Il pensiero roccioso

Come forse saprai (ma te lo dico io, quindi non ti crucciare), le rocce si dividono in tre grandi classi:
– le ignee (o magmatiche), che si formano dalla cristallizzazione del magma vulcanico, sia che avvenga in superficie, sia che avvenga nella crosta terrestre (se sei terrapiattista, non so come funziona…);
– le sedimentarie, che sono il risultato di una frammentazione di rocce preesistenti (clasti, che si creano in differenti maniere), accumulo (previo trasporto) e infine la litificazione del sedimento;
– le metamorfiche, che sono il risultato di una variazione della struttura dei cristalli che le compongono a opera della pressione e temperatura nella profondità della crosta terrestre, per poi emergere attraverso fenomeni di orogenesi.

Perché questo strano articolo e il riferimento alle rocce e alla loro genesi? È presto detto…
Credo che il pensiero erutti le idee dentro di noi e che queste, come nel caso di fenomeni vulcanologici, vengano fatte schizzare in aria (nel punto più accessibile della nostra mente) dalla spinta propulsiva che le ha mosse. Sono queste le idee ignee, le più focose o, se preferisci, le più sanguigne. Sono di nostro concepimento (anche se, si sa, il materiale in parte interiore, in parte è preso dal nostro bagaglio culturale). Solitamente sono anche le idee più appariscenti, perché escono dal getto del pensiero in maniera improvvisa rumorosa.
Poi ci sono le idee sedimentarie, frutto del lavoro intellettuale ed emotivo che ha preso e frantumato altre idee preesistenti e le ha mischiate a farne un nuovo elemento, che presenta alcune affinità con idee precedenti, ma che non è riconducibile esattamente a quelle. Il risultato finale può essere più o meno apprezzabile in base a com’è avvenuto il processo che ha portato alla loro formazione.
Infine, ci sono le idee metamorfiche, che non solo non sono derivazione diretta di altre idee, ma sono nate per questioni esterne che le hanno generate indirettamente: quando sale la pressione e si innalza la temperatura, le idee preesistenti, possono essere distrutte, frammentate, distorte e mutare nella loro struttura fino a diventare quel che sono, viziate da elementi che non sono necessariamente interni e frutto del proprio pensiero. Non sono tutte da buttare, anzi, ma sono quasi sempre frutto di qualcosa di esteriore (positivo o negativo che sia, non sto ad analizzare questo fattore).

Ah, già, dimenticavo: ci sono anche le idee ad canis mentula, che possono far parte di tutte e tre le categorie suddette.
Queste ultime, come ben capirai, si confondono bene tra tutte le altre e, spesso, rilucono ancor di più e allettano maggiormente: a prenderle in considerazione, prima o poi, se ne pagano le conseguenze.

Antoine – Pietre

46 commenti

  1. Quanto mi piaceva scienze della terra!😂 mi hai fatto ritornare alla mente certe cose… comunque! Articolo veramente bello! Mi piace,inoltre, hai tenuto conto anche degli amici terrapiattisti 😂 buona giornata 🤗

    Piace a 1 persona

    1. Geologia applicata è stata una materia decisamente interessante, forse anche per l’eccentricità del professore, che non era esattamente lineare nel far lezione… 😀

      Sì, bisogna pensare sempre a tutti, anche a quelli che la pensano diversamente: siamo quasi a Natale e siamo tutti più buoni! 😜

      Buona giornata, Giusy! 😉

      Piace a 2 people

    1. Mi fa davvero piacere essere riuscito a trasmettere questa mia visione di come possano nascere le idee… almeno come credo avvenga nella mia testa! 😉

      … e sono felice di aver rispolverato un termine che ho sempre apprezzato tanto come “rilucono”, perché rilucere è un verbo che mi instilla tanta “speranzosità”! 🙂

      "Mi piace"

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