Riflessione #17

Come faccio a distinguere il momento in cui parlare da quello in cui tacere?

Non è mai facile, anzi, il più delle volte non trovo la soluzione; tuttavia, analizzando la questione a posteriori, credo che sia inutile impelagarsi in una discussione quando è chiaro che le distanze tra gli interlocutori e la visione che entrambi hanno sono inconciliabili.
Parlarne sarebbe una mera perdita di tempo prezioso per entrambi e non farebbe che acuire gli attriti.

48 commenti

      1. Osi mettere in dubbio la saggezza popolare sarda?!? 😜
        …Allora facciamo così: “Se.le parole sono sciocche (o fuori luogo/offensive/volutamente provocatorie) non ascoltarle”. 😉

        Buona giornata. 😊

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  1. Sai cos’è? Parlo come madre: a volte bisognerebbe ascoltare, ma sul serio, cercando di mettersi anche nei panni dell’altro. Però la cosa deve essere reciproca, se no non serve a niente. Comunque, figli a parte, credo che tra due persone intelligenti, anche se si discute, alla fine ognuno rimane della propria idea. Difficile, se non impossibile, convincere l’altro. Perciò concordo con la tua riflessione.

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      1. Mi sembra come se le parole esprimano la distanza che c’è già tra le anime, e mostrandola la amplifichino in modo esponenziale.
        “E poi ci lasciammo senza capirci, ma non è facile capirsi, in questo modo”. Soprattutto se devi capire che l’altro non ti accetta

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