizioni al contorno possano essere favorevoli, l’economia globale della situazione (e magari, nel concreto, lo sforzo pecuniario di tenere in piedi due relazioni) non è sempre la scelta più ovvia.
E poi, diciamocelo chiaro e tondo: se fosse vera la storiella dell’anima gemella, chi mai tradirebbe? Avrebbe senso?
No.

Ok, siamo arrivati alla conclusione e ti chiederai perché ho voluto parlare di questo argomento.
In realtà non ne ho la benché minima idea, ma mi sono trovato ad affiancare concetti di cui ho letto in questi giorni e unificarli in un unico ragionamento, il che mi ha portato a questo sproloquio, ma confido nella tua clemenza, perché se hai avuto la pazienza di leggere fin qui, questa mia bizzarra idea di trattazione, allora, forse, ti sei divertito a farlo e io ho raggiunto il mio scopo.

91 commenti

  1. Argomento “leggero”, si. Soprattutto al mattino presto. Mangiato pesante, ieri sera?
    Battute a parte, sulla questione ce ne sarebbe da dire a lungo, infatti le digressioni in merito abbondano.

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    1. Non so dirti se quando l’ho scritto avevo mangiato pesante, però avevo pensato pesante, quello penso di poterlo confermare.
      Sul fatto del mattino (presto è un concetto molto relativo, fidati) è per dar modo di digerire meglio l’argomento e quindi dare diverse letture e fare le conseguenti digressioni.

      Ti dico solo che non vuol essere una discussione filosofica, ma solo una simpatica (ok, non sta a me dirlo, ma era quello l’intento) associazione di idee su argomenti più volti sentiti da queste parti! 😉

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  2. Eh che argomento!
    L’anima gemella NON esiste. O meglio, esiste ma non nell’altro. L’altro, qualunque altro, “serve” solo a farci da specchio affinché noi troviamo l’anima gemella: la nostra, anima.

    Poi, è chiaro, ci sono persone più o meno affini che possono rendere più i meno complesso questo processo.
    Ma, in ogni caso, la scoperta della “nostra” (intesa proprio come appartenenza, già è in noi!) anima gemella è SEMPRE E SOLO un atto di volontà.

    Altrimenti, una volta esaurito il “carburante” erotico si passerà al prossimo pieno, fino a nuovo esaurimento.

    Buongiorno.

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      1. Dici che sto diventando troppo “seriosa”?

        🤔🤔🤔
        Naaa.

        Kmq, è un argomento che mi tocca molto da vicino.

        Passiamo circa metà della vita a essere letteralmente “imbottiti” di sovrastrutture mentali, pregiudizi, ideologie e posizioni completamente astratte dalla realtà, confuse per istruzione, e, se va tutto bene, l’altra metà a cercare di liberarcene.

        È assurdo.

        Quando cresci, ti accorgi che il cibo “spirituale” con cui sei cresciuto era dast food: cinematografia scadente, letteratura discutibile, televisione ai limitindellindecenza, spettacolone intrattenimento trash e devianti.

        L’anima gemella dei mei cojoni.

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      2. Spero di essere serio quando serve, ma non serioso: non mi si addice, quindi, per la proprietà transtitiva, nemmeno a te.

        Comunque farsi condizionare dall’ambiente è una cosa naturale, ma il bello del crescere è proprio l’andare oltre a quello che ci viene detto, mettendo i pezzi e assemblando la verità con quel che ne estrapoliamo.
        Certo, richiede un certo sforzo, e forse Occam non sarebbe d’accordo, però a volte un po’ di lavoro va fatto! 🙂

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      3. Il discorso è molto più complesso.

        Guardando indietro, più precisamente dai conclamati danni cultirali del post 68 in poi, non si tratta di “lasciarsi influenzare dall’ambiente” (che è una normale caratteristica antropica), qua si tratta di DELIBERATI CONDIZIONAMENTI a opera degli “addetti ai lavori” che, capito il funzionamento del comportamento umano, hanno ben pensato di uitilizzare tutto il pacchetto a favore di certi “protocolli” sociali e politici e a scapito di ignari consumatori letteralmente consumati dai loro ingestibili e compulsivi desideri indotti.

        Il marketing è il succo dell’esistenza.
        È ovunque, è il perno, il fulcro della vita.
        Noi facciamo marketing da quando apriamo gli occhi a quando li chiudiamo.

        Ma per farlo correttamente, beh, c’è prima da studiare, poi da studiarsi e infine da lavorare un po’.

        Esistono due tendenze: una progressiva, l’altra evolutiva e non sono sempre sovrapponibili.

        Il progresso procede orizzontalmente, l’evoluzione verticalmente.
        La crescita, invece, è espansiva.

        Quanti adulti conosci?

        E beh.

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      4. E io che volevo solo farmi un paio di risate con questo articolo!
        Tu invece sei entarta in gamba tesa e hai preso molto sul serio (non sul serioso, eh) quel che ho scritto. Bene, bene.

        Magari, se mangerò (o penserò) di nuovo pesante, tratterò anch’io l’argomento marketing che hai accennato: non perché ne sappia, ma mi intriga.

        Sul numero di adulti che conosco, ti direi parecchi, ma credo tu ti riferisca a un’ottica diversa e, sotto certi aspetti, sono più adulto di molti di loro. 😉

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      5. Eheheh… perdonami, ma su certe cose preferisco la seria differenziazione tra gioco di squadra e gioco individuale.

        Kmq, ultimo accenno al discorso del massimo risultato col minimo sforzo, ebbene, trattasi di intelligenza che è lo strumento attraverso il quale l’universo si spiega e dispiega.

        Tutto parte dall’osservazione della realtà con metodo “scientifico” cioè obbiettivo, cioè più scevro possibile da condizionamenti.

        Fatto ciò, l’intelligenza prevede il giusto agire sul giusto pensare, dal giusto osservare.

        Invece SEMPRE noi ci perdiamo in “coooongetture, in pauure, inutilmente e poi per niente…” (cit).

        😘

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      6. Sì, direi che siamo allineati sul discorso, anche se non è sempre facile riconoscere le cose obiettive da quelle filtrate da altro (o da altri) 😉

        Comunque va bene così: l’articolo (forse ironico e provocatorio) ha portato frutti! 😀

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    1. Concordo! Mi hai fatto pensare a Zeus e alla “divisione”che operò. Anch’io ritengo che l’anima gemella esista, ma non nell’altro, in quanto è in noi. E sta a noi scoprirla, in quanto non si rivela, sta alla ns volontà trovarla.

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      1. Sui condizionamenti deliberatamente applicati dal post 68, non posso che concordare al 100% ed hanno mediamente fatto “più danni della grandine” come si dice dalle mie parti

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      2. Diciamo che uso la parola “credo” in certi contesti come questo (ma so che con Scriba posso permettermi quasi tutto) per non urtare la suscettibilità intellettuale di Taluni.
        È pura diplomazia.

        Tuttavia, credo che oltre un certo livello e ci sta qualcosa che va ben oltre il “credo” che si trasforma in un primo step di verità. 😉

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    1. No, non è importante, anche perché non credo proprio che esista. Per qualcuno, però, deve esistere e se non c’è, l’amore non può nascere (estremizzo, sia chiaro).
      La mia era solo una banalizzazione del mito a cui ho applicato il rasoio di Occam, per poi divagare e fare altre considerazioni.

      Sono convinto che l’unica anima gemella esistente siamo noi stessi, se non per virtù, almeno per necessità, visto che dobbiamo passarci la vita insieme. 🙂

      Gli altri sono solo opportunità e occasioni, che probabilmente scegliamo in base all’economia della scelta da fare. 🙂

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      1. Sì, capisco. Per crescere serve una crisi. Resta il fatto, però, che non puoi fuggire da te stessa. Non a lungo, almeno, perciò ci devi convivere. E questo, se porta all’accettazione, è una buona definizione di anima gemella, per me. 🙂

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      2. non ho ma detto di restare insieme fino alla morte, io credo davvero che la possibile anima “gemella ” sia quella con cui condividi un pezzo di strada, perchè ogni relazione ti cambia in bene o in male, e se la relazione finisce , forse troverai qualc’un altro con cui condividere la strada. ho sempre anche pensato che la scelta dell’altra persona dipende sempre da cio che siamo, da quanto ci amiamo e da quanto ci conosciamo…

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      3. RESTARTI! Tu e te stessa! 😉

        Alla fin fine concordi con me (e con tutti quelli che hanno commentato) che non esiste un’anima gemella esterna, proprio i virtù del rasoio di Occam.
        Ma visto che la questione è assodata, si è andati oltre… 😉

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      4. Mi spiace: non è prevista una simile risposta nella mitologia presa in esame! 🤣🤣🤣

        Ok, capito. Tu hai l’anima gemella all’occorrenza. E questo, in fin dei conti è quello che volevo dire con l’opportunità e la situazione. Occam docet. 😉

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      1. mi vuoi tirar dentro per i capelli, ma di capelli non ne ho 🤣
        comunque, per esempio, il rasoio di Occam è solo la proemio indispensabile alla possibilità di un metodo scientifico, ma non un principio universale. Esempio, tanto per rimanere ironici: ti par cosa applicabile al sesso? 😁

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      2. Il rasoio va bene per la barba, ma per i capelli era meglio stare su qualcosa di meno… definitivo, eh! 😜

        Comunque anche per il sesso si può applicare. O almeno, non so in che caso non lo applicheresti, perché io ho pensato a dei casi in cui lo è.
        Ovvio, non è universale nel senso stretto del termine, ma è una condizione discriminante molto ampia.

        (e comunque si fa per parlare e io volevo confutare il buon Platone, principalmente, quindi non divagare senza aver detto la tua riguardo al tema, marrano – e anche un po’ Marrabbio! 😘)

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      3. appunto, c’è bisogno di confutarlo Platone? Ovvero, siamo sicuri che non intendesse tutt’altro e che l’abbiamo voluto interpretare a modo nostro? Ovviamente la domanda è retorica 😉
        se applicassimo Occam al sesso, ci dovrebbe interessare solo l’eiaculare in una vagina nel più breve tempo possibile… 😱

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      4. Azz… (è proprio il caso di dirlo, stavolta)
        Tu mi riduci l’economia al solo tempo, anziché alla soddisfazione di un’ampia gamma di emozioni/sentimenti/meccaniche sensoriali/etc… Se fosse come dici tu, dovremmo correre ancor di più di quanto ci stia facendo fare la società attuale, non credi? Saremmo comunque lenti.

        Sul fraintendere Platone, può anche essere, ma tu come la leggeresti? No, perché un conto è fraintendere in uno, un’altra che nel corso dei secoli nessun’altra lettura sia prevalsa. E poi, perché ritenere che Platone avesse qualcosa di meglio da dire, che non quello che è stato scritto? Su quali basi?

        Ok, visto che ci siamo, facciamo le cose a dovere 😛

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      5. e io che c’entro… Occam lo odio 😂😂😂 ha infatti, come hai notato anche tu, nelle sue applicazioni prodotto gravissimi danni alla psiche umana. L’efficienza è nemica della fantasia, e dunque della creatività. E se togli la creatività ad un essere umano, lo hai ucciso nella sua essenza vitale. Gli unici felici sono i produttori di psicofarmaci
        mah, intanto partirei dal nostro preconcetto di Anima, che per noi è qualcosa di diverso che per Platone. In secundis, basta pensare alla cultura Ateniese dei tempi, cui Plato aderiva perfettamente, per farsi venire il sospetto che forse aveva altro per la testa

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      6. Ho fatto i compiti e ho studiato la differenza tra anima e spirito, sai? Mica sono così sfaticato! 😉

        Occam mica voleva fare l’artista: i francescani sono molto pratici, quasi come quelli di Loyola, oserei dire. Anche i benedettini, però… beh, a parte i cistercensi che un po’ d’archiettettura l’hanno portata avanti, son pochi quelli che pensano al piano artistico, tra gli ordini… (e vai di divagazione)

        Però, una volta conosciuto, ho sempre interpetato l’Occam come l’ispiratore di un altro famoso Guglielmo: quello da Baskerville, nel suo modo di porsi.

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      7. bel libro, ma nella realtà non sempre la strada più breve è la migliore; tantomeno la migliore per tutti ☺️
        tornando in argomento, se vuoi ti lascio qui una vecchia considerazione semicomica sulle anime gemelle… però ti avviso che è chilometrica 😁

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      8. Non ho mai detto che la migliore la strada più corta, è quella che si imbocca più facilmente (o, se preferisci, quella statisticamente più facile che venga percorsa – in realtà poi i navigatori suddividono in più breve e più rapida: penso che Occam si riferisca a un mix delle due).
        Sulla cosa chilometrica, no, non ora: ho ancora sullo stomaco quella tesi, che non riesco a leggere più di poche righe per volta senza dover continuamente cercare alcuni riferimenti… Magari più avanti, ma grazie per il pensiero! 😝

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  3. Posso ammettere che non ho capito niente di questo discorso? 😂 Credo che sia molto romantico, nel 2020, parlare ancora di anima gemella, e non di persona che si incastri bene con le nostre turbe/sovrastrutture/vissuti/predisposizioni mentali e personali. Come ho già letto nei commenti, l’unica vera anima gemella siamo noi stessi. Più ricerchiamo qualcosa fuori, più siamo lontani dall’ottenerla da noi. Però penso che, a seconda del momento che viviamo, applichiamo il principio del rasoio di Occam. Se per semplicità intendiamo meno sofferenza possibile, nessuno di noi agisce con intenti dichiaratamente masochistici, ma per il nostro bene. O almeno ci proviamo!

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      1. Ah bè l’ “anima gemella” ti fa perdere un sacco di energie! Essere in coppia è un lavoro a tempo pieno, anche quando le cose vanno benissimo è comunque un sovraccatico emotivo non indifferente! se vuoi fare davvero economia l’unico modo è essere single 😂

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      2. Sul fatto che tenere in piedi un rapporto d’amore (o anche di qualunque altro tipo, se lo si vuol tenere bene) richiede impegno, tempo ed energie mi trova pienamente allineato; sul fatto che la singletudine sia una cosa meno dispendiosa, non ci metterei la mano sul fuoco.

        E’ tutta questione d’equilibrio: a volte, per star da soli, serve davvero un gran lavoro di forza di volontà e tanto lavoro. Tanto quanto avere un rapporto.

        … almeno dal mio punto di vista

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      3. È vero, anche essere single è impegnativo, ma dipende dalla persona. Anche a livello di spesa 😂 cioè io spendo un sacco per viaggi, escursioni e cose che mi piacciono, come se fossimo in due, ma sono solo io 😂 (un io che racchiude mille personalità che si manifestano in un unico corpo😂)

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  4. In economia mi sa che si parla di “Princioio del tornaconto”, se non sbaglio.
    Pensare a una relazione come a un’occasione mi sembra svilisca un po’ la cosa.
    Quanto all’idea di ‘anima gemella’, mi sa che sia un po’ una favoletta romantica. Io preferisco la sensazione di ‘sentirsi a casa’ con una certa persona… A me è capitato solo una volta: me lo sono ritrovata a fianco e ho sentito un senso di pace: la sua presenza mi faceva ‘sentire a casa’.

    …Il fatto che lui non mi vedesse neanche è tutta un’altra storia… 😬

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    1. Svilire? Perché? Sentirsi importanti perché le condizioni sono favorevoli diminuisce l’importanza? Preferiresti sentirti a casa da uno che sta nell’Antartide? Beh, sì, l’esempio e voluto e immagino che da buona pinguina dirai di sì, ma la donna che c’è sotto quel frak che dice? 😉

      Comunque si discute e si fanno ipotesi: non è qui che si vive davvero! 🙂

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  5. Non so… E’ l’idea di considerare qualcuno come un’ “occasione” a non piacermi molto.

    La pinguina che è in me è diventata un po’ glaciale negli ultimi tempi…e anche la donna che sta sotto quel ‘frak’. 😬

    Poi…sì, la discussione ci sta ed è bello che ce ne siano. 😉

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      1. Si dice che l’unione fra due persone sia tutta questione di chimica… Poi ci sono le sovrastrutture, più o meno romantiche, che amiamo costruirci sopra. L’ideale sarebbe sentire le stesse sensazioni, l’uno(o l’una) per l’altra (o altro) nello stesso momento. Ma stare con una persona per la quale non si prova granché solo perché questa ci dice di provare qualcosa per noi è considerarla “un’occasione”…e non fa bene a nessuno dei due.
        Opinione personale, naturalmente. 😉

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      2. No, no.
        Non intendevo quello per occasione, ma quello che hai detto tu: ci devono essere le condizioni per la realizzazione dell’affinità. Però, proprio perché l’anima gemella non esiste, non val la pena incaponirsi e cercare “qualcosa di meglio” altrove, che magari non esiste, ma è frutto, appunto delle sovrastrutture di cui parli.

        Certo non intendevo “tromba come un riccio qualunque cosa respiri”, sia chiaro. 😉

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      3. Bellino! 😁 Ok. Ora ci siamo capiti… In effetti avevo frainteso l’espressione “occasione” (che può anche indicare una semplice rassegnazione, in effetti). Io ho detto di essere glaciale e lo sono perché cerco sempre di controllare ‘sto miocardio scassato che mi ritrovo. Ma in realtà vado molto a sensazioni (ho già detto di essere una persona furba? 🙈) e quando mi si accende la spia con su scritto “È lui!!!” sono nei guai. 😬
        Chiudiamo qui il doc “Sfighe antartiche”, va’… 🙄😬

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  6. Secondo me, a ben guardare, la locuzione “anima gemella” non indica una persona, ma un’interazione. In quel momento, in quel luogo e date le condizioni attuali di entrambi, si riesce a entrare in una relazione che ha del provvidenziale, perché c’è reciproco scambio e comprensione e complicità ecc (ricordiamolo: se uno dei due per qualche motivo non è disposto a entrare in complicità, la complicità non si può creare).

    Da questo punto di vista “trovare l’anima gemella” equivale a essere bravi (entrambi) a trovare, scegliere e provare ad avviare relazioni con persone con cui senti che ci può essere uno scambio positivo.
    Mi pare naturale e sano che una persona, consapevolmente o no, vada in cerca di un altro che possa soddisfare le sue esigenze più impellenti in quel momento (coccole? discussioni sul senso della vita? sesso? tranquillità? avventura? chi più ne ha più ne metta).

    Il rasoio di Occam è uno strumento che permette di scegliere tra due teorie scientifiche, ma già se lo applichi alla scelta della cena mostra gli stessi limiti che mostra un martello nei confronti delle viti.
    In secondo luogo non sono così convinta che l’anima gemella non verrebbe tradita (esistono anche la curiosità, la paura delle relazioni stabili, parliamo di esseri umani, santo cielo!).

    Poi mi colpisce l’idea di concepire una relazione in termini di sforzo. Quando diventa uno sforzo, allora lì spalanchi la porta al tradimento; ma finché senti che lo sforzo è ripagato, la relazione è abbastanza sana. Scusa, prolissa ma spero chiara. Ah, esiste anche la possibilità di parlare prima di tradire, fra parentesi.

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    1. Mai usato un martello con una vite? Funziona. Una volta sola, ma funziona! 😉

      Comunque non hai detto niente di troppo distante da quel che ho detto io. O da quel che intendevo io.
      Sei andata anche oltre, con certe parentesi, ma ci sta: alcune cose non sono state prese in esame per evitare troppa carne al fuoco… per cena! 😛

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  7. Mannaggia. Oggi sono senza pc, devo usare il telefono. Volevo raccontarti il film di Hiller, ne avevo scritto un bel po’, ma nel momento in cui premevo il tasto per inviare il messaggio, nove decimi di questo si sono volatilizzati. Pazienza, ci riproverò quando riavrò a disposizione il mio computer 🙂

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      1. Gli è che mi accingo a tornare in montagna, parto fra poco. Il pc è chiuso in un’apposita valigetta, ora impilata nel bagagliaio dell’auto; potrò tornare a usarlo solo verso sera.

        Le uniche (poche) anime gemelle che ho incontrato nel corso della mia ormai lunga vita avevano tutte naso umido, pelo folto, quattro zampe, una coda e uno sguardo pieno d’amore 🙂

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