Della Vita

Le giornate scorrono lente
i sussurri di vita raramente.
Sembra scemare
la voglia di continuare.
La ragione è solo del più forte
e se ne pente chi s’oppone.
Il coraggio è scomparso:
nessuno ha più voglia
di riplasmare il mondo.


Questa poesia di fine quarta o inizio quinta liceo (non mettevo le date, purtroppo) è uno squisito spaccato di come vivessi bene la scuola al tempo: il componimento, è successivo a un’interrogazione di storia (o filosofia – era sempre la stessa professoressa) in cui avevo rimediato un votaccio; non per demeriti, ma perché la suddetta era un tantino personalista e faceva figli e figliastri.

Come so di aver ragione nella mia idea?
Semplice: presentato alla maturità con un voto a malapena sufficiente in Storia, all’esame orale portai proprio quella materia (che mi è sempre piaciuta), e, a differenza di quanti avevano valutazioni ben più lusinghiere (e che poi sono incappati in interrogazioni imbarazzanti) ho fatto una figura più che dignitosa e ricevuto i complimenti dal professore della commissione esterna che rimarcò, appunto, questa considerazione sui voti di presentazione.

A parte questo, vorrei sottolineare che non c’è solo la tristezza e lo sconforto di base, ma una forza, seppur latente, di voler riplasmare il mondo, ma con la consapevolezza di non poterlo fare da solo.

Sai? Mi piace un sacco parafrasare le mie stesse poesie: mi pare di sapere davvero cosa pensa l’autore!

81 commenti

  1. la Poesia ha un nonsoché di maturità, ha una sua ragione intrinseca che è quasi verità. A me è accaduto con la prof. d’italiano e latino, ci siamo sempre scontrate per tre lunghi anni ed io, nota testa di picchio, ho portato alla maturità, come prova orale, italiano ed ho ricevuto i complimenti del presidente dalla commissione che mi ha chiesto come mai fossi stata ammessa con 6. Mi sono presa la mia succulenta rivincita. Ti capisco ed ho apprezzato molto.

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      1. Uh…ho battagliato e vinto la guerra però, te l’ho detto che ho una testa di marmo. C’ho certi ricordi, mo ci rido ma che fatica a quel tempo! prima di riplasmare il mondo e fidati non ho mai smesso di condurre le mie battaglie, mi vado a fare una buona colazione, si combatte meglio a pancia piena…no?

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  2. Spesso gli insegnanti si comportano in un certo modo per stimolare gli studenti a dare di più. La tua professoressa aveva notato che non ti applicavi abbastanza e ha messo in pratica una delle due o tre strategie possibili in casi come il tuo. Considera che il professore della commissione esterna ti ha visto all’opera solo per una mezzoretta, mentre la tua insegnante ha avuto modo di conoscerti ben più a fondo. Hai fatto bella figura alla maturità grazie a lei, non a suo malgrado.

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    1. Apprezzo il tuo tentativo e non ce l’ho con la classe insegnante: so quando mi impegnavo e quando non lo facevo e con lei lo facevo molto più che con altri.
      Il problema ha avuto anche un inizio: una citazione fuori posto nel parafrasare un pensiero del suo amato Popper: da lì è stato un crescendo di ristrettezze nelle valutazioni… e non ero l’unico ad accorgermene. 😉

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      1. Ecco, vedi? Con lei ti impegnavi molto più che con altri, dunque la sua strategia ha avuto l’effetto sperato 🙂
        L’esperienza mi dice che gli inseganti prendono di punta gli allievi che navigano al di sotto delle proprie possibilità. Degli ignavi e degli inetti non si curano proprio, il sei politico è per loro.

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      2. Credo si debba scindere l’insegnante che sprona dall’insegnante che fa preferenze.
        Il primo, lode a lui, ti fa accrescere culturalmente, il secondo -come in questo caso- non merita riconoscimenti.
        È stato bravo Alessandro a non prendere in odio le sue materie e ad essere superiore a certi trattamenti.
        Almeno io la vedo così (o sarà che so nel dettaglio quel suo pezzo di vissuto).

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      3. Sparare sugli insegnanti è uno degli sport nazionali, praticato volentieri anche da politici di ogni colore. L’Italia è piena di ex studenti convinti di essere stati perseguitati dai loro professori. Hanno in comune che nessuno di loro è diventato insegnante.

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      4. Ma che stai dicendo? Qui si parla di singoli casi e con ottimi motivi. Se tu ci vedi altro, il problema è tuo.
        A me pare che tu sia schiarato/a per partito preso, a differenza di chi è intervenuto… e non depone a tuo favote: VOTO 4

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      5. Diamo a Cesare ciò che è di Cesare.
        Al mondo esistono medici sopraffini e medici scabrosi; ingegneri competenti e ingegneri che non si sa come abbiano fatto a laurearsi. E anche insegnanti in grado di accrescere l’intelletto degli allievi e insegnanti che fanno favoritismi e si comportano male.
        Nessuno spara sugli insegnanti o perlomeno a me non è mai capitato di leggere commenti denigranti in merito a codesta categoria di persone.
        Ma gli insegnanti pessimi esistono. Non è una bestemmia e non è una cattiveria.

        Scindiamo la severità dalla cattiveria.
        La mia professoressa di inglese era severa: una persona burbera, fredda e antipatica. Umanamente terribile, ma come insegnava l’inglese! Lezioni meravigliose! Come un sarto cuciva meticolosamente la lezione e la spiegazione addosso agli alunni! E MAI si è permessa di dare voti ingiusti.
        Non posso dire lo stesso della professoressa di latino, cattiva. Carina e simpatica con chi le interessava, coi figli di gente importante. Voti mediocri agli altri, arrivando anche a fare delle battute poco educate su alcuni allievi.

        Purtroppo persone così esistono e difendere a spada tratta TUTTI gli insegnanti è un insulto per chi professore lo è davvero: nel corpo, nella mente e nello spirito.
        😊

        PS: la mia migliore amica, insultata e denigrata per anni da un insegnante, adesso è professoressa.
        Stesse materie di quell’elemento lì.
        L’eccezione che conferma la regola! 😊

        Buona giornata a tutti! 😊

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    2. Impegnarsi da pazzi e ritrovarsi sotto-valutato in fase di voto è il modo meno efficace per motivare qualcuno: non è che tutti abbiano la mentalità da cocciuto dei film americani o dei fumetti giapponesi e se una persona dedica tempo allo studio e offre un rendimento da, per dire, sette, il minimo è darle la valutazione che merita, cioè sette.
      Un voto inferiore fa passare la voglia di studiare a molti e un insegnante che non lo capisca è un professionista a dir poco carente e dovrebbe essere allontanato dal suo lavoro, perché non lo sa fare.

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      1. Tutta letteratura. La realtà è diversa. Non ci sono insegnanti che non sappiano fare il loro mestiere, ce ne sono di bravi e di meno bravi, ma se sono stati abilitati vuol dire che funzionano.

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      2. Oppure che avevano santi in paradiso. Mi spiace, ma non sono d’accordo, la mia esperienza è decisamente diversa: ho avuto (pochi) insegnanti pazzi e incompetenti a livello criminale, potevano conoscere la loro materia, ma non è sufficiente a fare di una persona un insegnante.
        Una di loro pensavo che non fosse nemmeno un essere umano, quanto piuttosto un Terminator riconvertito, era palese che non amasse insegnare, lei voleva uccidere Sarah Connor!

        Aver ricevuto l’abilitazione, in passato, contava ben poco, visto che probabilmente i criteri erano diversi da oggi (migliori o peggiori?) e non si faceva granché sul versante dell’aggiornamento delle competenze.
        Oggi si è arrivati a livelli ridicoli nel permettere agli studenti di mangiare la pastasciutta in testa agli insegnanti, ma oltre vent’anni fa la situazione era completamente rovesciata, gli insegnanti potevano essere bastardi quanto volevano e ne dovevano combinare di esagerate per essere rimossi – al massimo venivano spostati di sezione o in un altro istituto, a rovinare la vita ad altri studenti.
        E ripeto, non voglio dire che fossero tutti così: si era fortunati se avevi meno di tre incapaci del genere tra i tuoi insegnanti, ad averne zero si era cari agli Dei!

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      3. Forse sono stato più fortunato e di insegnanti “malvagi” ne ho avuti pochi, ma c’erano comunque quelli appassionati, ma non bravi a farti appassionare e quelli capaci di far apprenere, ma che non gliene sbatteva più di tanto… Insomma: nella scuola, come nella vita, si trovava di tutto.

        E concordo che ora è tutto troppo facile nel dargli addosso… manca equilibrio

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  3. Il mio prof d’italiano, che era di gusti dannunziani dichiarati, mi criticava perché, diceva, scrivevo come un giornalista e per ascoltare le sue critiche scrissi un tema d’esame prolisso. Per fortuna, con un tema fui ammessa agli orali in un mega concorso statale e, superati gli orali, ebbi il posto di lavoro che mi ha sfamato fino a oggi. Ma magari avessi scritto come un giornalista e avessi perseguito quella carriera!

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  4. Bella poesia! 🙂 Mi sembra che in certi versi si possa fare un paragone con il periodo che stiamo vivendo… Ad ogni modo, anche la mia maturità ebbe un po’ di incertezze; più che altro per le materie da portare. Il panorama è questo: escono le materie; Italiano + una delle due lingue (Inglese o Francese) nello scritto; poi l’orale comprendeva: Italiano, 1 lingua, Arte, Storia. In quel periodo avevo già fatto l’ultima interrogazione sia di Inglese che di Francese, tutte e due con un voto mediocre. Chiedo alla prof di Francese, la quale mi dice di chiedere a quello di Inglese; il quale, a sua volta, si comporta come quella di Francese. Al che, decido di testa mia, e porto Francese, con la quale avevo maggior sicurezza. 🙂
    Per l’orale, davo per scontato che avrei portato Storia; per la seconda materia, davo anche per scontato che non avrei portato Arte; la prof di Italiano sconsigliò ai miei di portare la sua materia (e vai, una in meno! ); ormai dunque era deciso che all’orale avrei portato Storia come prima materia, e Francese per seconda. E… andò proprio bene!! 😀

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  5. Lo sai, a me è accaduta una cosa simile. L’ultimo anno cambiai istituto e mi ritrovai una prof di italiano e latino, che per ragioni che non ti sto a spiegare, mi aveva preso sul naso. Arriva la maturità, e me la becco interna in commissione.
    Arriva il giorno dell’orale e comincio a discutere la tesina (sul 900) quando lei mi balza su in guizzi e trilli e mi fa: “Sai dirmi a che ora e davanti a quale monumento storico, Petrarca vide per la prima volta Laura?” Io c’ero troppo giovane per averne memoria storica, non lo ricordavo. Lei gingolava e continuava apungolate nella mia favella arrancante alchè interviene il presidente di commissione (professore di lettere all’ateneo di Bari) e chiede di continuare lui a interrogarmi. Anche su Petrarca.

    Tutto bene, grazie a Dio.

    Credo che quella prof stia ancora cercando di scovare l’identità di Laura.😁

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  6. Bella poesia, soprattutto considerando l’età dell’autore. 😀
    Trovo molto più giusto parafrasare le proprie poesie che quelle degli altri. Tante volte mi sono chiesta se i poeti volessero davvero dire tutte quelle cose che gli facciamo dire noi…
    La tua consapevolezza ha perso una e. (Non azzardarti a chiamarmi Claudio, però!)

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    1. Grazie Cla… ehm… Raffa! 🤣🤣🤣

      Mi son chiesto spesso anch’io se sia giusto trovare alcuni significati dove, magari, sono solo suggestioni e dove invece c’è il significato lampante lasciar correre.

      Beh, dai… io posso farlo anche nei commenti, ma questa è roba vecchia e andava un po’ inquadrata 😉

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  7. Ho fatto il classico, non ho mai brillato nelle materie scientifiche. Ero convinto che la professoressa di matematica ce l’avesse con me: per tutto il quinquennio collezionai solo insufficienze, però fui rimandato a settembre solo in quarta ginnasio, gli anni successivi questa onta mi fu risparmiata. Quando in terza liceo mi dissero che proprio la prof di matematica sarebbe stata il membro interno nella commissione di maturità ci rimasi male. L’esame fu un mezzo disastro, ne uscii con un miserrimo 36. Qualche tempo dopo venni a sapere che mi avrebbero bocciato se non fosse stato per la professoressa di matematica, che aveva perorato la mia causa con decisione. Forse voleva che mi togliessi dai piedi, non so, ma è certo che non parlerò male di un insegnante mai più.

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    1. Fin per carità: anche la mia prof di matematica di quarta e quinta mi bastonava e mi dava votacci (che meritavo), ma quando è stato il momento della maturità e ha visto il mio scritto fatto come si deve (non perfetto, eh, ma con i suoi obiettivi raggiunti) mi ha detto “Sei un testone” e aveva ragione.
      Poi, però, c’era anche quello di educazione artistica che entrava, biscicava qualche parola e non ho mai imparato una fava… eppure era simpaticissimo (forse perché non si capiva quel che diceva) e ci portò in gita: un compagnone come pochi.

      Entrambi insegnanti, entrambi sicuramente conoscevano la materia, ma una era brava, l’altro manco per scherzo… e poi ci sono quelli che che sono appassionati e bravi, ma che fan le differenze.

      Sono umani, possono sbagliare, ma ci sono categorie che sbagliando fan più danni di altri, tutto qui.
      Non riconoscerlo perché c’è stato un esempio buono significa essere poco lungimiranti (eufemismo) tanto quanto criticarli tutti se c’è stato un esempio negativo. 😉

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  8. Mi dispiace per la tua esperienza negativa al liceo che, se ne parli ancora, ha lasciato uno strascico di amarezza.
    Te lo dico da ex insegnante che purtroppo è ben conscia dei preconcetti di alcuni . Ho sempre cercato di essere equa, e ho anche dispensato all’occorrenza svariati volti negativi, chiarendo sempre che un 4 non era una valutazione sulla persona dello studente, ma solo sulla performance del momento.

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    1. Anche dalle brutte esperienze si può trarre qualcosa di buono; magari non sempre subito, ma col tempo qualcosa ne può uscire.
      Io, per esempio, ci scrissi una poesia e non andai di certo a bucarle le gomme della macchina! 🙂

      E comunque essere obiettivi dev’essere molto difficile, ci credo

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      1. E’ quando la tua percezione viene influenzata da altri fattori, cioè se uno studente è sempre stato bravo si tende a valutare buona anche una prestazione insufficiente o viceversa. Cosa che capita in interrogazioni e compiti che non sia possibile valutare solo con criteri oggettivi .

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  9. Ci sono professori molto bravi, ma tanti altri purtroppo molto meno semplicemente perché non sono obiettivi e usano criteri di giudizio molto discutibili.
    A parte questo vedo che l’ottimismo è sempre stata una tua prerogativa! 😉

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  10. c’era già molta saggezza in questo tuo scritto di molti anni addietro, peccato che all’epoca eri stato incompreso, o almeno non considerato per i tuoi valori artistici. Non è raro nel mondo della scuola essere in qualche modo considerati male, quando magari altre persone ci vedono straordinari….

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