Jukebox #birthday edition

Oggi sarebbe stato il compleanno non solo di un grande cantautore italiano, come ho visto celebrare in giro per blog e social, ma anche quello di una voce di un gruppo storico importante, soprattutto nella zona in cui vivo e di cui ho già accennato in passato.
Entrambi hanno lasciato questo mondo da molto tempo, ma la loro memoria e la loro musica resta ancora con tutti noi.

Buon compleanno Fabrizio e Augusto!

Fabrizio De André – Volta la carta
Nomadi – Ma che film la vita

38 commenti

  1. Ora dirò una cosa che probabilmente scatenerà l’ira di molti dei tuoi followers se non che la tua.
    Quando ero ragazzina, non ho amato particolarmente De Andrè, perché lo trovavo pesante.
    Diventando adulta e cambiando prospettive, ho cambiato anche opinione su De Andrè. Riconosco la sua grandezza poetica e musicale.

    Però… lo posso dire?

    È veramente pesante!!!🤣🤣🤣🤣🤣

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    1. Io ho iniziato tradissimo ad ascoltarlo e non tutte le capisco e le apprezzo, ma ce ne sono molte che reputo delle vere e proprie poesie che dovrebbero insegnare a scuola.

      Nessun problema, non hai detto nulla di offensivo, ma hai solo espresso i tuoi gusti! 😉

      PS: chissà cosa direbbe lui leggendo i tuoi “pipponi” 🤣🤣🤣

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      1. Li leggerebbe??

        Purtroppo una dermatite atopica mi si scatena violenta appena quando un certo tipo di sinistra radical chic strumentalizza alcuni autori.

        Ci ha provato anche con Gaber. Ecco Gaber… Io Gaber Lo amo… una persona pazzesca… un artista unico, straordinario… sostanzioso ma leggero… però non ci è riuscita… Perché… perché Gaber era mooooolto intelligente…

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  2. Come ha scritto Silvia, non tutto ciò che ha scritto De André lo apprezzo, né mi piace. La stessa cosa vale per gli altri esponenti musicali da me preferiti: nessuno fa eccezione.
    I Nomadi non li ho mai amato particolarmente, in onestà…meno li ascolto, meglio sto🤣🤣🤣

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    1. La musica dei Nomadi e quella di De André non avevano sempre gli stessi orientamenti e le stesse finalità. Però “godere per star male” mi sembra una definizione eccessiva: la musica dei Nomadi era “rivoluzionaria” nel senso di denuncia sociale/politica/spirituale, tranne rare eccezioni. Poi si può essere d’accordo o meno su quanto espresso, ma ovviamente se parli di guerra o di altre tematiche simili, l’allegria è difficile tirarla fuori. 🙂

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  3. il grande poeta, indimenticabile per noi genovesi, ma in generale potremmo dire per noi italiani. Anche i Nomadi hanno caratterizzato la scena musicale per molti anni, anche se ultimamente vengono passati molto poco dalle varie radio, anche da quelle legate alla musica storica di quegli anni…

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