Stralci di letture #10

La parola libertà, suscettibile di diverse interpretazioni, sarà da noi definita nel modo seguente: «La libertà è il diritto di fare ciò che la legge permette». Tale definizione ci servirà in questo senso, che sarà in nostro arbitrio di dire dove potrà esserci libertà e dove no, per la semplice ragione che la legge permetterà solamente quello che a noi piacerà.

Anonimo – Protocolli dei Savi Anziani di Sion

53 commenti

      1. Non sono così ferrato nell’argomento per poter dire qualcosa. Però è una lettura interessante. E io, per interessante, intendo dire che ci sono cose (lo so che è un falso storico, non prendermi per stupido fino a quel punto) che fanno comunque pensare. E non sto certo pensando all’oggetto/soggetto del libro, quanto alle sue implicazioni e a una lungimiranza decisamente ampia.

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      2. Non ho mai pensato che tu potessi prenderli per veri.
        Mi mancano molto Umberto Eco e la divertita leggerezza con cui sapeva prendere in giro i complottismi di ogni epoca e nazione. Con tutti i negazionisti sovranisti gingoisti sciovinisti terrapiattisti eccetera che oggi latrano da ogni angolo della Terra e del web, ci sarebbe davvero bisogno di uno come lui, se non altro per riderci su.

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      3. Ci volevo scrivere un racconto… ma in realtà credo ci starebbe meglio un romanzo.
        Ho letto parecchie volte “Il prendolo di Foucault” e ti posso assicurare che è uno spasso.
        L’idea era di fare qualcosa di similmente diverso (non voglio copiare né l’argomento, né lo stile narrativo, ma l’intento, quello sì).

        Comunque una cosa la so: la differenza, in dialogo, in un confronto, la fa l’atteggiamento di coloro che vi prendono parte. 🙂

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      4. Anch’io ho letto e riletto il Pendolo. Adesso qualcuno me ne dirà di tutti i colori, ma in effetti lo preferisco al Nome della rosa.
        Oltretutto, la Garamond sembra troppo alla Utet per non pensare che Eco ne abbia tratto ispirazione 🙂
        E poi, quel “Ma gavte la nata!” di Belbo, detto così, in quell’ultima tragica circostanza, secondo me sta alla pari con “Francamente me ne infischio” e “Be’, nessuno è perfetto” 🙂
        (Ma capisco che possa avere un effetto meno incisivo su chi non è piemontese…)

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      5. Beh, il Nome della Rosa è un romanzo di tutt’altro genere e finalità, probabilmente non sono confrontabili. Però, tra i due, preferisco di sicuro anche il Pendolo: da un biglietto di una lavandaia ne può uscire un romanzo, quando si è davvero bravi… 🙂

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      6. Esatto 🙂
        E comunque ne consiglio la lettura a tutti. Specialmente a certa gente che ha le idee confusissime.
        (Ma come si fa a dire che il libertinismo morale e il liberismo economico sono di sinistra? Ma dove lo ha letto, nei Protocolli dei savi di Sion? Capisco che consultare Wikipedia prima di scrivere cazzate possa risultare troppo faticoso, ma, insomma, viene da chiedersi dove viveva ‘sto bel soggetto pochi anni fa, quando il più grande libertino e [sedicente] liberista nostrano dei tempi recenti ha fatto fortuna, politica e no, incitando all’odio verso i “cumunisti” 😀 )

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    1. C’è ancora in giro qualcuno che li prende per autentici e volutamente ignora che si tratta di un falso, confezionato dall’Ochrana zarista.
      Così come si crede all’autenticità del “piano Kalergi”, elaborato in realtà dal negazionista Gerd Honsik.
      E poi ci sono i terrapiattisti, che al confronto risultano del tutto innocui 🙂

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      1. I libri sono fatti per essere letti, interpretati e capiti: sta a ognuno filtrare quel che si trova davanti.
        La mia era solo un’estrapolazione (ce n’è un’altra, per domenica prossima) per far riflettere. Tutto qui.

        Non ho certo citato passi in cui si allude alla violenza in cui i Gentili devono essere sottoposti, secondo il/gli autore/i del libro. 🙂

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  1. Falsi o meno, lo spunto per l’interpretazione della parola libertà è giusto. E di questo si può discutere. Io rimango dell’idea che la mia libertà finisce, dove comincia quella degli altri di mandarmi a quel paese…

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  2. Purtroppo la libertà è appannaggio di quelli di sinistra che l’hanno trasformata in libertinismo morale e liberalismo economico. Cosi come il femminino in femminismo, l’immigrazione selvaggia in accoglienza, l’accettazione del diverso in buonismo mediocre, l’orgoglio patriottico in sovranismo.

    Welcome to the jungle. O era jingle?

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  3. “La libertà è il diritto di fare ciò che la legge permette. Tale definizione ci servirà in questo senso, che sarà in nostro arbitrio di dire dove potrà esserci libertà e dove no, per la semplice ragione che la legge permetterà solamente quello che a noi piacerà….. francamente mi pare la definizione di un mafioso

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      1. per questo motivi ci sono libri che non vanno neppure considerati, scritti da menti deviate che possono diventare diseducativi. La visione troppo semplicistica di libertà porta a comportamenti illegali

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