Mara Emma Tonali #10

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Le sedie sono disposte in un cerchio un po’ schiacciato per via della stanza più lunga che larga; Daniela sta disponendo gli ultimi libretti su ognuna, tenendo il conto a fior di labbra.
Alcuni dei partecipanti sono fuori a fumare, ma tra loro non c’è Mara: anche se si è unita da poco al gruppo e finora ha preso la parola solo una volta, stasera non si è presentata; anche Daniela osserva attraverso il vetro appannato di quest’autunno inoltrato e sul suo viso traspare un velo di tristezza.
Francesco e Luigi sono tra i primi a entrare: parlottano tra loro, guardando lo schermo dello smartphone del primo, ma restano in piedi, al di fuori del cerchio; si tolgono i giacconi, che finiscono sul tavolo spostato contro la parete.
Alla spicciolata entrano anche gli altri: a quanto pare saremo meno di una dozzina, sempre che non ci sia qualcuno in ritardo. Le sedie sono venti, ma non ci sono mai tutti quanti… purtroppo. Anzi, a dire il vero qualcuno non si vede o sente più da un pezzo, il che non è esattamente una cosa positiva, né per lui, né per il gruppo. E tra loro non c’è nemmeno Mara.
Pazienza.

Federica è sempre la prima a prendere la parola, ormai si sa, ma nessuno le presta troppa attenzione, perché continua a dire le stesse identiche cose da quando… da quanto tempo? Non saprei nemmeno dirlo, però è una palla e vedo che anche gli altri si sono distratti, chi parlottando col vicino, chi rovistando nelle tasche, chi guardandosi le mani o le scarpe. Solo Daniela sembra ascoltare, con il suo serafico sorriso sulle labbra sottili. Stavolta non c’è nemmeno Mara che sta attenta alle sue parole: me la ricordo, che puntellava il mento coi palmi e i gomiti appoggiati alle cosce snelle; il busto un po’ in avanti, come a voler cogliere le parole prima che volino via.
Ci siamo parlati, siamo usciti a mangiare qualcosa e ho passato una notte a tenerle la mano: non solo aveva l’aria di essere una tipa interessante, ma lo era sul serio. Ok, so che ha un problema, altrimenti non sarebbe stata qua, ma chi non ne ha nella vita?
«Grazie Federica.» alle parole di Daniela, che le fa un cenno d’assenso, il lieve brusio di sottofondo si smorza del tutto «Chi vuole intervenire?» la sedia accanto a lei è vuota, ma nessuno alza la mano per prendere la parola.
La porta della stanza si apre e tutti si voltano a vedere chi è stato.
«Scusate il ritardo.» Mara indossa gli occhiali, ha il volto arrossato e il fiatone «Ho avuto un problema con la macchina e ho dovuto farmela a piedi.» i nostri sguardi si incrociano e mi scappa un sorriso, che lei contraccambia, mentre va a sedersi accanto a Daniela «Posso?»
La donna annuisce «Prego, parla pure.»
«Ciao a tutti, mi chiamo Mara e sono una ludopatica.» dopo una scorsa veloce sui presenti, fa per abbassare la testa, col volto ancora imporporato, nonostante le luci al neon fredde e distanti, ma poi torna a rialzarla, guardando me.
«Ciao Mara.» il coro è quasi all’unisono e gli sguardi di tutti quanti sono ora tutti puntati su di lei. Che ora trovo ancor più carina, per l’imbarazzo e la forza che ha tirato fuori.
«È passato un mese e mezzo dall’ultima volta che ho giocato» inizia a dire con voce incerta «e mi viene ancora il prurito dal tanto ho voglia di tornare a farlo.» i nostri occhi sono fissi gli uni negli altri «Non so quando resisterò, ma ogni giorno che passa è comunque una vittoria, una soddisfazione che riesco a togliermi.» deglutisce e sbircia verso Daniela «Ho conosciuto una persona da un paio di settimane e, anche se non posso certo dire di conoscerlo bene, sento che siamo sulla stessa lunghezza d’onda e che mi capisce. Conosce il mio problema e so che vuole starmi vicino nonostante tutto.»

Finita la serata, aiuto a riporre le sedie e i tavoli al loro posto: Mara mi si avvicina e mi sfiora la mano «Ti va se ci rivediamo?» annuisco e sorrido «Grazie, Ale!»

Fine

82 commenti

  1. 😊 io dico che Mara ce la fa ad uscirne.

    è che, penso io, in generale i “vizi” sono solo un riempitivo, la facile sostituzione di quello che in realtà manca per completare l’opera. Ripeto, penso io…

    Ben fatto (è non solo il racconto), Ale.

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    1. Sì, a volte il vuoto è più pensante di un macigno e si cerca con qualunque cosa.
      Ma non siamo un armadio da riempire, ma persone che sanno scegliere e devono farlo in maniera consapevole… anche quando è difficile. 🙂

      Grazie, Ricciolina! 😘

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      1. è un discorso lungo. potrei rissdumerlo dicendo che le “regole” comportamentali non sono abiti prêt à porter, vanno cucite su misura al vissuto e all’animo dell’individuo.

        (troppo spesso, sui social, leggo “sentenze prêt à porter”… ma che ne sanno loro?)

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    1. Su questo mi sono ricreduto nel tempo: da soli la vita è sempre più tosta, ma è anche vero che dipende molto da chi si ha intorno. Saper riconoscre le persone che ti stanno vicino perché ti voglio bene da quelle che lo fanno con altre motivazioni, non è banale.

      🙂

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      1. Assolutamente vero. Forse abbiamo bisogno di qualcuno che non ci giudichi e creda in noi. Che andiamo bene anche quando siamo “rotti”, e proprio non riusciamo a ricomporci 😊 poi è ovvio che i frantumi li mettiamo insieme noi, però un amico, un parente, un amore, qualcuno che ci guardi farlo e creda che ci riusciamo, è importante 😊

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    2. Mi permetto di intervenire rimarcando anch’io questo passaggio: un uomo che sia capace di starti fisicamente vicino senza essere spinto da impulsi per i quali Avvenga la troppo nota trasformazione da umano a Polpo dell’Andalusia è un uomo da tenere in sacra considerazione.

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    1. Il suicidio era una delle opzioni, così come la fuga e anche il raggiro: sì, c’erano tutte le possibilità sul piatto, prima della fine.
      Poi però ha prevalsa la linea morbida, quella che magari meno ci si aspettava. Una sorta di redenzione, un nuovo viaggio e nuova storia da scrivere ognuno nella propria testa. 🙂

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  2. alla fine questa Mara ha capito che qualcuno disposto ad ascoltarla c’era, e condividere con lui queste sensazioni forse l’aiuterà a superare del tutto la sua malattia. Spesso l’amore fa miracoli ,e in questo caso ben vengano…
    Ottima narrazione… 😉

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  3. fine? Ma dai… ora che iniziava il bello 🙄
    Tolta di mezzo l’ipotesi del cannibalismo ovviamente 😜

    ps: bravo, hai toccato un argomento importante con eleganza e fatto vedere chi ne è uscito da un po’ e chi invece è ancora all’inizio, entrambi tentati, ma che possono farcela. Ottimismo e futuro radioso, bello!

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      1. Queste favole romantiche moderne mi causano reazioni avverse tipo orticaria o diabete istantaneo 😬😅
        ““Quando una cosa è troppo bella per essere vera, credimi, non è vera”
        (Cit. Bastardi senza Gloria)
        (Cmq prego ❤️)

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      2. “Memento mori” (cit.) Che sia per orticaria o per diabete, non è dato saperlo, però. 🤣🤣🤣

        Ma ti aggiungo questo, perché sono fondamentalmente un adorabile cialtrone: “Se non credi che qualcosa sia vera, anche se lo è davvero, finirai col metterla in dubbio.” (cit. – boh, quancuno l’avrà pur detto, no? Al più fai conto che te lo dica io.)

        Buon natale, cara la mia disillusa cronica. 😘

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      3. Mo’ me lo segno!(Cit.)
        Io sono come i gatti che, a differenza dei cani, anche se è il loro umano ad offrirgli un pezzo di cibo, annusano bene prima di addentarlo. E anche se è mangiabile, comunque non sempre lo fanno.
        🤪
        Preferisco ponderare previo dubbio. Almeno non potrò dirmi che sono morta causa troppa impulsiva istintività (o eccessiva fiducia a priori).
        Disillusa cronica direi che mi calza: bravo, hai indovinato la taglia!!👏
        Buon Natale anche a te 🤗😘

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