Panta Rei

La perfezione, a me appare chiaro, non è di questo mondo.
Ma nemmeno la compiutezza lo è, perché per ogni cosa terminata, c’è sempre qualcosa da sistemare, cambiare o rimodellare. Un’opera d’arte è qualcosa di finito? Nella pratica lo può sembrare, ma solo perché si è impossibilitati a rimetterci mano per non distruggerla. E comunque l’azione del tempo la altererà e dovrà essere restaurata a intervalli più o meno lunghi.

La natura stessa non è compiuta, perché le specie viventi, flora e fauna che siano, mutano (o se preferisci, evolvono… verso cosa, non è dato sapere), ma anche il paesaggio e l’ambiente lo fanno: non c’è cosa che rimane immutata.
Lo stesso universo è in continuo mutamento, in espansione: hai mai sentito nominare lo “spostamento verso il rosso” o redshift? Ecco.

E vuoi venirmi a dire che una persona, quando viene al mondo, è compiuta? Non scherziamo: come si può credere che un essere che muta di secondo in secondo sia compiuto?
Il suo compimento non c’è nemmeno quando giunge alla fine, perché inizia un nuovo processo di trasformazione e questo non si arresterà mai, a meno di fermare il tempo, o la materia… o entrambi!

La perfezione non è di questo mondo e nemmeno la compiutezza.
Pensa a una casa: all’apparenza è un’opera compiuta, bella o brutta che sia, ma non è mai compiuta, perché c’è sempre qualcosa da farci, sia semplicemente una spazzata ai pavimenti o una spolverata ai mobili. E anche quando quel lavoro è concluso, c’è altro da fare e chi lo nega sta mentendo a se stesso.

La perfezione non è di questo mondo, la compiutezza nemmeno, le persone cambiano e chi si illude che ciò non avvenga è stupido… almeno nel momento in cui lo pensa, ma può sempre cambiare idea. E quindi non c’è compiutezza nemmeno nel pensiero, perché muta in continuazione.

Come può, in un simile contesto, il rapporto tra le persone compiersi?
Di certo non può rimanere statico, ma può accadere (non sto certo scoprendo l’acqua calda), se si cambia in simbiosi!
Quello è una cosa su cui abbiamo una porzione di potere, o meglio… potenzialità! Serve, tuttavia, la collaborazione di entrambi gli elementi coinvolti, perché uno solo non è sufficiente: se dipendesse da un singolo, questo si potrebbe muovere entro un certo margine, quello che gli consente la sua personalità e il suo equilibrio; ma se i cambiamenti, le direzioni che intercorrono diventano divergenti, si arriva a una rottura per l’eccessiva distanza. E come accade per i corpi celesti, se si allontanano troppo, decade la forza d’attrazione e ognuno seguirà la propria traiettoria… o la propria corrente.

La natura umana è tale che crede di arrivare a una conclusione, a un compimento, a una perfezione, senza rendersi conto che appena un istante dopo esserci giunta quello è passato, fluito via.
La perfezione non è di questo mondo, ma nemmeno la compiutezza: chi dice il contrario sta mentendo a te e a se stesso. Tu potresti anche esserne convito, ma sta pur certo che prima o poi cambierai idea.
Il fatto che tutto scorra è insito nella realtà che viviamo, dominata dal tempo.

51 commenti

  1. (“ma nemmeno la compiutezza: che dice il contrario sta mentendo” qualcosa, leggendo, s’inciampa 😉 )

    Sono d’accordo con la tua linea di pensiero. Mi permetto aggiungere che, secondo me, si cambia in simbiosi se alla base ci sono gli stessi Valori.

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    1. (corretto “che” >> “chi”: GRAZIE)

      Sì, hai ragione. Non sono stato a dibattere e cause che ci sono dietro, ma gli effetti che si possono apprezzare e vedere… altrimenti mi ci volevano mille pagine, e forse avrei solo abbozzato la cosa! 😉

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    1. Sì, esatto. E’ un “lavoraccio”, continuo e senza soste, ma credo che dia anche più soddisfazioni che non le cose pronte all’uso che sanno di poco.
      E sì: sarebbe anche bello riuscire ad avvalersi dell’esempio altrui, senza dover passare per forza sulla propria pelle… ma quello è una cosa ostica davvero! 🙂

      (grazie della riflessione)

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  2. io sto al secondo caffè e sto sgonfia!!!!!!! umarò tanta robba!!!!! mi chiedo però e ti chiedo perché parliamo sempre di perfezione e compiutezza? è abnorme che l’essere finito incompiuto imperfetto si domandi sempre del proprio contrario, no? La perfezione, in natura esiste, una rosa che sbocciando arriva al suo culmine di bellezza è perfetta, poi destinata a sfiorire, diciamo che per alcuni brevi momenti la potenza si trasforma in atto ma non dura, è semplicemente mutevole, si trasforma, nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma. Potremmo pensare alla perfezione come una retta verso l’infinito, senza inizio e fine e in continuo movimento. Se fosse il contrario, immutabile, sarebbe alquanto noioso….e poi tu non scriveresti deprima mattina ste cose…voi mette?

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      1. niente è uno spreco di tempo, soprattutto quando si trovano menti potenti…ma nello zainetto accademico questo tema ha un posto di rilievo e sai quante notti, con la boccia di vino in mezzo, ci siamo soffermati a parlare di questo, della legge morale, del concetto di diversità….della potenza e dell’atto … uhhhhhhh… ancora adesso ne facciamo sproloqui…. semo malati pure noi, ok!

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  3. Vorrei cercare e trovare l’idiota che se l’è inventata questa “-perfezione” e prenderlo a ceffoni sul muso! Per anni ho creduto di doverci ambire, a questa famigerata perfezione, così alla fine non ho più capito nemmeno chi fossi, e della perfezione nessuna traccia!
    Bell’articolo!!!!! Eraclito mi ha detto di dirti che è orgoglioso di te!! 😂

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