Gli orfani #6

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I due orfani del Saint Margaret in the Field erano a tre iarde l’uno dall’altra, entrambi con gli occhi lucidi, entrambi immobili, entrambi rossi in volto alla luce biancastra del lampione a gas.
Daniel face un passo avanti, ma Mary si irrigidì e arretrò «Perché sei qui? Perché ora?» la giovane donna lanciò un’occhiata alle sue spalle, alla casa da cui era appena uscita e scorse la figura del suo fidanzato dalla finestra della sala pranzo «Vattene, non puoi stare qui. Se ti vedono e ti riconoscono…»
«Ho passato tre anni in mare» Daniel strinse i pugni e fece un altro passo verso di lei «e non è passato giorno in cui non abbia pensato a te. Sono sbarcato da un paio di giorni e sono corso a cercarti.» una lacrima gli solcò il viso impolverato, lasciando una scia al suo passaggio «Fuggi, fuggi con me.» digrignò i denti e guardò oltre le spalle dell’amata «Stavolta non succederà come l’ultima volta, io ti giuro che saremo felici. Fidati di me…»
«Non posso, non posso fuggire, Dany.» sul volto di Mary i lucciconi scorrevano copiosi, riflettendo le luci della strada «Perché sei giunto solo oggi? Perché non sei tornato qualche giorno prima? È il desino che…» fece un altro mezzo passo indietro e scosse i riccioli scuri, pettinati e tenuti con dei fermagli. Levò gli occhi al cielo, ricacciando in gola le lacrime che le bagnavano le labbra «Ormai è tardi: non potrò mai essere una donna rispettabile se disattendo le mie promesse alla prima occasione.»
«Mary, ma io ti amo.» Daniel coprì in due passi la distanza che li separava e le prese la mano tra le sue «Parleremo con i Crownhill, con il tuo fidanzato.» deglutì, agitando il braccio della giovane, che tentava di liberarsi «Troveremo la soluzione, pagherò per liberarti da questa situazione, se sarà necessario. E poi ci sposeremo.» un barlume di sorriso apparve sulle labbra del marinaio «So che anche tu mi ami, Mary, lotta con me contro questo destino che ci ha separati…»
Un colpo sordo rimbombò lungo la strada: i corvi si alzarono sbattendo forte le ali e gracchiando la loro indignazione per essere stati disturbati.
Un fiore rosso carminio si schiuse sul petto del giovane uomo, che traballò, si portò la mano alla camicia insozzata da sporcizia e sangue e si guardò le dite gocciolanti di vita che l’abbandonava «Mary… io… io…»
La giovane si voltò e vide Solomon Farlington che imbracciava ancora il fucile, un Martini-Henry Mk I–IV in dotazione all’esercito di sua maestà «Che avete fatto?» la voce le tremava «Perché l’avete ammazzato come un cane?»
«Vi stava importunando, l’ho visto con i miei occhi.» l’uomo arrivò al fianco del corpo steso sul selciato «Vedete? Era armato» col piede lo spinse sul fianco e si accucciò per raccogliere il pugnale che teneva infilato nelle brache, dietro la schiena «e di certo non aveva buone intenzioni.» sorrise «Beh, ora ha finito di vivere: un delinquente in meno per le strade di Portsmouth, non siatene turbata mia cara.» si passò le dita tra i capelli rossicci.
Il volto di Mary era cinereo e i suoi occhi non si staccavano dal cadavere di Daniel, dalla cui bocca usciva ancora un rivoletto di sangue scuro «Non era così che doveva finire.» mormorò a fior di labbra «Mi… mi amava, solo quello.»
«Che è successo?» Jacob Farlington si avvicinò al figlio e guardò il corpo riverso nel suo stesso sangue «Ben fatto, sottotenente Farlington: una canaglia in meno!» e gli batté la mano sulla spalla «Tu pensa alla tua fidanzata, figliuolo: sembra sconvolta, le ci vorrà qualcosa di più forte del tè per farle tornare il colorito.» rise forte e prese il fucile dalle mani di Solomon «Ci penso io a riporre questo. E stanne certo: le autorità sapranno che servizio hai reso loro questa sera e una medaglia non te la leva nessuno.» rise ancor più sguaiatamente.
La signora Crownhill, che era giunta subito dietro al suo ospite, si sporse oltre le sue spalle, ma alla vista del sangue distolse lo sguardo «Oh, sant’Iddio: cosa ti avevo detto pocanzi? Di stare attenta alla gentaglia che gira di notte: ma tu non mi hai ascoltato, sciocchina!» prese Mary per il polso e la tirò verso la casa «Per fortuna non ti sei fatta nulla e il tuo fidanzato ha sistemato quel delinquente: ora torniamo dentro.» la tirò verso l’ingresso dell’abitazione «Tra poco arriverà la carrozza e ci riporterà alla villa, così tu potrai riposare e dimenticare questo brutto episodio.» ridacchiando aggiunse «E tra un paio di settimane, Solomon Farlington sarà tuo marito: se questo è l’inizio della vostra relazione, non hai che da rallegrarti di aver trovato un uomo del genere.»

Fine

53 commenti

  1. No! No! No! Ora tu scrivi un’altra puntata in cui Mary si sveglia ed era tutto un sogno! Su, su, forza! 🥺🥺🥺🥺😭😭😭😭😭😭😭😭

    Scherzi a parte, è bellissimo. È il trionfo dell’ingiustizia ma anche dell’Amore che non dimentica e che affronta il rischio spinto dall’istinto di sopravvivenza.

    Davvero bravo. Mi piace.
    Quanto al finale, a volte è proprio quello che consegna una storia narrata all’Immortalità (vedi “Romeo e Giulietta” e “Il grande Gastby”, giusto per fare due esempi). 😉

    Buona giornata, Scrib. 😊

    Piace a 1 persona

    1. Non è mai facile uccidere un personaggio, soprattutto se è uno dei “buoni”, però a volte la vita non va come si vorrebbe e la storia ci ha raccontato tante volte che il lieto fine è fuorviante.

      Grazie per tutti questi complimenti. 😁
      Bacetto? 🙄

      Piace a 2 people

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