Riflessione #13

L’idea che hai sull’autore di un’opera influenza quella sul suo lavoro? A me risulta molto difficile scindere tra i due, anche se a volte provo, cercando di ignorare chi l’ha realizzata per provare a essere il più obiettivo possibile.

C’è modo di superare un simile pregiudizio in maniera “indolore”?

23 commenti

  1. Per quanto si sa, Benvenuto Cellini, Caravaggio e Richard Wagner erano tipetti poco raccomandabili. Carlo Gesualdo da Venosa uccise la moglie e l’amante di lei. Michelangelo, Leonardo, Čajkovskij e Oscar Wilde erano gay. Polański pedofilo. Qualche ammiratore di Carl Orff sostiene che l’autore dei Carmina Burana non fosse nazista, però è indubbio che la sua carriera fu favorita dalle disposizoni contro gli ebrei.
    Si potrebbe continuare, la lista è lunga.

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      1. Influisce inevitabilmente, però ha ragione Matilde: se giudicassimo le opere d’arte sulla base delle biografie dei loro autori, probabilmente non ci piacerebbe niente, o quasi.
        Tu dici: siamo umani. Appunto: non dimentichiamo mai che lo sono anche gli altri, artisti e letterati compresi 🙂

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  2. Ma è cosa saggia scindere l’autore dall’opera?
    Dopotutto l’opera è un parto della sua mente e dei suoi tempi, e conoscere l’autore potrebbe aprire strade inaspettate. Un esempio che ho provato di prima persona: D’Annunzio. In realtà lo tollero poco, non mi piacciono la persona, gli attegiamenti, le idee. Eppure, è perfettamente complementare alle sue opere: senza i suoi romanzi, non avrei capito alcune sfumature di questo controverso personaggio, e allo stesso tempo, se non avessi avuto idea di chi fosse l’autore, non avrei compreso fino in fondo né le poesie né tantomeno i romanzi.

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  3. La bolla creativa è un luogo particolare di estraniazione. In quel luogo sei e non sei la tua sfera pubblica, quella emotiva, quella valoriale, quella sentimentale, quella relazionale in genere. Esiste solo il tuo rapporto con l’opera che è una relazione ancora diversa. Secondo me.

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  4. No non è possibile, ti faccio un esempio: conosco un blogger che, fortuna sua, ha avuto molto successo come scrittore, ma quando era un blogger e basta, scrivendo le cose sul blog, è stato protagonista, con altri, di un fatto vile, deprecabile, odioso, che ha causato l’addio a questo mondo di una blogger.
    Ecco, io non dimentico, non me ne frega niente che abbia avuto successo, che sia uno scrittore conosciuto, che abbia un bel faccino….non leggero mai i suoi libri, e quando sento in TV definirlo “lo scrittore che parla il linguaggio delle donne” mi viene la nausea!

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  5. complicata la storia!, prima di tutto, non sempre si sa tutto di tutti e poi io credo che la vita privata abbia comunque anche ripercussioni sia su come si scrive, sia su come si dipinge, per quanto riguarda la scrittura devo dire che un po’ mi influenza la vita dello scrittore, più che altro per dare un senso compiuto a quello che leggo e così anche per la pittura… il cattivo carattere degli autori o artisti in generale non mi disturba, mi disturbano altr cose, come le idee razziste e le iddee violente e la pedofilia, queste cose a volte mi impediscono di leggere o di valutare serenamente una opera.

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