Mara Emma Tonali #6

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La porta dell’appartamento è accostata, così, dopo aver bussato senza ottenere risposta, entro e richiudo «Mara?» non sento risposta, ma solo lo scrosciare dell’acqua, attutito dalle pareti: faccio un paio di passi, adocchiando il mobilio essenziale fino alla porta della cucina «Mara?» alzo un po’ di più la voce.
«Ciao, sto finendo di farmi la doccia: siediti pure. Dove preferisci.» questa ragazza… donna, meglio dire, è davvero strana, alterna timidezza e spontanea esuberanza senza che riesca a capir bene la logica che ci sta dietro: in effetti è davvero intrigante come situazione.
Mi sistemo su una delle due sedie nel cucinino e mi guardo attorno: l’ordine è quasi imbarazzante, pur in quell’ambiente senza fronzoli. Va beh, io non faccio testo: ho un modo di sistemare le cose tutto mio che viene rielaborato periodicamente, ma qua dentro si rasenta la maniacalità. Se aprissi la credenza mi aspetterei di trovare tutto ordinato in ordine alfabetico… o qualcosa del genere.
Resisto alla tentazione solo perché sento aprirsi la porta del bagno «Eccomi: il tempo di vestirmi e asciugarmi i capelli e sono pronta!» la sua figura, incorniciata dagli stipiti della porta, è buffa in quell’accappatoio bianco di una taglia più piccola, che le arriva appena al ginocchio e quegli occhiali appannati contornati da capelli ancora gocciolanti, che si sta frizionando con l’asciugamano «Scusa se ti faccio aspettare…»
«Non ti preoccupare, non sto certo morendo di fame.» un paio di colpetti alla pancetta che ricopre gli addominali e anche lei allarga un bel sorriso «Molto carino il tuo appartamento, sai?»
Mara arrossisce e abbassa la testa e credo abbia mormorato un «Grazie» prima di sparire per andare a prepararsi.
Mi alzo e guardo nell’altra stanza, quasi di fronte alla cucina: è un ambiente con un tavolo da quattro, un divano a due posti e una piccola TV su un mobiletto laccato: anche lì c’è solo ordine e mi verrebbe da dire asetticità, come se non venisse mai vissuto realmente.
Mi volto un istante e vedo Mara di spalle… nuda. In realtà è il riflesso dello specchio nella sua stanza.
Non riesco a distogliere lo sguardo dalla sua figura snella e da quei glutei ben torniti; poi si piega si infila un paio di mutandine bianche, con del pizzo. L’immagine svanisce: forse si è seduta sul letto, così io ne approfitto per tornare in cucina e sedermi dov’ero prima.
Sento le pulsazioni aumentare di ritmo e volume e mi ritrovo persino la bocca inaridita. Sbircio il telefono e vedo che sono le otto e un quarto, perciò c’è ancora del margine per la prenotazione.
«Finisco di asciugarmi i capelli, mi trucco al volo e possiamo andare,» la sento dire con il rumore del fon a fare da sottofondo «Non siamo troppo in ritardo, vero?»
Sorrido tra me, riprendendo il controllo della respirazione «No, non ti preoccupare: in cinque minuti ci si arriva.» mi alzo e arrivo al corridoio «Vivi sola, quindi?» stavolta i nostri sguardi si incrociano nel riflesso; lei annuisce e io le sorrido di rimando, anche se con un po’ di rimpianto, nel vederla completamente vestita. Col pollice indico la cucina «Io, intanto, torno a sedermi…»
«No, figurati: vieni pure!» e intanto si solleva i capelli investendoli con l’aria calda dell’asciugacapelli «Non ti mangio mica, sai?»

continua…

65 commenti

  1. Il personaggio di Mara mi incuriosisce tantissimo per la sua naturalezza… Che così bene riesci a trasmettere come suo ideatore. Sembrerebbe quasi un personaggio reale o una persona che tu conosci nella realtà. Complimenti Alessandro.

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  2. La tensione è bellissima, bravo! Non so cosa pensare di Emma, se sia una donna perbene, oppure se… ad ogni modo, non mi sono fatto alcuna idea, né positiva, né negativa, per cui mi aspetto qualunque tipo di atteggiamento da parte di lei…

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    1. Io sono un tipo ordinato, almeno spero… però ogni tanto “resetto” tutto e rimetto a posto da capo, in un nuovo sistema, dettato dalla praticità e funzionalità. Non così spesso, ogni tot anni, solitamente.

      Quanto c’è di me in lui? Non lo so in percentuale, ma una parte c’è di certo! 😉

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