L’uomo che camminava #2

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La sera sopravanzò il tramonto e poi giunse anche la notte: i rumori si erano smorzati, così come l’incedere dell’uomo che camminava avanti e indietro lungo quel segmento di spiaggia che ormai era arato dai suoi passi.
La marea aveva iniziato a crescere da un po’ e ora le onde si erano avvicinate all’uomo che camminava avanti e indietro, avanti e indietro.
Anche la luna si era levata, occhio sbiadito che lo fissava dall’alto del firmamento.
A un certo punto, la spuma dell’acqua scivolò oltre la montagnola di sabbia che si era formata ai lati del solco: l’uomo smise di camminare e guardò in basso, dove il riflesso delle luci illuminava il salmastro del mare ai suoi piedi, ora umidi e cosparsi di granelli di che gli si erano appiccicati tra le dita e sulle piante.
Una coppia di fidanzati, che era passata di lì prima del tramonto, seguiva la scena e tra loro si scambiavano sguardi perplessi: lui le disse qualcosa e lei gli fece cenno di sì, così si avviarono in direzione dell’uomo che stava fermo, guardando verso il basso, con la brezza notturna che gli faceva danzare la camicia chiazzata di sudore e salsedine nell’aria frizzante di quella notte stellata.
Appena furono a distanza, il giovane salutò, ma l’uomo, senza nemmeno guardarlo, sollevò una mano, con l’indice levato, mentre nuove onde portavano altra acqua nel solco che aveva tracciato coi suoi passi. La ragazza tirò un paio di volte il braccio del fidanzato, ma questi rimase immobile, così come il gesto dell’uomo, ancora sospeso a pochi passi da lui, aveva indicato di fare.
Passarono istanti lenti un’eternità, scanditi dall’intermittenza roteante della luce del faro… finché l’uomo esalò un profondo sospiro, uscì dal solco e, con un mesto sorriso, andò verso la giovane coppia.

continua…

33 commenti

  1. Il protagonista e soprattutto il suo continuo camminare… questo movimento crea un’aura di ansia nervosa e nello stesso tempo grande curiosità… sono curiosa di sapere come finirà. Complimenti Alessandro con i tuoi racconti riesci sempre a coinvolgere il lettore… che non è poco…

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