Cuoricini ripieni #2

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Elia tornò al paese per le festività di fine anno e, diretto verso il centro per una commissione, vide la vecchia insegna del negozio accesa: nessuno gli aveva detto che avevano rilevato l’attività ed era curioso di sapere se conoscesse il nuovo titolare: entrò, la campanella della porta tintinnò e subito dopo, con le mani ancora sporche di impasto colloso che stropicciavano il grembiule bianco nel tentativo di ripulirsi, comparve Sandra.
“E tu che ci fai qui?” le domandò. Lei, ancora a bocca aperta, rimase in silenzio per un bel po’, prima di dire “Ci lavoro”.
Zitto, e guai a te se ti sento dire che lo sapevi che sarebbe finita così, perché non è ancora finita!

Elia, rosso in viso, uscì dal negozio e si incamminò spedito verso la macchina, ma quando fu sul punto di salire, vide che Sandra l’aveva seguito e, nella fretta, era uscita con addosso la sola casacca a maniche corte.
“Che scema che sei: vuoi prenderti una polmonite?” le si avvicinò, si tolse il piumino e glielo appoggiò sulle spalle “Torniamo dentro, dai…”
Vicini, col braccio di Elia che cingeva le spalle di Sandra, tornarono nella loro vecchia pasticceria.
Passarono un’altra ora abbondante a parlare: lui la guardava con occhi adoranti e lei fingeva di non accorgersene mentre infornava i biscotti, ma sorrideva ogni volta che gli dava le spalle.
Quando fu il momento di chiudere, Sandra lo seguì mentre si avviava mestamente alla porta “Ely” lo chiamò, con la voce rotta dalla commozione “Qui c’è sempre posto per uno bravo come te, sai?”
Lui sollevò la testa, incrociò il suo sguardo e sorrise “Ci farò un pensierino” ammiccò e uscì.

Le loro due strade non si incrociarono più.
Non fino alla fine delle festività natalizie, quando Elia bussò alla porta chiusa: all’interno, Sandra stava riordinando una delle vetrine d’esposizione; posò lo straccio sul banco e andò ad aprire.
“Ho sentito dire in giro che cerchi un aiutante” le disse con un fare impacciato.
Lei scosse la testa e si portò le mani sui fianchi “No, razza di idiota: io cercavo te”.

Da quel momento, i due tornarono a lavorare insieme e ben presto nella zona si diffuse la notizia di una nuova ricetta di biscotti che sembravano frollini, ma che avevano all’interno una crema deliziosa. Erano a forma di cuore, e i più arditi sostenitori dicevano che fossero in grado di far innamorare la persona a cui venivano regalati.
Non fare quella faccia gongolante e guai a te se mi dici “Te l’avevo detto”.
Ma poi, pensaci bene, davvero credi che esiste una ricetta dell’amore? Credi che se qualcuno l’avesse davvero inventata, no, anzi… trovata… perché una cosa del genere non si crea dal nulla, ma dev’essere rivelata da qualche divinità.
Ora, questa persona, non sarebbe ricca, dopo averla brevettata?
No, io credo che una persona così sensibile da carpire questo segreto e che si dà la briga di trascriverla, la può solo regalare.
Ma in fondo, se esiste davvero una ricetta dell’amore, di certo non l’ha scritta una sola persona: dovevano per forza essere in due.

Fine

66 commenti

      1. Tutti i biscotti sono troppo dolci per me. In generale preferisco il salato, ad eccezione del cioccolato fondente e del gelato (rigorosamente alla frutta). Non fossi pigra, farei la colazione salata all’americana tutti i giorni 😁

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      2. Leane, la yankee nostrana! 😜
        Beh, anche io sono per il salato, ma la colazione, che in effetti è ricca solo quando sono in ferie (cioè mai – o almeno andando a memoria), per è deve essere tendente al dolce. Ok, senza eccessi, ma dolce! 😉

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  1. Ti sembrerà una melensa, eppure, mentre continuavo nella lettura, immaginando dove alla fine saresti andato a parare, sentivo i lucciconi agli occhi… il racconto è meraviglioso, e si avverte tutta quella delicatezza che effettivamente si dovrebbe trovare in racconti come questo! Mi è piaciuta molto anche l’interazione con i lettori.
    Io sto continuando ad avere idee che frullano sul mio ultimo racconto, e penso proprio che oggi inizierò a dargli una raddrizzata. Buona giornata! 🙂

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    1. Beh, che dire: grazie!
      Un commento che fa gonfiare il petto. L’integrazione col lettore è un esperimento e spero di poter fare ancora meglio, se mi ricapiterà di usare questo “stratagemma”, però mi ha divertito un sacco.
      Per il resto, non è esattamente il mio genere, ma ho voluto cimentarmi.

      Se poi, come quasi si intuisce, ti ha dato un po’ d’ispirazione per ul tuo racconto, allora mi fa solo che piacere! 🙂

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      1. Sono contento che il mio commento ti abbia fatto piacere! 🙂 Non so se mi abbia fornito punti per il mio, ma ho un po’ di roba da modificare, e presto ne approfitterò, E poi è bello sperimentarsi con un genere nuovo; te lo dico io che ho scritto una storia molto sentita in cui ci ho messo tutto me stesso. Se sei interessato, vai sul mio blog e trovi una pagina, “Il racconto di Maya”… occhieggia un po’. 😉 Buon pomeriggio. 🙂

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      2. Boh, io entro nell’articolo… è una pagina bianca con dei link. Il fatto è che tempo fa WordPress mi ha aggiornato l modalità di scrittura con la stesura a blocchi, e non mi ci sono più ritrovato, anche per quanto riguarda le pagine… Pazienza! 😦
        Buona serata. 😉

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  2. Bellissimo finale e contenuto dal sapore romantico, ma non scontato. Complimenti Alessandro. Se poi gentilmente mi fornisci l’indirizzo dove trovare questi biscotti che sembrano frollini dalla crema deliziosa… beh.. te ne sarei veramente grata. Grazie.

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      1. Ah, ok. Non che le abbia mai mangiate, né assaggiato il brodo (non che ricordi, almeno), però le giuggiole so cosa sono. Pensavo che “giggiole” fosse un termine locale/dialettale per indicare qualcos’altro. 😉

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