Mara Emma Tonali #3

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Il cancello di ferro del suo condominio dà su un cortile interno, che si intravede alla luce del corto portico dell’accesso.
«Sono arrivata, io abito qui.» Mara apre la portiera e poggia un piede a terra «Non so come ringraziarti, ti inviterei a bere qualcosa, ma…»
«Non ti preoccupare.» ammicco, con un sorrisetto sulle labbra «Sono di strada, perciò nessun fastidio.»
Torna a sedersi e mi stampa un bacio sulla guancia «Grazie!» fa scorrere l’indice dove si sono appoggiate le sue labbra e resta a guardarmi, mentre io mi metto a carezzare la pelle del volante, rifuggendo il suo sguardo.
«Riesci… riesci a farti sistemare la macchina?» mi schiarisco la voce «Se hai bisogno di qualcosa… Beh, basta chiedere e vedo cosa posso fare.»
«Sei una persona buona, sai?» ora fa scivolare la sua mano sulla mia «Ho un amico che fa l’elettrauto, perciò dovrei sistemare la questione in fretta.» scrolla le spalle «Almeno lo spero. Però» rovista nella borsetta «se mi lasci il numero, ti faccio sapere.» con le dita compone il PIN e torna a guardami «È un problema, per te?»
«No, no: figurati.» per fortuna c’è buio, altrimenti vedrebbe che sono diventato rosso come un peperone: le detto il numero e lei lo salva in rubrica «Allora aspetto un tuo messaggio, ok?»
Scende, annuisce e mi sorride «Buonanotte!» richiude la portiera e si avvicina al cancello, ci infila la chiave e lo apre. Un’ultima occhiata verso di me, poi sparisce nella penombra del cortile.
«Buonanotte, Mara.» mormoro a fior di labbra.
Metto in moto l’auto e riparto verso casa.

Dopo essermi messo il pigiama, mi infilo sotto le coperte e ripenso alla giornata: al lavoro è stato il solito schifo, con i clienti che si lamentano per qualsiasi cosa, i capi che ti fanno pressione per tenere alto il fatturato, le strade, il traffico. A volte mi chiedo chi me lo fa fare, ma poi mi ricordo la vita finta di prima e com’è andata a finire e allora le difficoltà che ci sono ora mi paiono risibili.
Proseguo con la rassegna di quanto mi è capitato oggi: il pranzo con Matteo, che non vedevo da una vita, mi ha fatto ricordare alcuni episodi della nostra gioventù e di quanto ci sentivamo invincibili e, al contempo, quanto eravamo coglioni. Sarà che sto invecchiando, ma se avessi un figlio come me, lo prenderei a sberle dalla mattina alla sera, anche se so già che sarebbe tutto inutile.
Poi è arrivata la sera, con l’incontro del gruppo, quello che è diventato un punto di riferimento nella mia agenda: è confortante sapere che ogni due settimane ci si rivede, ci si ritrova e ci si raccontano le proprie esperienze, fragilità e persino soluzioni.
E in più, stasera, ho avuto anche modo di parlare con Mara: è molto più spigliata di quel che dava a vedere, ma forse è solo una corazza, quella che tanti indossano quando si sentono ancora fragili dentro. L’ho fatto per tanto tempo anch’io, ma la mia era fatta di arroganza, anzi… stronzaggine. Già avevo parecchi problemi, in più mi tenevo lontana la gente col mio modo di fare: sì, mi sarei preso a schiaffi di certo.
Sto per scivolare nel sonno, quando percepisco una luce, il led di una notifica che lampeggia sullo smartphone: “Grazie ancora!” seguito dall’emoticon di un cuore. Il numero non è in rubrica, ma quando apro l’immagine del profilo riconosco Mara, anche se in questa foto ha gli occhiali scuri e un abbigliamento da rocker.
Non so nemmeno cosa fa di preciso nella vita… Le rispondo con un “È stato bello conoscerti un po’ di più anche fuori dal gruppo. ‘notte!” e poi chiudo gli occhi, con il sorriso sulle labbra.

continua…

84 commenti

  1. Mi piace l’intraprendenza di Mara 😃 spero non nasconda qualcosa di troppo oscuro 🙄
    Invece sto tipo che prenderebbe a schiaffi il proprio figlio? Perchè non si ascolta e asseconda un po’ di più? 🙄🙄🙄

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  2. Apprezzo la creatività e lo stile 😀
    Per il resto, io sono qui per caso, anzi, non è colpa mia… DOC caricami subito sulla DeLorean e riportami nel XIX secolo!!!
    Tanto anche qui per un virus si schiatta uguale, e per il resto la gente è ancora più rincoglionita 🤪🤪🤪

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  3. davvero romantica questa storia, mi fa venire in mente molti aneddoti della mia vita, quante ragazze conosciute!!!! Che poi va beh non andavano oltre l’amicizia, però all’epoca ricordo quanto fossi al settimo cielo. Pensa una sera incontrai una ragazza alla quale stavo dietro da tempo, all’andata presi un treno e le feci compagnia. Era notte fonda, al rientro non mi accorsi che non c’erano più treni, ero così contento per aver parlato con lei ore prima che camminai tutta la notte a piedi fino a casa, oltre 20 km, senza sentire minimamente stanchezza. L’amore fa fare cose strane…

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    1. Beh, cosa non si fa, in gioventù, per le ragazze che ci piacciono? Io mi sono fatto 20 km in solitaria in bici per raggiungerla (era partita quasi un’ora prima con un altro amico) e farle compagnia almeno per l’ultimo tratto.
      Ovviamente alla sera (era Pasquetta e faceva caldo) avevo la febbre per lo sforzo ulteriore alle 5 ore di partita a pallone del resto del giorno! 🤣
      Che esseri starani, che siamo! 😉

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  4. bello… interessante la “cosa” del gruppo, tipo “giocatori anonimi”, giusto? … ma esistono anche in Italia questi gruppi di sostegno? Io li ho visti solo nei film americani, sarebbe bello se ogni tanto importassimo qualcosa di più utile di un panino!
    Buona serata Caro Ale, aspetto il seguito, qualunque sia… 😉e complimenti 😍

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