La risata

Ci si può innamorare di una risata?

Eppure, io ero una persona normale, prima.
Cioè, cerchiamo di capirci bene, normale-normale non lo sono mai stato, ma funzionavo come gli altri, più o meno: mangiavo, dormivo, lavoravo… E andavo pure di corpo.
Mi sto incasinando, come al solito: non è che ora abbia smesso di fare tutto quello che facevo, sia chiaro, e continuo a fare ancora tutto quanto, compreso andare di corpo (sia mai che ti preoccupassi), ma ogni cosa ha un sapore diverso da quel che aveva prima.
No, aspetta, non capire male: stavolta non c’entra niente con l’andare… Ma che te lo dico a fare?
Un po’ di serietà, cribbio!
Lo vuoi sapere il perché di tutto questo?
Perché sono uno sciocco, uno scemo e forse persino uno stronzo di prima categoria, come canta Cremonini. Che poi, secondo te, gli uomini e le donne sono uguali? Mah… vallo a sapere!
Comunque, mi merito tutti questi epiteti e forse anche di peggio, che ti devo dire?
No, non voglio certo dire che sono fatto così e quindi prendere o lasciare; sono invece un reo confesso di stupidità indefessa e un… boh? Chissà se esiste un termine adatto a definire la mia incapacità di dir, di spiegare, anzi… di comunicare!

Tutto cominciò con un libro. Che poi, definirlo un vero e proprio libro, è una parola grossa.
Maledetti pezzi di carta con quegli scarabocchi fatti d’inchiostro: ma che v’ho fatto di male da darmi il tormento? Eppure, sono lì, dietro l’angolo, nascosti tra una scaffalatura e l’altra, che ti spiano… perché ti spiano, questi infami cumuli di cultura! Non tutti, eh: alcuni si fanno i fatti propri e stanno nei loro mondi.
Comunque, va sempre a finire che ne prendi uno tra le mani, ne leggi qualche riga e una frase ti colpisce.
Tu che fai in quei casi? No, aspetta: non rispondere. A essere sincero, non è ora il momento di parlarne di cosa ci faresti tu… e forse non è nemmeno detto che mi interessi, perché sto raccontando un’altra storia e andrebbe a finire che si fa casino, si perde il filo del discorso… Ecco, vedi?
Io, di solito, se trovo una frase interessante me la annoto. No, non li sottolineo, né ci scrivo sui libri: lo trovo sacrilego, quello era per quella robaccia che ti davano a scuola, non per quelli “veri”.
Magari la ripeto anche agli amici o la scrivo da qualche parte, citando le fonti, perché sono pure rispettoso, e poi ecco, ti salta addosso il dibattito e si interpreta, si valuta il contenuto, va a finire che si litiga pure e ci si scanna, perché guai a cedere quando si è convinti di un’idea!
Forse l’ho presa larga… forse, eh! Solo un pelo.
Comunque, come sempre accade, da cosa nasce cosa, quello si offende, tu ti risenti perché ha detto cose che non condividi e poi si tira dentro altra gente, che non c’entrava niente, ma ormai è come quando iniziava una rissa in discoteca: potevi anche non averci a che fare, ma a quel punto c’eri dentro e dovevi cercare o di darle o almeno di non prendere. Aspetta, chiariamo: non che mi sia mai capitato, ma uno che conosco me l’ha raccontato, e visto che me ne ha parlato in più di un’occasione, mi vien da pensare che forse proprio innocente-innocente non lo fosse.
Vabbè, altra divagazione, ma in fin dei conti sono le parole che mi guidano, i suoni… le risate.

Già, perché è uno dei suoni più belli che si sia mai sentito, quello che udii. E tutto a causa, anzi… come conseguenza di quel litigio sciocco e senza senso, a causa di un libro che parla di… di che parlava? Di persone, di persone malate con idee strambe per la testa: ecco di che parlava!
Quindi, alla fine, quelle pagine si rivelarono uno degli eventi più belli che mi siano capitati, perché qualcosa di buono la portarono. Qualcuno di buono.
Poi si sa come va a finire: da cosa nasce cosa, da uno parola nasce un contatto, da uno sguardo ne vien fuori un saluto…
Non sto dicendo niente, vero?
Hai ragione, ma non voglio nemmeno dire di più, perché a volte il silenzio è d’oro e va preservato… tranne se è rotto da una risata: allora quella è meglio di qualsiasi cosa, silenzio compreso.
Sai come sono fatto: a volte sono talmente sciocco che mi basta quel poco per rendermi felice.
No, non è una risata qualsiasi, ma quella che viene da una bocca speciale, collegata a una testa vulcanica e da una focosità innata nella passione per tutto ciò che fa. Perché un po’ l’ho conosciuta, sai? Eh, sì…
Ma sempre per lo stesso motivo non voglio dir altro, perché la risata è l’esplosione della sua essenza, la trasmutazione del corporeo in spirituale e quindi tocca anche il divino quando gli acuti riempiono l’aria.

Cosa sia successo nel frattempo non lo so, ma ora sono qui a sentire e risentire nella mia testa quel suono, cristallino e tondo nella sua interezza.
A volte mi par quasi che fosse l’unica cosa perfetta con cui sia mai entrato in contatto!
E mi manca, così come i denti che si mettono in mostra quando il suono esce dalle sue labbra e la testa si butta un po’ all’indietro, mentre gli addominali si contraggono, esercizio che non ti fa soffrire, ma che ti mette in circolo eruzioni di serotonina.
E tu sei lì, che ridi di riflesso, perché è contagioso ben più di uno sbadiglio e ti porta in un mondo dove la gioia è a portata di mano, che puoi toccare e sentire sui palmi e su tutta la pelle: ha un odore, una sapore, una consistenza. È gustosa!

Ci si può innamorare di una risata?
Sì, si può. Ed è uno dei modi migliori di innamorarsi!

76 commenti

  1. Certo che si può! Così come ci si innamora di una gestualità, del modo di camminare o di toccarsi i capelli o di un sorriso, basta poco, un niente, perché qualcuno ti entri dentro i pensieri e l’animo e quando succede è molto difficile poi farlo uscire 😉 Buona domenica 🙂

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  2. Bello l’inizio: mi ha fatto molto ridere…
    Quella nota di ironia all’interno di un discorso serio che, solitamente, usano le persone per tergiversare se non si sentono in “comfort zone” al 100%…

    E comunque sì: ci si può innamorare di una risata. Come, secondo me, ci si può innamorare di qualsiasi cosa di una persona: un profumo, un modo di fare, un tipo di sguardo…

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  3. Mi piace come vai dritto al punto! 😜😁😁😁😇
    Bel post. 🙂 Se si tratta di un Passato ancora Presente, sono felice per te. 😊
    A me colpiscono sempre i particolari, in una persona. …Mi sa che ce la lottiamo sulla ‘normalità’. 😬

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  4. Ah ah ah! Mi hai fatto davvero ridere, e poi alla fine mi hai lasciato il sorriso, quello bello, quello che fai prima col cuore e poi dopo con le labbra, dal sapore nostalgico delle cose belle, appunto, delle belle riflessioni, delle belle emozioni… e poi si che si può 😀

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  5. Ammiro chi riesce a scrivere quei pensieri sconclusionati che emergono quando si pensa ad un qualcosa di bello, intenso… credo che ci sia molto in quei pensieri, molto più di quanto emerge. Certo, tu hai usato dell’ironia, ma senza, per quanto mi riguarda, sarebbe stato maggiormente genuino e d’effetto.

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      1. Io direi di lasciarlo così come lo hai pensato. Magari, una prossima volta, quando ti ritroverai a scrivere di qualcosa di simile, che racconta emozioni similari, potrebbe venir fuori una versione diversa da questa, che mette da parte l’ironia e fa emergere una parte nuova di te. Ma non forzare, lascia che scorri da sé.

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  6. sicuramente una persona che sorride spesso e che ride di gusto ci mette il buonumore, può alzarci anche l’autostima in molte situazioni. Per noi uomini poi si dice che se fai ridere una donna l’hai già in parte conquistata. Io penso che il buonumore spesso attragga più della bellezza fine a se stessa. Se io fossi davanti a due ragazze, una bellissima ma seria da morire, e un’altra meno bella ma ricca di vita, sempre sorridente, finirei per innamorarmi di più della seconda…

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  7. che bello!
    “la risata è l’esplosione della sua essenza, la trasmutazione del corporeo in spirituale e quindi tocca anche il divino quando gli acuti riempiono l’aria” mi piace assai; e guarda caso, sempre di spirito si parla…
    p.s.: io invece sono della scuola che anche i libri vanno un po’ scritti, oltre che letti 🙂

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  8. Non ho capito molto, dopo un po’mi son “persa”, onestamente.
    Però è una bella dedica.
    La risata è un marchio potente quanto un odore. Io innamoro dei sorrisi, non delle risate. Però ci sono risate che ho impresse come note di un profumo…che appartengono a coloro a me più cari.
    E darei qualsiasi cosa per poterle ri-sentire

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    1. Forse un po’ era voluto che il lettore si perdesse, non tanto per la storia in sé, quanto perché si concentrasse sulla finalità del testo 😉
      Comunque, se ti capiterà di rileggere, non puoi perderti 2 volte 🤣

      Ai sorrisi sono stati dedicati tanti scritti, ma qui c’era da andare oltre… E ho deciso che un sorriso non bastava, però capisco cosa intendi e condivido il tuo pensiero ❤️

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