Aria

Soffoco un sospiro, di quelli che ultimamente mi gonfiano tanto il petto, di quelli che fanno tutto il giro dei polmoni e poi vorrebbero riempire pure il cuore.
Che altro fare? La vita è lì, oltre questo vetro sporco dalle gocce di pioggia che l’hanno rigato e che io non mi sono mai preoccupato di ripulire, se non di quando in quando.
Eppure, ora, anche se la visuale è fosca, non mi vien da prendere la spugna e provvedere, perché la mia mente è concentrata sul respiro, come se, allontanando il pensiero, venisse meno e io finissi al suolo, soffocato dagli altri pensieri che si vogliono far strada fino alla gola, ghermendola con le loro premure quotidianamente insensate e insignificanti, come sembra questa vita.

Ho provato anche a contarli, quelli che si son succeduti da quando ho aperto gli occhi, ma il numero ha superato le dita, ha superato la memoria, ha superato persino la volontà di resistergli e quindi lo faccio e basta: respiro profondamente, senza tregua e senza capire bene se l’aria mi darà ristoro o mi sarà mortale amica che m’accompagna un passo più vicino alla fine.
Respirare, certo, una cosa scontata, una cosa banale, una cosa che nemmeno ci si ricorda di fare tranne quando non ci resta che quello.

No, non so se quando sarà giunta la sera tutta quest’aria mi avrà fatto bene, si sarà insinuata fin nei recessi più intimi di ogni mia cellula, ma non mi resta altro da fare, se non respirare, ancora e ancora… e un’altra volta ancora, gonfiando il petto e lasciando che le spalle si lascino andare, scevre dalla rigidità che governa ogni mio movimento, perché la tensione è alle stelle e tra un po’ sento che potrei perdere i pezzi, sparati in tutte le direzioni come se fossi attaccato a quattro cavalli che tirano verso differenti direzioni.
A volte mi sovvengono parole, una dietro l’altra, rime che s’incastrano in un arabesco di significati e simboli, ma senza un filo logico, ma solo musicale e le assaporo in punta di lingua, tra un sospiro e l’altro, come se prendessero volume con l’ossigeno che le trapassa, suono che si gonfia con l’aria che le attraversa.

Gli occhi si posano sul porfido, dove colano le gocce, frutto dei raggi mattutini che sciolgono la condensa ghiacciata della notte scorsa e ora par che piova lungo il tracciato della gronda, scandendo il ritmo del movimento dell’astro nel cielo, che si sposta opposta all’ombra del piazzale, in un balletto, una rincorsa senza vinti né vincitori, ma solo lacrime di gioia… o son di dolore? Non saprò mai dar risposta: tutte han lo stesso sapore e lo stesso aspetto.

Eccolo che giunge, un nuovo sospiro: stavolta fa breccia più in profondità e raggiunge la gola, dove il magone si muove su e giù, salendo fino agli occhi, che guardano lacrimare la lamiera e la vorrebbero imitare, ma io prendo il sopravvento e ricaccio dentro nuova aria, soffocando il singulto che risale dal profondo e le lacrime si riassorbono chissà dove, lasciando gli occhi opachi, ma le guance asciutte.
Guardo il foglio, bianco di parole, ma ricco di pensieri che non si traducono in segni.

I sospiri si susseguono, uno dopo l’altro: sono vivo, perché respiro, ma non voglio vivere per respirare.

47 commenti

  1. uh ma che universo stratificato, mi hai commosso con la tua chiarezza, quasi oggettività…incredibile, sei così perfetto (nello scrivere/descrivere) che l’imperfezione (passami il termine) esistenziale è tenerezza, un pozzo dei desideri….ma cavolo complimenti,che scrittore che sei!

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  2. Per descriverlo così….non so quanto ci sia di immaginato. Se tutto fosse inventato sarebbe davvero un bel scritto emozionante, coinvolgente e scritto egregiamente, ma se non è frutto della fantasia posso dire che non mi piace?
    Però mi raccomando……non ti mettere anche tu a contare e a fare i conti perché ne abbiamo già abbastanza! 😛
    Buona serata Ale un abbraccio.

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    1. eheheh
      Ok, niente conte… ehm… conti!

      Comunque è sempre un mix: c’è qualcosa di vero e qualcosa di immaginato e, lo ammetto, sono davvero bravo (ok, questo era ironico). Sarà che riesco a dire quel che vedo (siano esse immagini reali, della memoria o della fantasia) e quindi risulta più immediato assimilarne il contenuto.

      Grazie per il complimento, che poi hai un po’ ritrattato, ma va bene uguale! 😛

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  3. davvero bello questo tuo scritto, molto romanzato, intenso, sentito. Un trasporto letterario che cattura il lettore trasportandolo fra quell’aria, tra quei respiri che diventano consapevoli della loro stessa essenza.
    Complimenti, ottimo lavoro! 😉

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