I randagi #1

Anne – 20:53 p.m.

Che amici del cazzo: dovevamo andare alla festa e invece mi han bidonato all’ultimo. E io sono senza macchina, in questa casa lontana da tutto e da tutti. Tanto vale studiare un po’, almeno non ho sprecato la serata.
Sì, certo: belle idee che mi vengono. Forse, invece, è meglio che dorma un po’, il che sarebbe una bella novità di notte e non di giorno, tanto per cambiare.
Beh, una pizza, però, me la mangio volentieri: la ordino e me la faccio portare a casa, visto che in frigo non c’è niente di interessante e io ho una fame da lupi. In effetti non ricordo più quand’è stata l’ultima volta che ho fatto un pasto seduta a un tavolo.
Cerco sull’app e alla fine trovo quella che preferisco: do l’ok e mi arriva la notifica che arriverà tra venticinque minuti. Confermo e pago con la carta, così evito anche di lasciare la mancia.
Non appena spengo lo schermo, il telefono vibra di nuovo, ma stavolta è Linda: mi chiede se voglio raggiungerli al Palace. Ora me lo dici? Che vadano tutti a fanculo! Le risponderei con un dito medio, ma opto per scriverle domani, dicendo che mi ero addormentata, bla bla bla… e ho visto tardi il messaggio, bla bla bla…
Che ne sanno loro di come ci sono rimasta male? Stronzi, ecco, cosa sono.

Sean – 2:34 a.m.

Uno spiffero d’aria entra dalla finestra e fa oscillare la tenda alla mia destra: resto immobile e ascolto, trattenendo il respiro. Niente, tutto tace e nessuna luce infrange l’oscurità che mi circonda.
Eppure…
Lo so, c’è qualcosa che mi sfugge: me lo dice il brivido che mi è sceso lungo la schiena e la pelle d’oca che mi ha fatto drizzare i peli delle braccia. Non ho ben capito da dove arrivi questa sensazione, ma non ricordo l’ultima volta che l’ho avuta e ha fatto cilecca.
O forse non c’è proprio mai stata una simile circostanza.
La paura mi si insinua sottopelle, i passi si fanno titubanti e sento un lieve tremore alle mani.
No, Sean, no: calma e sangue freddo ragazzo mio, non sei qui per farti beccare come un ladruncolo qualsiasi. Tu sei uno di quelli che i giornali hanno ribattezzato il felino, perciò niente panico e vai deciso verso la cassaforte: sarà un gioco da ragazzi…
Prima di usare gli strumenti, voglio fare un tentativo: è bello entrare nella mente della gente e cercare di capire quali sono le cose che riescono a tenere a mente.
La combinazione sarà quella della sua data di nascita? No, non può essere così facile, ma non credo nemmeno che ci sarà troppo da scervellarsi: provo col compleanno di sua figlia.
Si è aperta! Un gioco da ragazzi, lo dicevo. Ma lui è davvero uno stupido a usarla come codice. Soprattutto se ti scordi sempre di farle gli auguri.
Se non fosse che si tratterebbe di un inutile rischio, mi metterei a ridere e gli lascerei un biglietto con scritto: idiota!

continua…

53 commenti

  1. Ordunque, dato che mi sono persa millanta tuoi post, ultimamente, ho deciso di ricominciare a leggere il tuo blog partendo da questo post.
    Piano piano risalirò la montagna dei tuoi scritti fino ad arrivare alla loro vetta. 😉 …piano piano… 😬

    Piace a 1 persona

      1. Ero arrivata alla terza puntata… 🙈🙈🙈

        Eja! Smetti di scrivere! 🤪

        …Ovviamente scherzavo. I tuoi racconti sanno farsi leggere; recupererò nel giro di qualche giorno. 😉 Mi impegnerò. 👍😊

        Piace a 1 persona

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