Rapsodia dei sensi nell’ora blu

Hai presente il mio vecchi racconto? No? Niente paura, di seguito te lo ripubblico…
Sì, ma c’è una bellissima novità stavolta: è disponibile anche in versione ascoltabile, col sottofondo di Rhapsody in blue di George Gershwin (una parte) perché Jessica di Datteri a colazione (ti consiglio di farci un giro, perché è brava) mi ha contattato e mi ha chiesto se poteva preparare dei podcast dei miei racconti, che le sono piaciuti e io ho colto la palla al balzo per proporne uno, forse il più ostico… e siamo giunti a questo risultato: brava e grazie (una volta ancora)!

Ah, sotto trovate anche il video (senza musica) di me che leggo lo stesso brano; risale a quest’estate e l’avevo mandato per un concorso online: si nota la differenza?

Scatto personale

Mi lascio andare sulla sedia e stendo le gambe: libero un sospiro intrappolato nei polmoni e questo va a mescolarsi all’aria immota della città, con i suoi sentori aspri e irritanti da far prudere il naso.
Lo sguardo si eclissa dietro palpebre abbassate, per gustare il momento di puro relax dopo una giornata di corsa e fretta senza senso, con le mani che non controllano dita intente a suonare note nascoste nei braccioli di fibra intrecciata.
L’incanto si compie e la musica si diffonde in un crescendo dalle casse appese ai lampioni e accompagna i miei pensieri tra suoni di ottoni e un clarinetto insolente che vuol fare la primadonna.

Riapro gli occhi e il traffico scorre davanti a pupille che si dilatano: un’onda impetuosa che oscilla dalla spuma candida dei taxi al monotono grigio delle auto, mischiando i ruggiti delle macchine al ronzio degli scooter, che s’accresce al verde del semaforo.
Il cameriere mi porta il martini e sbircio la luce cangiante attraverso il liquido nel bicchiere: il sole s’è nascosto oltre l’orizzonte e io son qui, seduto, con l’aperitivo tra le mani a godermi il tramonto che si trasforma in crepuscolo e si incammina verso la notte e il suo buio puntellato di stelle.
Sorseggio il dolciastro drink lasciando che mi irrighi labbra arse di parole, in un tiepido e sensuale bacio fatto di amorevole cura per una gola avida di quel nettare da tutta la giornata.
Gioco con l’oliva che è restia a farsi mordere, ma alla fine si arrende e si fa coccolare dalla lingua e dal palato, prima di finire infranta e proseguire il suo corso, sparendo nelle viscere.

La gente par destarsi d’improvviso e frotte di persone si muovono, api ronzanti al suono dei clacson che scandiscono il tempo dei passi e una grancassa che batte in sottofondo tra il brusio crescente.
Le voci squillanti riempiono l’aria tutt’intorno con le loro parole vane a rincorrersi da un tavolino all’altro, ottoni prepotenti che sovrastano i saggi accordi di pianoforte che tenta di dar ordine in quella battaglia sonora che ha invaso la zona del plateatico e che mi ha rimescolato i pensieri in un susseguirsi di parole, note e ritmi metallici di un tram che scorrazza sui binari qui davanti.
Gli aromi delle bevande si scalzano l’un con l’altro e la menta piazza qualche acuto tra un tannino e un pungente agrume di terre assolate.
La vespertina Venere brilla negli ultimi sprazzi d’arancione e fa a gara con le lucciole a led che lasciano interminabili scie di strade percorse dalle auto ritardatarie.

Il bicchiere è vuoto e sfioro il bordo spesso con l’indice, producendo un lieve vibrato che si perde nelle voci che ora paiono essersi modulate a timbri più morbidi e gentili, ma che ogni tanto sfuggono al controllo degli orchestrali per ingaggiar baruffe di toni e semitoni, accordi talvolta discordanti tra silenzi e lievi fruscii di gonne carezzate dall’aria pungente della sera.

Un altro drink: mi perdo nell’amarognolo del gin che risveglia la malinconia per il giorno morente e la luna crescente che irradia dalla sua fettina in cielo, a far da contrappunto al limone che galleggia sobbalzante, evitando di farsi affondare dai freddi iceberg che ne insinuano la navigazione.
Nuove note vengono sussurrate dalle casse, in un rincorrersi di dita che inseguono la fredda rugiada, condensa dei miei pensieri sul freddo vetro e che scorrono a perdersi sul tavolo, in pozze di molli riflessi.
Il trillo irriverente di un telefono fa eco al borbottio crescente d’un trombone che vuol aver ragione a tutti i costi col suo dirimpettaio: s’alza di nuovo il ritmo delle parole, dei versi, e persino delle luci al neon delle insegne, fredde e ostili, in cui si insinuano le ombre sfarfallanti delle falene.
Un ultimo sorso, un amaro finale di quella luce blu che ho visto scorrere fino a infrangersi nel buio della città riaccesa nelle sue finestre, auto e chissà cos’altro.

Mi alzo, appagato nei sensi, vigili operai della memoria che, implacabile, ne terrà traccia.

Rapsodia dei sensi nell’ora blu (letta da Jessica)

Rapsodia dei sensi nell’ora blu (letta da me)

88 commenti

    1. Sono due cose diverse, è vero…
      Però hai ragione: Jessica è brava e ha saputo mettersi in gioco alla grande con un racconto difficile anche solo da leggere mentalmente (ci ho dato dentro con i dettagli!)

      Secondo me è anche questione d’abitudine: io non ho mai ascoltato un audiolibro, per esempio…

      Piace a 1 persona

  1. Ho apprezzato tutte “le versioni “. Quella con la musica (ah.. pure questo è un pezzone per me 😂 e siamo a 3😋) mi distrae leggermente, anche se mi piace molto “l’interpretazione ” di lei. Della tua lettura apprezzo quella vena di emozione che almeno personalmente, ho percepito. Iniziamo bene oggi😊 buona giornata

    Piace a 2 people

    1. Sì, nella mia lettura c’è molta emozione… nel lettore. Dubito sia una versione che possa invece emozionare. Al più intenerire! 😀

      Comunque il buon George e la sua Rapsodia mi sono piaciuti dalla scena iniziale di Fantasia 2 (che ha avuto poco successo, in generale, ma a me è piaciuto un sacco) 🙂

      Piace a 1 persona

      1. Eehhh.. ognuno percepisce quel che vuole percepire e si emoziona o si attiva a modo suo, su quel che “vuole”😋 uu… fantasia 🤗👈 sta faccina sta per “profonda emozione e ricordi”🤣🤣🤣

        Piace a 2 people

      2. la faccia da Hannibal comunque non ce l’hai, questo è certo 😀 anche se.. per come stanno le cose .. tra vegani.. fruttariani.. quelli del respirianesimo .. fa che alla fine quelli strani sono proprio gli onnivori?? 😮
        – le stranezze (finchè non sono patologiche) sono qualità e unicità: senza dubbio 😉

        Piace a 1 persona

      3. Uh!
        Vedo agitarsi nell’aere
        un guanto di maglie forgiato,
        anelli di ferro brunito
        che aizzano a una tenzon!

        Fatevi avanti, marrana
        la vostra è una mera illusione
        di sconfiggermi in questa diatriba
        ‘ché la mia è una lingua appuntita!

        Or dovete voi solo decider
        in che modo volete soccomber:
        io son galante e a voi lascio sceglier
        la maniera che vi può aggradar!

        Piace a 1 persona

  2. Eccomi, sono la “voce del racconto” 🙂 Grazie a tutti per i complimenti e i commenti che avete lasciato. Lancerò una freccia in mio sfavore e vi confido che neanche io ascolto gli audiolibri, ma mi piace molto leggere ad alta voce i testi di Alessandro e così mi sono buttata nel vuoto e gli ho inviato la mia registrazione. Non mi aspettavo che lui accogliesse così positivamente la mia stramba idea e devo dire che ne sono davvero contenta 🙂 Il testo non è semplice e necessita di un’analisi attenta (grazie Ale :P) ma anche per questo molto interessante!

    Piace a 2 people

    1. Quando le ho detto che il racconto era basato su quel brano mi ha fatto la sorpresa e mi ha rimandato una nuova interpretazione con in sottofondo la musica! 😀

      Brava davvero! 🙂
      (però non invertiremo i ruoli… nel senso che lei sa scrivere bene, ma io, a leggere bene, non mi ci avvicino minimamente…)

      "Mi piace"

      1. Eh, anche io non ho mai approcciato… e nemmeno l’autrice della lettura! 🙂

        Però, a essere sincero, c’è stato un tempo che lo dicevo anche per gli ebook, quindi non posso certo averne la certezza assoluta. Magari per la saggistica va bene anche quel formato, chi lo sa… 😜

        "Mi piace"

      2. sincera?
        mentre scrivevo il commento pensavo: “sempre che non mi vada a finire come con gli ebook” 😀😀
        però, dubito che avvenga tanto presto… mi piace far da me, soffermarmi a pensare, tornare indietro, rileggere una frase che non mi è chiara… insomma, te lo sai meglio di me com’è “leggere da soli”

        Piace a 1 persona

      3. Sì, lo so quello che vuoi dirmi: abbiamo un neurone in coabitazione e questo ci fa venire in mente le stesse cose! 😀

        Comunque lettura su supporti diversi è un conto, lettura e ascolto son un’altra cosa. Tant’è che che spesso preferisco ascoltare le canzoni leggendo i testi (col rischio di perdermi qualcosa musicalmente) e godermel appieno.

        … però non tutti sono come noi: c’è gente che ha anche neuroni propri e non condivisi! 🤣

        "Mi piace"

      4. Beh, io le canzoni le considero nel loro insieme di musica e parole… però è solo una mia personale visione della cosa 🙂

        Ci sono anche canzoni strumentali che mi dicono più di tanti testi “parlati”.

        "Mi piace"

  3. ottima narrazione, beh la lettura fatta da chi sa leggere con fare teatrale un testo è a dir poco ammirevole. Io pensa quando scrivo un testo, lo immagini letto proprio da una voce narrante. Così facendo anche un testo apparentemente banale nella mia mente già riesce ad emozionarmi.
    Ricordo molti anni fa, ero stato premiato in molti concorsi di poesia, quando capitava che leggevano le mie poesie in pubblico era un’emozione che non hai idea. Solo il fatto di sentirle lette da persone preparate mi faceva commuovere delle mie stesse parole. Penso che anche a te faccia lo stesso effetto…

    Piace a 1 persona

    1. Non sono arrivato alla commozione, lo ammetto, però è stata una sensazione di godimento spirituale che non ti so dire…
      Lei (Jessica) si è cimentata in questo arduo compito (il testo non era facile, nemmeno per me che l’ho scritto, figuriti!), ma se l’è cavata egregiamente.

      Per la poesia è di certo un’altra cosa ancora: io, finora, questo non l’ho ancora sentito fare con le mie… 🙂

      Piace a 1 persona

  4. Eccomi. Il racconto porta in un mondo fatto di dettagli e sembra quasi di vedere le scene descritte. Bello. 🙂

    Delle letture, apprezzo la prima per l’idea e la seconda per l’interpretazione del testo.

    Bravi entrambi e…bellissima idea. 🙂

    Piace a 1 persona

  5. Un testo davvero molto interessante. Hai descritto molto bene i momenti che accadono in questa storia, sottolineando i dettagli, dando in questo modo una sensazione piacevole al lettore e riuscendo a creare dei suoni anche solo con la scrittura. L’ispirazione con la musica di Gershwin si sente e mi ha molto colpito.

    Piace a 1 persona

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...