Pensieri altrui #12

«Non temere la perfezione. Non la raggiungerai mai.» (Salvador Dalì)

88 commenti

      1. Mi ha fatto sorridere la sicurezza di Dalì. Io la penso come te, la perfezione (nel senso di eccellenza che non si può migliorare), come la giustizia, non è di questo mondo.

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  1. Non voglio rischiare di ammorbare l’esistenza dei lettori del tuo blog però sono solita sempre fare un distinguo, quando uso le parole, tra il significato che se ne dà nell’uso appunto comunicativo e il significato etimologico all’origine della parola.

    *Perfetto* significa *compiuto* quindi se noi ogni volta che usiamo una parola cerchiamo di estrapolarla dal contesto di uso e riportarla alla sua radice, possiamo scoprire quanto l’uso del significato sbagliato conduca a pensieri sbagliati.
    Perfetto, dicevo, vuol dire compiuto .
    Posso dire, senza teme tema d’essere smentita, che la compiutezza faccia parte di questo mondo. Quando, per esempio, arriva il momento in cui il feto è pronto a nascere, esso viene spontanemente alla luce e, in quel momento, è perfetto perché è compiuto.

    La perfezione esiste ma non in senso assoluto.
    Essa esiste ogni volta che si porta a compimento qualcosa.

    D’altronde, tu saresti capace a dare un’interpretazione univoca e universale del termine che non sia collegata alla tua personale percezione di perfezione?

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    1. Grazie della spiegazione, anche se sulla questione feto-nascita nutro qualche dubbio, visto che la prematurità (eiste questo termine? boh) esiste e quindi non si può parlare di compiutezza.

      E comunque, assecondando la “modernità” del termine perfezione, che assume significato ben lungi dal suo etimo, non credo che esista un metro di riferimento assoluto, ma non credo che, per quanto compiuta possa essere qualsiasi cosa, possa raggiungere la sua perfezione in quanto accostata all’idea stessa della “cosa” a cui la si paragoni.

      Spero di essermi spiegato in modo, quantomeno, compiuto! 😛

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      1. Col discorso della prematurità ci addentriamo in ambiti che potrebbero appendulare ancora di più gli zebedei.
        Essi rappresentano l’accidente esterno che interviene e quindi interrompe un certo iter standardizzato.
        Ma esso accidente comunque appartiene a quel *preciso* percorso per cui, anche in quel senso, Si può parlare di compiutezza. Nel momento in cui la vita del feto, a causa della prematurità dovesse terminare, anch’essa potrebbe dirsi perfetta, compiuta.
        Addirittura un aborto spontaneo lo faccio rientrare in questa casistica.

        Il più grande errore della mentalità materialista è proprio quello di credere(FAR CREDERE) che ci sia qualche cosa di oggettivo Valente per tutti indistintamente e questo ovviamente crea delle discrepanze tra gli individui. Siccome gli individui sono tutti diversi fra di loro e ognuno ha un suo personale bagaglio E un personale percorso, nel momento in cui non si APPALESANO le medesime strutture per tutti, si butta in mezzo l’ingiustizia divina (dio non esiste); l’ingiustizia sociale (stato democratico di necessità); l’ingiustizia morale (anarchia spirituale, etica laica).
        Tutto questo fa parte di una manipolazione definita culturale. Rendersi conto di queste dinamiche già sarebbe qualcosa che porta a una elementare forma di libertà di pensiero e d’azione.

        Per quanto riguarda il termine perfezione dell’oggetto collegata alla perfezione dell’idea dell’oggetto entriamo in un ambito prettamente filosofico.
        E qui ti consiglio di rivederti la disputa degli universali tra realisti e nominalisti.

        Quello dell’idea è un viaggio dalle zone più sottili a quelle più dense dell’essere. È chiaro che durante il cammino, l’idea debba per forza perdere il suo abito di seta e indossa un’armatura, in quanto il mondo delle apparenze è un mondo duro.

        Che cosa è per te la perfezione?

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      1. Sai Dali era un personaggio sopra le righe che ha fatto di tutto per il suo desiderio di denaro, Breton lo ha soprannominato “Avida Dollars” anagrammando il suo nome , e lui era molto convinto di essere quasi un dio e quindi perfetto e il suo riprodurre i suoi “orologi” ovunque non era la ricerca della perfezione, ma il guadagnare sempre più soldi! 😀

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  2. Concordo con Pitilla!
    Ps.
    Per quanto ogni essere sia “compiuto” , quindi etimologicamente perfetto nel suo venire al mondo, nel senso che comunemente ha assunto il termine…puahahah😆
    L’unica cosa perfetta in tal senso, per me è la musica di Mozart🖤

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