Mara Emma Tonali #9

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Resto sdraiato accanto a lei per almeno un’ora, forse di più: nessuno dei due parla, ma ci teniamo la mano, al buio. Mi sono tolto le scarpe, ma sono ancora vestito e inizio a sentire freddo, così, appena mi rendo conto che il suo respiro si è fatto regolare, scivolo via e vado nel soggiorno, dove sul divano ho visto che c’era un plaid: lo recupero e torno nella camera di Mara.
La luce del comodino è accesa e lei ha gli occhi aperti: mi guarda con aria interrogativa e io le mostro la copertina che ho sottobraccio «Nel cassetto del comodino c’è un pigiama del mio ex: se vuoi puoi metterlo e venire sotto le coperte.»
Appoggio il plaid sullo sgabello dietro la porta e apro il cassetto «Sì, c’è.» è una roba da ospedale, ma non è che posso fare il difficile «Sicura che…»
«Io sì, ma tu lo sai cosa vuoi?» e con la mano batte sul letto, accanto a sé «Dai, muoviti: è tutta sera che aspetto questo momento.»

Siamo rimasti accoccolati tutta notte e non so di preciso a che ora ci siamo addormentati, ma alle sette io ero già sveglio. Mara mi aveva detto che oggi, al bar, avrebbe avuto il turno del pomeriggio, perciò l’ho lasciata dormire e, dopo essermi rivestito, sono andato in cucina a preparare il caffè e quando la moka ha iniziato a gorgogliare me la sono trovata sulla porta, con gli occhi ancora assonnati e uno sguardo perplesso «Dove la trovi tutta questa energia di sabato mattina?» mi chiede prima di spalancare la bocca in uno sbadiglio, coperto all’ultimo dalla mano minuta «Se continui così, mi vizi.»
«In che senso: se continui così?» la guarda da sopra la spalla «Non crederai davvero che tutte le mattine venga qui a prepararti il caffè!» sghignazzo e ammicco.
«Perché no?» mi fa il mestolino e mi abbraccia da dietro «Però la prossima volta portati il pigiama: non ricordavo quanto fosse orrendo quello che ti ho dato.» e si mette a ridere.
Ci prendiamo il caffè sbirciandoci di sottecchi, seduti al piccolo tavolo da due del cucinino. Lei sta per dire qualcosa, ma poi si riporta la tazzina alle labbra, d’un colore acceso anche senza rossetto «So che ti piaccio» attacca, bevuto l’ultimo sorso «e la cosa mi fa solo che piacere, ma io…» deglutisce e allunga la mano per cercare un contatto «… ecco, io sono una persona con tanti problemi e poche certezze nella vita. E tu, invece, meriti…»
«… perché ti arroghi il diritto di decidere cosa è giusto o sbagliato per me?» tolgo la mano dalla sua e serro la mascella; sbuffo, alzandomi e dandole le spalle «Comunque non ti preoccupare, io ora torno alla mia vita, tu continua pure con la tua e ci rivedremo tra un paio di settimane al gruppo, se deciderai di esserci.» la mandibola mi duole per quanto la sto serrando spasmodicamente, ma voglio che veda quanto sto provando e mi giro a fissarla. Stupida! Pensi di non meritare le cose e… vattene pure affanculo, se è quello che davvero vuoi: non posso certo star qui a farti capire qualcosa che non vuoi prendere in considerazione «Io vado.» riesco solo a dire, mentre recupero il giaccone dall’attaccapanni; lei si alza, mi segue e mi guarda con espressione assente, ma gli occhi lasciano trapelare lacrime imminenti. Rallento finché sfioro la maniglia della porta «Se cambi idea, sai come trovarmi…»

continua…

85 commenti

      1. ahahahahhahha 😀

        Ah ok, stai scrivendo per gli ospiti di un ospizio….scusa non avevo capito.. 😀

        😛 ahahhahahha ti voglio bene anch’io

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      1. Un omone!!!

        Le donne son talmente abituate ai maniaci ( che allevano loro stesse) da non comprendere la delicatezza di alcuni comportamenti.
        E anzi, magari accuserebbero Marco di dubbia sessualità mascolina.

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  1. oh Signur! il piagiamo dell’ex! non si fa, perchè si butta subito ! ah ah che dirti comincio ad essere confusa, prima lei che si altera nelle punate precedenti ed ora lui per una frase che spesso le donne dicono per essere smentite… ho perso un po’ la strada… aspetto!! certo che i tuoi personaggi non sono semplici! bravo

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  2. Concordo con Non Solo Campagna… Al 100%!
    Via oggetti, via vestiti(la Caritas locale apprezzerebbe).
    Per quanto mi riguarda, un bel falò pure delle foto.
    Ma io sono un caso un po’ estremo…
    😬😅
    Una(o uno) così lo avrei depennato all’istante dopo sta scena 🤣

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      1. Dove la vedi la solidarietà??🙄🤔🤔🤔
        Avere lo stesso punto di vista su un argomento non lo definirei “solidale”, bensì convergenza di opinione.
        La solidarietà è un’altra cosa. E non lo sono affatto verso la protagonista del racconto…

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  3. in qualche modo, seppur in maniera diversa, questa Emma mi ricorda la mia lontana ex, anche lei mi ripeteva ogni volta. “magari con un’altra staresti meglio”, una volta l’avevo fatta ingelosire veramente, perché spontaneamente le avevo risposto “Può essere, facciamo così ci provo poi ti racconto com’è andata” 😉 Pure lei era piena di problemi, anche troppi!

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  4. ho letto qualche commento e insomma, a me il dettaglio pigiama non mi ha minimamente interessato… forse l’ex è morto? E lei non è riuscita a liberarsi di tutto… oppure chissene… Mi ha più fatto incacchiare il suo atteggiamento da gatta morta isterica! Lui un grande, troppo gentile e troppo permissivo!
    Sinceramente se una ti invita a salire e poi nel tuo letto non è certo per dormire… ma insomma!
    Tontolone scappa via finché sei in tempo! 😉
    Ale, tu sei sempre bravo ^_^ aspetto il tuo romance pubblicato 🥰

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