Storie di tempi venturi #3

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Ma perché proprio lui? Non ho ancora compreso a fondo tutti i meccanismi di questo mio viaggiare e posso assicurarti che non c’è nulla di scritto che tratti l’argomento, se non le fandonie di presunti sapienti che cercano in realtà solo di accaparrarsi i soldi dell’ingenuo di turno.
Una volta a destinazione individuo chi posso scegliere e una sorta di aura mi indica chi è quello più adatto alla mia possessione. E accade davanti a una superficie riflettente, o, nelle situazioni ottimali, a uno specchio, come se ciò portasse i nostri spiriti a scambiarsi la posizione in dimensioni parallele.
Ti chiederai anche come faccia a sapere dove andare e come farlo, vero? Beh, quello è stata la parte più divertente, ma allo stesso tempo complicata: colgo alcuni segni dalla realtà che mi circonda e, quando arriva il momento, ce n’è uno che mi apre una porta. Non so se qualcun altro la possa vedere o possa attraversarla; in realtà non penso che sia possibile, ma non mi sono mai voltato indietro per averne conferma.
A dirla tutta non so nemmeno cosa accada agli individui in cui risiedo dopo che me ne sono andato, se ricordano qualcosa, se hanno percezione del tempo trascorso quando c’ero… In fin dei conti, se devo essere sincero, poco m’importa perché non è una mia scelta.
E perché mi stia capitando tutto questo non mi è ancora stato rivelato in alcun modo, ma presumo che sia qualcuno ben più potente di un qualsiasi essere umano a tirare le fila.
Forse è proprio questo il capolinea del mio viaggio? Magari è proprio attraverso questo diario elettronico, che tutti quelli che vogliono possono trovate e leggere in questa rete, lo scopo ultimo del mio vagabondare nel tempo e nello spazio? Ho la sensazione che saprò presto qualcosa in più.
Intanto continuerò con la mia storia.

Ti chiederai, probabilmente, perché solo ora abbia deciso di iniziare a scrivere, vero? Ebbene, è presto detto: quando sono arrivato in questo corpo e questo tempo, lui, Elia, stava iniziando a scrivere un documento, un file di testo, come usano dire di questi tempi: questo è uno dei segni che ho imparato a cogliere da quando ho intrapreso il mio viaggio che, se volessi provare a stimare in termini di durata, potrebbe aggirarsi intorno a un paio d’anni. Sì, è proprio un bel po’ che vengo sballottato in giro per la storia, trascorrendo non più di qualche settimana per ogni individuo che ho preso a prestito.

continua…

63 commenti

  1. Ciao! 🙂
    Devo dirti che la vicenda mi ricorda un romanzo di fantascienza letto parecchio tempo fa. Purtroppo non ricordo il titolo né l’autore e al momento non dispongo delle risorse necessarie per reperire questi dati. Posso dire solo che devo averlo letto più di 40 anni fa, quando la redazione del Dizionario di musica Utet era sita nella villa del curatore, il prof. Alberto Basso, a Pecetto Torinese: per giungervi dovevo uscire di casa ogni mattina alle 6 e compiere un tragitto che, fra mezzi urbani e extraurbani, richiedeva circa due ore – idem al ritorno. Riempivo questo tempo leggendo un giornale e poi qualche altra cosa trovata in edicola: un giorno presi quasi per caso un numero di «Urania» appena uscito, mi piacque, e così la fantascienza divenne una delle mie letture preferite durante il doppio viaggio quotidiano.
    Del romanzo suddetto ti posso riassumere a grandi linee la trama. Si svolge in un futuro non troppo lontano, quando è ormai pacifico che i viaggi nel tempo sono possibili, sì, ma solo con la mente: è stata messa a punto una tecnologia che consente di “inviare” nel passato, e solo nel passato, la mente umana, infiltrandola – diciamo così – nel cervello di una persona vissuta in una data epoca, cosa che dà modo al viaggiatore di vedere la realtà di quel tempo attraverso gli occhi e le sensazioni dell’ospite. Si è deciso a livello governativo che questa risorsa è utile esclusivamente per gli studenti delle discipline storiche, che possono essere inviati nel passato per studiarlo vivendo, ovviamente in parte, la vita di grandi personaggi che hanno lasciato un segno nella storia. Gli studenti devono prepararsi con cura per affrontare l’esperienza, imparando soprattutto a non comunicare mai per nessuna ragione con la mente ospite, in modo da non provocare nemmeno un minuscolo cambiamento nel corso della storia. Tutto va bene fino a quando una studentessa di storia dell’arte, appassionata cultrice dell’opera di Vincent van Gogh, viene proiettata nella mente del suo beniamino: il quale è dotato di una sensibilità estrema, grazie alla quale riesce in qualche modo nebuloso a capire quello che gli sta succedendo e, non potendo darsi una spiegazione razionale, impazzisce, facendo di conseguenza tutte le cose “strane” che ben sappiamo.

    Ok, anche oggi sono stato prolisso, però penso che fosse giusto raccontarti dell’esistenza di questo romanzo.
    Buona giornata 🙂

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    1. Grazie del contributo, Claudio!
      Ho un amico che appassionatissimo di fantascienza e ha una biblioteca personale che, se non erro, conta più di 5000 volumi, una buona parte Urania: potrei anche provare a sentirlo, appena possibile, per sapere se sa a cosa ti riferisci e vedere se me lo presta.

      Interessante il tuo riferimento a Van Gogh, perché il mio unico riferimento fantascientifico letto (almeno 4 volte, forse addirittura 5) è l’esalogia di Dune di Frank Herbert, i cui c’è appunto, negli ultimi due libri, un riferimento a un suo dipinto: “Casolari con il tetto di paglia a Cordeville” e da lì è iniziato il mio interesse per il pittore olandese.

      Comunque, dalla descrizione del testo che mi hai fatto, non c’è grande attinenza tra il mio racconto e quello che hai citato.
      In realtà, come riferimento sull’argomento, ho anche una serie TV andata in onda sulla RAI negli anni ’90 In viaggio nel tempo (Quantum Leap), non so se hai presente…

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      1. Ma certo, chi non ricorda Ziggy, il supercomputer senziente e fallace? 😀
        No, non c’è attinenza fra il tuo racconto e il romanzo, se non per il fatto che a viaggiare nel tempo è solo la mente, non il corpo.
        Citando Dune mi hai ricordato un altro romanzo di fantascienza che in italiano è stato pubblicato con il titolo Strisciava sulla sabbia, autore Hal Clement, protagonista un alieno poliziotto che, inseguendo un alieno delinquente, finisce sulla Terra dove, essendo un simbionte che può sopravvivere solo insediandosi in un altro organismo, penetra nel corpo di un ragazzo addormentato su una spiaggia. Non c’entra nulla con il tuo racconto, mi è venuto in mente perché nella trasposizione cinematografica (decisamente più splatter e violenta rispetto all’originale), l’ospite è impersonato da Kyle MacLachlan, il quale è Paul Atreides nel Dune di David Lynch 🙂

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      1. Per quanto mi riguarda, prima delle letture di cui ho scritto qui sopra ero pressoché a digiuno di letteratura fantascientifica. Devo dire che poi mi sono appassionato al genere della fantascienza umoristica: Douglas Adams, Ron Goulart e soprattutto Robert Sheckley, che adoro. Tanto che l’ho citato in una voce fasulla inserita di straforo nel Dizionario di musica Utet 😀

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      2. In realtà, le “burle” che ho inserito nel Dizionario (d’ora in avanti: DEUMM) sono più di una, però mi sono ripromesso di parlare (e quindi di ammettere l’esistenza) solo di quelle che sono state scoperte. Quindi per ora delle altre taccio.
        (Mi porterò il segreto nella tomba 🤭 )

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      3. L’affaire Sheckley è già stato scoperto e nessuno mi ha torto un capello.
        (Si tratta della voce Stomach horn, «corno da stomaco, strumento jazzistico di fattura sconosciuta usato sul pianeta Potëmkin II». Il “corno da stomaco” è menzionato nel romanzo Scambio mentale, considerato il capolavoro di Sheckley; anche qui si parla di menti che viaggiano da un corpo all’altro, ma non attraverso il tempo.)
        Delle altre burle non parlerò nemmeno sotto tortura 😉

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      4. eheheheh

        Comunque il mio primo romanzo, quello incompiuto nel cassetto, tratta proprio di viaggi extracorporei (lo specchio, tramite tra dimensioni!) e quindi ci sarebbe da discutere: ma il tempo è un assoluto? Essere in un’altra dimensione è essere solo in un altro spazio, o anche in un altro tempo? 😉

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  2. Back to the future, è il caso di dirlo, mi sembra… 🙂 Se ti sei interessato a Van Gogh, guardati il film che ho recensito qualche giorno fa (qui: https://langolinodellacultura.wordpress.com/2020/11/21/film-e-documentari-6-van-gogh-sulla-soglia-delleternita/), potrebbe piacerti. Svariati anni fa decisi di iniziare a leggere la fantascienza, iniziando dal pilastro per eccellezxa, Isaac Asimov, visto che in casa di libri suoi ce ne stanno diversi. Iniziai dal ciclo della Fondazione, ma dopo un po’ vidi che non catturavano il mio interesse, per cui ho abbandonato il genere… Ora però sono curioso di leggere il seguito! 🙂
    Buon pranzo, e buon pomeriggio. 😉

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    1. Grazie mille Luca, buon pranzo e pomeriggio anche a te! 🙂
      Avevo visto il tuo articolo e mi aveva incuriosito il film che segnalavi, perciò me lo sono segnato e cercherò di recuperarlo e vedermelo a dicembre. 🙂

      Comunque di Asimov ho letto qualche brano/racconto, ma non è nemmeno il mio di genere: piuttosto ti consiglio il già citato “Dune” di Frank Herbert. 😉

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  3. cito”Ho la sensazione che saprò presto qualcosa in più.” non vedo l’ora… così magari saprò anch’io 😛 sono super curiosa…
    Ho letto rapidamente qualche commento… a tutti hai suscitato un ricordo di qualcosa… beh direi che sui viaggio nel tempo si è scritto e visto molto, ma sono comunque tutti affascinanti e il tuo scritto con “individuo che ho preso a prestito” davvero interessante 😉

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    1. Credo di avere una certa capacità di indurre la curiosità, in come termino i brani: ne vado anche fiero, a dirla tutta (occhio che la prossima volta topperò di brutto!)

      Comunque hai ragione sulla quantità di cose che sono state scritte (e si sono viste) sull’argomento. Io questa cosa non la conoscevo, se non per idee pregresse, ma non mi stupisce che qualcuno l’avesse già pensato 🙂

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      1. Il talento per incuriosire te lo confermo ^_^
        invece per quanto riguarda il trovare similitudini… direi che è un po’ come la musica, alla fine ci sono sette note… ma sono le sfaccettatura a fare la differenza 😉 Complimenti, io ti trovo originale e non vedo l’ora di leggere altro ❤

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      2. 😂 è solida, è solida, ma sei tanto in alto, stai attento perché non c’è il parapetto!
        Scherzi a parte, non è proprio così, mi piace come scrivi, mi piacciono anche i tuoi commenti, gli scambi di opinioni che hai sia con me che con altri… (non hai notato che metto molti like qua e là!)
        Non sono “sviolinate”, non ho nessun tornaconto, tranquillo.
        «Ecco un’ultima firmetta qui e siamo a posto!» 😎
        Beh, comunque dietro il piedistallo c’è una scala… quindi okkio, ti faccio scendere in un attimo! 😜

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      3. Vedo, vedo.
        Io non sempre leggo gli altri commenti (ho la tendenza a farmi un po’ i fatti miei, in questo senso), ma apprezzo che tu colga varie sfumature.

        Ho imparato molto da WP, come gestire anche me stesso (nel senso di riconoscere le mie sensazioni e non lasciarle andare a ruota libera quando non serve) e quindi anche i commenti sono un ulteriore modo per imparare qualcosa su di me.

        Sul cadere… boh, se cadrò, o ci resto secco, o quel che non uccide fortifica (dicono), quindi non me ne devo nemmeno preoccupare (sono campione mondiale in cadute, eh…)

        Grazie Sara, ma niente firme: solo autografi… prima o poi! 😛

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      4. okkio che anche sotto gli autografi ci può essere camuffata una cambiale 😜
        Scherzi a parte… direi che a me piace invece leggere cosa scrivono gli altri… spero non dispiaccia!
        A volte trovo così dei nuovi blog da seguire, quindi, nuovi amici. Se mi piace come la pensi su certe cose, vengo ad approfondire la conoscenza… forse ho trovato così anche te 🤔

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      5. Sì, vero. Io leggo se hanno già scritto, ma difficilmente torno a seguire (a parte qualche fisiologica eccezione).
        A me non spiace, anche perché altrimenti non commenterei nemmeno… Oppure sarei scemo (cosa che non posso escludere categoricamente) 😁

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      1. Un classico della letteratura fantascientifica, di Kurt Vonnegut . Un libretto bello tosto, visto che è una denuncia alla guerra (tutto parte dalla distruzione di Dresda). Te lo consiglio 😉 soprattutto se ti piacciono i salti temporali.

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