Colpa del nonno

Cieli tersi da speranze nasciture,
odori festanti di luminarie,
languidi sorrisi celati da mascherine.
Perenne stato di vigilanza,
assente d’ogni umanità.

Domani sorgerà ancora
e il crepuscolo persisterà sui volti:
la luce l’avrà vinta?

Nebbia, sfiori i volti,
ovunque, sempre…
Neppure un suono trasudi.
Nonno smascherato,

odierno untore!

Ispirazione e immagine da qui

Una poesia goliardia per questi giorni di festa lontana dai nonni e dai cari.

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