I cento giorni

Martedì 8 dicembre sono stati esattamente cento (100) giorni da quando ho aperto il blog e cento (100) giorni consecutivi che pubblicavo un articolo (o più) quotidianamente. E pensare che ero partito con l’idea di fare un pensiero, un raccontino, una poesiola di tanto in tanto!
Deduco, comunque, che mi faccia bene e star bene, scrivere; altrimenti non sarei arrivato sin qui e non mi piacerebbe tanto continuare a farlo.

Perché ho aperto questo blog?
Forse l’ho già accennato altrove, ma non c’è un unico motivo che mi ha portato a rientrare nel giro.
Come spesso accade, il motivo principale è una persona. Non farò nomi, ma se mi hai conosciuto anche prima di essere lo Scribacchino (su World of Sphaera) sai a chi mi riferisco; per te (no, non tu! La persona in fianco), che invece non sapevi chi fossi fino a poco fa, non cercare, perché tanto lei ha lasciato Word Press e quindi non troverai traccia.
(Per te, psyco*, che mi segui alacremente, è stato un trauma, lo so… ma è finita bene Idiozia e sorellanza – e non fossilizzarti sulla parte idiozia, mi raccomando!)
Lei, però, so che di tanto in tanto legge quel che scrivo e mi piace pensare che sorride alle mie parole…
Ma non era solo lei che mi mancava: era proprio l’ecosistema in sé, con la sua flora, la sua fauna e gli aborigeni che popolano questo universo, spesso da prima che ci mettessi piede io. Anche per loro sono tornato. Lo ammetto, nell’immaginazione e nel ricordo è sempre migliore che nella realtà, ma questo vale per tutte le cose, di solito.
Ultimo, ma non ultimo, non mi vergogno a dire che farmi un po’ di pubblicità per future pubblicazioni (stay tuned: 2021 is coming…) schifo non mi fa ed è anche uno dei motivi per cui ho virato dall’anonimato dello Scribacchino al mio vero nome.

* in amicizia, psicologo/a: non sei l’unico/a, dato che per me serve un team al completo!

Santa Lucia esiste!

Per te che sei miscredente, sappi che da mezzanotte la Lombardia è in zona gialla e questo ha permesso alla suddetta Santa di superare i confini comunali con il suo potente mezzo (l’asinello) munita della sola autocertificazione dei motivi lavorativi.
Inoltre, la seguente immagine conferma quanto già trapelato da fonti d’agenzia, ovvero che io sono stato un bravo bimbo nel 2020!

PS: tanti auguri alla mia mamma!

Scorta personale… no, dai: famigliare

Aggiungo solo un’ultima cosa in merito alla programmazione del prossimo futuro: ci sarà un racconto che durerà circa una decina di pubblicazioni (al momento in cui scrivo questo articolo, non ho ancora rivisto e suddiviso il testo in modo particolareggiato); questo a partire da domani, fino a, più o meno, l’antivigilia di Natale.
Per la vigilia c’è un raccontino a tema, che verrà pubblicato il giorno prima su un altro blog, mentre per Natale e Santo Stefano credo che staccherò un po’ per vedere di far eruttare nuove idee.

Direi che è tutto…

80 commenti

  1. Buongiorno, devo essere sincera sincera? Nonostante ti seguissi da prima ho capito poco i tuoi giri sul web, ma sai che ti dico? Che non mi importa, sono contenta di andare avanti a leggerti e a scriverti perchè sei davvero una persona speciale

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  2. Nessuna sorpresa, le cose che hai detto erano già state intuite, alcune anche con rammarico come la sua chiusura del blog, ma ci sta, sono scelte che, in alcuni periodi e per mille motivi, diventano indispensabili e che quindi meritano sempre il massimo rispetto.
    Auguri alla tua mamma, buona domenica 🙂

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    1. Ti ringrazio ❤😘: è davvero un bellissimo complimento quello che mi hai appena fatto! (e sì, i dolcetti non fanno mai male… ok, da piccolo ho fatto indigestione, ma ora, forse, sono creciuto… forse 😇)

      Mia madre si chiama Marisa, anche se in effetti fa Lucia di secondo nome! 😉

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      1. Se temi di fare indigestione, puoi darne un po’ a me 😃 non si fa indigestione di dolcini, nè di giorni passati a scrivere, quando si condividono😃
        Ps allora auguri a mamma Marisa Lucia 😂🥰

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  3. Anche da noi bisogna aspettare la Befana per i dolcetti!! E bisogna aspettare in generale, dato che siamo sempre arancioni. Ho un amico la cui moglie lavora in ospedale e mi ha detto che la cautela non va allentata, quindi dal suo punto di vista va bene anche l’arancione.
    Io la cautela non la allenterei comunque a prescindere dal colore, ma ci sono due persone che vorrei poter vedere prima di Natale…o subito dopo, almeno. Boh, sperem🤞
    Complimenti: bell’articolo e bella dedica, sembra una persona la cui amicizia è degna di nota.

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    1. Ti auguro di riuscire a vedere le persone a cui tieni: forse tieni più tu alle altre persone di quelli che lo strombazzano ai 4 venti.

      Sì, lei è una persona speciale. Una sorella maggiore trovata dopo una ricerca lunga una vita.

      Credo che ti starebbe simpatica. Almeno qualche volta 😜

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  4. Buongiorno! 🙂 Tanto per cominciare, auguri alla tua mamma! 😉
    E poi, in fatto di scrittura, anche da queste parti c’è una novita: rimugina che ti rimugina, sono arrivato alla conclusione che è ora di cambiare qualcosa: infatti il mio intento, è scrivere tutti i capitoli in prima persona, come se in ciascun capitolo parlasse il protagonista. Cosa ne pensi? Poi, beh, ho già almeno un paio di persone da usare come lettori beta. A proposito, chissà perché si dirà così… Mah! Oggi pomeriggio mi metto all’opera! 😉

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    1. Scrivendo in prima persona, specie se al presente, è abbastanza facile evitare certi errori, come dimenticare cosa sappia il protagonista, ma di fatto, ogni scelta deve essere funzionale al tipo di storia.
      L’unica è sperimentare e vedere cosa viene fuori 😉

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      1. ehehehhe

        Allora vado tranquillo. No, mi spiace: non è colpa di nessuno nello specifico, ma nella coordinazione del lavoro fatto, che ha portato ad alcuni errori nella procedura.
        E su quasi 600 pagine (cartacee) penso che non sia un problema qualche refusino…

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