I randagi #6

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Anne – 3:32 a.m.

«Certo che potrei farlo.» rispondo di getto: ho anche una mezza idea di come riuscire a procurarmi le informazioni giuste «E sentiamo: ora dovrei lasciarti andare, quindi? Chi mi dice che non mi fregherai appena ti tolgo le manette?» se cerchi di fregarmi, brutto bastardo, ti faccio passare la voglia di sorridere; intanto le chiavi delle manette le ho io «Vorrei una garanzia, signor felino
Lo vedo rimuginare, guardando verso l’alto «Hai la mia fotografia, il mio nome e chissà cos’altro puoi scoprire su di me se ti impegni un po’: che altro vuoi?» sospira, cercando di sporgersi verso di me «Però, se la cosa ti può far piacere, ti posso portare domani all’incontro con il compratore, così mi vedrai all’opera e ti darò il tuo anticipo.»
«Sembra ragionevole.» se mi frega, ha le ore contate, ci può giurare «Allora direi che abbiamo un accordo.» mi avvicino al suo polso con la chiave «Di quanto si parla per questo anticipo? E sappi che mi darai la metà della tua quota, per il disturbo, oppure non se ne fa niente…»
Sean digrigna i denti «Maledetta strozzina!» chiude gli occhi e vedo il suo pomo d’Adamo salire e scendere «A me vengono trentamila dollari: la metà è tua.» abbasso la testa per non farmi vedere sorridere, mentre gli libero il polso destro.
«Ci voleva tanto?» mi schiarisco la voce «Però, prima di toglierti anche l’altro braccialetto, questi li prendo io.» afferro i documenti di mio padre e me li infilo nei jeans, dietro la schiena «Non ti preoccupare: fanno comodo anche a me quei soldi, perciò vedrai che non li scordo di certo a casa quando domani ti accompagnerò per lo scambio.» sto per liberargli l’altro polso, ma ritiro la mano «Un’ultima cosa: che cos’hanno di importante questi fogli da valere tutti questi soldi?» lui mi afferra il polso e lo stringe «Ehi, lasciami, brutto stronzo: o vuoi che…»
«Ti ho già detto abbastanza, raga… Anne!» allenta la presa e io ritraggo la mano «Leggiteli tu stessa: vedrai qual è il vero lavoro di tuo padre.» si guarda la mano ancora legata, mentre io armeggio con le chiavi «Magari riuscirai a capire anche il motivo per cui tua madre è morta.»

Sean – 3:33 a.m.

«Ci voleva tanto?» si schiarisce la voce e arretra il busto «Però, prima di toglierti anche l’altro braccialetto, questi li prendo io.» raccoglie i documenti che avevo preso dalla cassaforte e se li infila nei jeans, così vicini a quel culetto bello sodo «Non ti preoccupare: fanno comodo anche a me quei soldi, perciò vedrai che non li scordo di certo a casa quando domani ti accompagnerò per lo scambio.» ha quasi messo la chiave anche all’altra manetta, quando si ritrae di scatto «Un’ultima cosa: che cos’hanno di importante questi fogli da valere tutti questi soldi?» io, però, le afferro il polso e la tiro a me «Ehi, lasciami, brutto stronzo: o vuoi che…»
«Ti ho già detto abbastanza, raga… Anne!» allento la presa e lei si divincola: si guarda il segno rosso che le ho lasciato sulla pelle «Leggiteli tu stessa: vedrai qual è il vero lavoro di tuo padre.» seguo i suoi movimenti mentre armeggia con le chiavi «Magari riuscirai a capire anche il motivo per cui tua madre è morta.»
Una volta aperta la serratura, mi massaggio il polso escoriato e lei mi fissa a bocca aperta «Cosa… cosa vorresti dire?» deglutisce e arretra di un passo «Cosa c’entra mia madre con questi…» sbatte le palpebre, ha gli occhi lucidi.
«Credi davvero che sia stato un incidente?» mi sollevo, massaggiandomi le gambe informicolate «Ingenua…» sbuffo e scuoto la testa «Domattina fatti trovare davanti a casa tua alle nove e mezza: passerò a prenderti e poi, in macchina, ti spiegherò quello che devi sapere sullo scambio.» mi avvio verso la porta «E metti in carica il taser…» sento il suo sguardo sulla schiena, mentre mi avvio con passo ancora claudicante lungo il corridoio in penombra «Un’ultima cosa: richiudi la cassaforte: dovrai far credere al tuo vecchio che non ti sei accorta di nulla, o per te saranno guai.»

Continuerà? Stay tuned…

40 commenti

      1. Per togliere il piccante, il vino non è l’ideale… Meglio del pane.
        Però il vino a un anno e mezzo non era esattamente quello che i pediatri consigliavano.
        Ora, per fortuna, ho smesso di frequentarlo e posso prendermi certe libertà! 🤣🤣🤣

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    1. Grazie mille, Alice! 🙂
      A volte parte tutto da una semplice frase immaginata, poi mi faccio prendere la mano e ci scrivo un intero racconto, che magari si discosta anche parecchio dall’idea iniziale. Tutto merito dei personaggi: io osservo e restro, tutto qui! 😉

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  1. Buongiorno Ale! Tra lezioni allenamenti e studio sono riuscita a leggere solo ora l’ultima puntata di questo racconto e mai mi sarei immaginata che non avrebbe avuto una fine! Ci vuoi proprio tenere sulle spine!

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