Equilibrio

Equilibrio /e·qui·lì·brio/ sostantivo maschile
In fisica, stato di quiete di un corpo.
– In meccanica: equilibrio dinamico, l’equilibrio di un corpo inizialmente in movimento, che non sia soggetto a forze, ovvero che sia soggetto a forze la cui risultante e il cui momento risultante siano nulli, per cui si muove di moto rettilineo uniforme, o di moto rotatorio con velocità angolare costante.
Equilibrio statico, lo stato di un corpo inizialmente in quiete, non sottoposto ad alcuna forza, ovvero sottoposto a forze la cui risultante e il cui momento risultante siano nulli; si dice stabile, se il corpo, spostato dalla posizione originaria, tende a ritornarvi; instabile, se se ne allontana ulteriormente; indifferente, se rimane nella nuova posizione.
Origine Dal lat. aequilibrium, comp. di aequus ‘uguale’ e di un der. di libra ‘bilancia’ •sec. XVI.
(fonte: Google)

Oggi si parla di equilibrio: ci ho messo parecchio ad affrontare seriamente questo argomento, tema spinoso, ostico… addirittura complesso, perché sono tante le forze che entrano in gioco in questo argomento.
No, non parlerò di Fisica I e Meccanica Razionale, ma il parallelismo che ne esce è un ottimo punto d’appoggio, un perno su cui far leva, che in effetti, è un sistema che instaura equilibri tra forza, massa e distanza.

Partiamo con lo sfatare un mito: equilibrio non è sinonimo di staticità!
Questo l’ho imparato fin dalle medie, quando si facevano gli esperimenti in laboratorio e c’era da usare la piccola bilancia a bracci uguali (immagine per antonomasia dell’equità) che segnava l’equivalenza tra le masse del contenuto dei due piatti quando oscillava in maniera armonica attorno al perno.
Come appunto dicevo, stasi ed equilibrio non sono affatto sinonimi, anche se la staticità può essere uno degli effetti dell’equilibrio delle forze e dei momenti (altro bel termine evocativo) che agiscono sul corpo.

Baricentro /ba·ri·cèn·tro/ sostantivo maschile
1. Centro di massa (o centro di gravità) di un corpo o di un sistema di corpi, cioè quel punto (appartenente o no al corpo) che ha la proprietà di muoversi come se in esso fosse concentrata la massa, e ad esso fosse applicata la risultante delle forze esterne agenti sul sistema.
– In geometria: baricentro di un triangolo, il punto di intersezione delle mediane.
Origine Comp. del gr. barýs ‘pesante’ e kéntron ‘centro’ •1892.
(fonte: Google)

Ma veniamo al perno (ricorre di nuovo) della discussione: se parliamo di equilibrio riferendoci a una persona, dobbiamo considerare tre diversi aspetti (eccettuato quello meramente fisico/meccanico che non ci importa più di tanto) che sono: Mentale, Emotivo e Spirituale.
Questi aspetti, in effetti, non si riescono a prendere in considerazione in maniera disgiunta, poiché è l’interconnessione tra tutti questi elementi, la posizione relativa tra il baricentro che crea questo triangolo ideale, che porta ad avere un equilibrio. E come avviene, in generale, tutto ciò?
Bilanciamento! (la bilancia aiuta sempre a rendere l’idea)
Se la parte mentale prendere il sopravvento, e si allontana dall’ipotetico baricentro, le altre due componenti dovranno per forza amplificarsi (nel letterale di aumentare la loro dimensione) perché altrimenti si arriverebbe a una sorta di tirannia, a un rovesciamento del sistema, se si tenesse il perno fisso su un baricentro che tale più non è.
Ovviamente il discorso analogo vale scambiando l’ordine, con la sola differenza che operare sulla parte mentale, forse (e ribadisco forse) può risultare più semplice, perché è quella su cui abbiamo (o crediamo di avere) maggior controllo; ecco perché, se è quella a prendere il sopravvento, potrebbe essere più semplice attutirla, anziché ampliare la portata delle altre.

Ora, il tutto sarebbe già abbastanza complesso di per sé (stiamo risolvendo un’equazione con tre incognite, di cui solo una ci è – vagamente – nota), ma per aumentare la difficoltà, non siamo in ambiente statico, ma immersi in un Panta Rei esistenziale, in cui ogni momento (termine che ritorna e che indica sia l’istante, sia la forza che provoca una rotazione – per semplificare) non è uguale al precedente e sarà diverso dal successivo.
Ora ti faccio un esempio: è più facile star fermi in piedi per lungo tempo o camminare per un’identica quantità di tempo? Ecco che qui ci viene in soccorso il fatto che il movimento è una cosa a nostro vantaggio e quindi quel punto di equilibrio, baricentro ipotetico delle tre incognite che governano il nostro stare in piedi, è più facile da realizzare, perché muovendosi in continuazione allarga, allontana i vertici di questo triangolo e fa oscillare il tutto attorno a posizioni più o meno consolidate i valori. Gli sbalzi, che naturalmente avvengono per via degli spostamenti e per le forze che spingono verso altre destinazioni, sono meno incisivi, quasi ci fosse un attrito che le frena, riportando un equilibrio nell’intero sistema.
Questi attriti altro non sono che l’esperienza, la consapevolezza e la conoscenza di sé che permettono di percepire, quasi fisicamente, quanto sta avvenendo al nostro interno e che ci permettono di intervenire.

L’equilibrio non è una cosa facile né da raggiungere, né da mantenere, ma stare in continuo movimento (mentale, emotivo e spirituale) permette comunque di tenere allenato il sistema che è alla base di quel che siamo interiormente.

100 commenti

      1. https://www.anticoegitto.net/pesatura-cuore/

        Ps cuore=anima=sede del pensiero pre-dialettico (non cerebrale)

        Ps2 considera che quanto dalla storiografia moderna è attribuito al ‘mondo dell’aldilà”, nella cultura egizia, in realtà era riferito alla coscienza dell’Iniziato, vivente ma morto alla vita profana.

        Libro dei Morti, infatti.

        Grande e meraviglioso stratagemma nel quale sono cascati tutti i profani.

        Divertiti!😘

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  1. mi sono un po’ confusa (sai che novità, vero ?! 😁).
    e però, mi è piaciuto molto quel tuo ribadire il “forse” à proposito del presunto controllo della nostra mente.
    In realtà, George Steiner nei suoi saggi sostiene che la mente (e con lei, il pensiero) è ingovernabile (ma nulla ci vieta di non smettere di provare a vincere su di lei 😉 dice la héri)

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      1. aaah, ecco, stavolta che non ho letto i commenti, ho toppato replicando… mannaggia.
        è che ci avevo pensato proprio istantaneamente.
        va beh… 🤷‍♀️

        mi son confusa qua e là verso la fine, ma è colpa mia: oggi la mia mente vagola più anarchica del solito.

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  2. In continua balìa delle emozioni, che mi atterriscono….
    Il mio baricentro si sposta in continuazione, non è un punto fermo, definito, nel caso fosse davvero un punto o una zona, anche generica, del corpo!
    La testa pesa tantissimo, il cuore affonda, le spalle sorreggono nostalgie, rimorsi e ahimè anche qualche rancore.
    Lo so, lo so, dovrei alleggerirmi, togliere qualche viso, frase, rimpianto, che mi fanno da zavorra… e poi aiutarmi con lo yoga, il pilates, lo stretching e magari provare a mettere un punto e ricominciare da zero… intanto… cerco un centro / di gravità permanente 🦄
    😅
    Ciao Alessandro, bell’articolo! 😉

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  3. Così, a caldo: Mantenersi in movimento perenne serve solo, o anche, dipende dai punti di vista, per non perdere l’equilibrio… Lo tengo qui il tuo post, poi lo leggerò con più calma, perché trovo la tua riflessione interessante. Mi fa venire in mente lo Yoga, il Buddhismo, la meditazione Zazen. Movimento, stasi, quiete, equilibrio… 😀

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  4. siamo degli equilibristi su un filo invisibile, continuamente alla ricerca di quell’equilibrio che ci faccia andare diritti verso una meta possibile. Non è facile mantenere questo equilibrio, una folata di vento, un battito di ciglia, ed ecco che vacilliamo per poi riprenderci. Si dice che la perfezione non esiste, di certo il perfetto equilibrio è difficile da raggiungere, forse ci basterebbe non cadere, saremmo già sulla buona strada…

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  5. equilibrio è una di quelle parole che hanno poi tantissime variabili , chimico, fisico, unano, economico, sentimentale, meccanino ,,, insomma una parole per tutte le stagioni, qunado insegnavo mi divertivo a sconvolgere i ragazzi non ipotesi molto strampalate, ma a volte persin vere, ho molti dubbi sul significato di equilibrio legato al pensiero e alla vita quotidiana, a volte penso che prevalga l’armonia anche in situazione di non equilibrio…e che poi l’equilibrio è di per sè non fattibile insomma è un gran casino

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    1. Che l’equilibrio non sia fattibile ho seri dubbi: il sistema solare è un sistema in equilibrio…
      Certo, prima o poi cambierà e se ne farà un altro.
      In realtà tutto è in equilibrio, a livello di sistema, perché altrimenti collasserebbe a trovare un nuovo equilibrio.

      No, stavolta non concordo affatto, anche perché armonia, che tu citi, altro non è che un equilibrio di suoni (o di sentimenti o quel che vuoi) per far “star in piedi la baracca”… o ho inteso male?

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