L’uomo che camminava #3

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«Non sono così pazzo come potrei sembrare. Cioè, forse un po’ lo sono, come chiunque altro cammini sotto questo cielo, però non tanto da non capire che stavo facendo qualcosa di insolito.» l’uomo prese una lunga boccata d’aria e si lasciò cadere sulla sabbia «Quando avevo circa sette anni, ero qui in vacanza con mio padre. Un giorno lui mi perse di vista mentre eravamo in acqua a pochi metri da quello sperone.» indicò col mento il promontorio del faro «Un’onda più alta del solito ci separò e mentre io venivo ributtato a riva, lui fu scagliato contro la roccia; morì sul colpo e il suo corpo venne recuperato solo diverse ore dopo. Anche io ero mezzo annegato e i soccorritori mi sdraiarono qui, su questo tratto di spiaggia.» ora il suo sguardo si posò sul punto in cui aveva camminato fino a qualche momento prima «Da qualche tempo dopo, tutte le estati, torno qui. Lo faccio almeno un paio di volte ogni anno.» un sorriso stanco fece nuovamente capolino sulle labbra incorniciate dalla barba nera striata di bianco «A volte vedo il suo riflesso nell’acqua che si forma nella buca che scavo coi piedi. Era un gioco che facevo… che facevamo a quei tempi. Lui si metteva dietro di me, in silenzio, e quando l’acqua del mare riempiva il solco, io vedevo il suo riflesso, ma adesso capita sempre più raramente.» deglutì e si guardò le mani, screpolate e arse dal sole «Non ricordo quasi più il suo volto ed è solo qui che ritrovo le sue sembianze, anche se non lo vedo con i miei occhi. Ma questo mi basta.»
La ragazza aveva gli occhi lucidi e il suo fidanzato le cinse le spalle con un tenero abbraccio «E stasera…» c’era titubanza nella sua voce «L’ha visto?»
L’uomo scosse la testa «No, non l’ho visto. Però so che lui è felice perché sono venuto a cercarlo.» si rimise in piedi e strinse la mano ai due giovani «Ora torno a casa dalla mia famiglia: anche loro hanno bisogno di vedere me, come io ho bisogno di vedere loro.»

Fine

59 commenti

      1. certamente, la confessione spontanea che fa ai due sconocsciuti è stata partorita dopo quell’andirivieni di meditazione sul passato che in prima battuta sembrava una nevrosi…mai fermarsi sulle prime sensazioni.

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  1. Sono rimasta a corto di parole… sarò sincera, non mi sarei mai aspettata un finale così mesto… ma anche molto bello e coinvolgente. Bravissimo Alessandro, il tuo racconto mi ha emozionata tantissimo. Grazie… è bello emozionarsi ancora…

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