Mara Emma Tonali #2

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«Ciao a tutti, mi chiamo Mara e sono una ludopatica.» dopo una scorsa veloce sui presenti, abbassa la testa e si intuisce il rossore sul viso, nonostante le luci al neon fredde e distanti.
«Ciao Mara.» il coro è quasi all’unisono e gli sguardi di tutti quanti sono ora puntati sulla novellina. Che poi è anche carina, quand’è imbarazzata.
«È passato un mese dall’ultima volta che ho giocato» inizia a dire con la voce che le trema «ma ci sono troppe volte in cui mi viene perfino prurito dal tanto ho voglia di tornare a farlo.» i nostri sguardi si incrociano un momento e Mara riabbassa subito gli occhi chiari «In realtà non so quanto resisterò, ma ogni giorno che passa è comunque una vittoria, una soddisfazione che riesco a togliermi. Ma so anche che se cedessi di nuovo, mi sentirei una mer… uno straccio, ecco.»
Mara continua a parlare per qualche altro minuto, raccontando sensazioni che mi sono ben note e la cosa mi fa tenerezza, perché ero esattamente così anch’io, tre anni fa.
«Grazie per avermi ascoltata.» conclude con un sorrisetto appena abbozzato, che si intravede appena in un mare di lentiggini.
«Grazie a te, Mara» replica Daniela, increspando le labbra nel suo classico sguardo rassicurante.

Il parcheggio è avvolto nella foschia e i led dei lampioni non riescono a penetrare l’umidità opaca.
Schiaccio il pulsante delle chiavi e mi dirigo verso la luce lampeggiante arancione, ma quando sto per salire sento un rumore ovattato di un motore che sembra tossire: tendo l’orecchio e si intuisce anche qualche parola, sembrano quelle di una donna. Sospiro, richiudo e mi avvio in quella direzione.
Man mano che mi avvicino percepisco sempre più distintamente la voce e riconosco Mara, che invoca tutta una serie di santi e, da quanto capisco, sta pure battendo i pugni sul volante «Tutto bene?» emergo dalla nebbia e lei si volta nella mia direzione.
Dopo un momento di smarrimento sospira «Non mi parte più la macchina!» gira di nuovo le chiavi, ma a parte una specie di sibilo smorzato, non si sente altro «Credo sia la batteria.» mi guarda e un’espressione speranzosa illumina i suoi lineamenti affilati «Non è che per caso tu hai i cavi per…» ma quando scuoto la testa, il suo sorriso svanisce «Allora è un bel problema.»
«Non puoi chiamare qualcuno per farti venire a prendere?» infilo le mani nelle tasche del giaccone; studio i suoi occhi assorti, nascosti dietro un paio di ciocche scure «Nel frattempo io posso farti compagnia.» scrollo le spalle, mentre è lei, ora, che mi guarda con circospezione «Oppure…»
«No, non ho nessuno da chiamare, a quest’ora.» un nuovo lungo sospiro e poi una nuova raffica di pugni sul volante «Se solo avessi i soldi, l’avrei già cambiata da un pezzo.»
In effetti la sua macchina deve aver visto giorni migliori, ma so bene cosa significa non riuscire a potersi permettere una simile spesa per via del gioco «Se vuoi, ti posso accompagnare io.» azzardo, trattenendo il fiato «Abiti in città, giusto?»
«Dici davvero?» esce dalla macchina e mi butta le braccia al collo, ma dopo pochi momenti scioglie l’abbraccio e arretra di un passo «Scusa, non volevo… ecco, io…»
Me la rido, divertito «Non ti preoccupare: non mi ha mai dato fastidio l’abbraccio di una bella ragazza.» ammicco e faccio segno con la testa «Prendi le tue cose: dai che ti porto a casa…»

continua…

62 commenti

  1. Io uno sconosciuto non lo abbraccerei, un sentito ringraziamento si, ovviamente, ma l’abbraccio col ca …ppero.
    A meno che non si offrisse per comprarmi direttamente la macchina nuova 🤪
    (Una cosa easy, che poi altrimenti sai legnata tra bollo, assicurazione e tagliandi 😅)

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      1. Dipende quali sono gli antefatti dell’incontro, se prima di è “tastato il terreno” ecc ecc.
        Qui, da quanto ho capito, è un po’ “visto e preso”, ossia non c’è stato uno scambio precedente per “studiarsi” reciprocamente.
        E quindi la prospettiva cambia assai.
        Eh, magari riuscissi a diventare esclusivamente razionale!!!
        Avrei vinto il mio personale Enalotto….😎

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      2. Stai così, che vai bene… (a mio modesto parere)
        Comunque sì, gli antefatti contano e parecchio. Comunque un abbraccio è uno slancio emotivo che mi è capitato di vedere personalmente in molte occasioni, perciò non mi stupisce più di tanto… 🙂

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  2. Bello, mi piace davvero! Stavo proprio pensando a quanto ha scritto Nonna Pitilla, a quelle dichiarazioni che possono essere quasi una scusa, e da cui poi da cosa nasce cosa… Comunque hai ragione, Alessandro: da qualcosa bisogna pur cominciare! 😉 Sono curioso di leggere il seguito, Buona giornata! 😉

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    1. Io uso uso alcune regolette (non codificate, ma ricavate dall’esperienza):
      1) verosimiglianza – dialoghi che non sembrino artefatti… o almeno ci provo
      2) brevità delle battute – dialoghi troppo lunghi assomigliano più a lezioni/spegazioni che interazione (ovviamente può variare in base al contesto)
      3) cercare di non statizzare – anche se chi parla è fermo, non fossilizzare tutto sulle parole, ma anche sul linguaggio del corpo e gli sguardi.

      Se leggi i miei dialoghi, io linea di massima, capisci meglio che con le spiegazioni che ti ho scritto, suppongo! 😉

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  3. brutta storia la ludopatia, per fortuna non mi sono mai fatto prendere da questa tentazione. Simpatica la storia della ragazza, spesso da un inconveniente nascono incontri molto interessanti, sono curioso di leggere come andrà a finire… 😉

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