La noia

«[…] al triplice fischio dell’arbitro, il punteggio resta sullo zero a ze…»
«Bella partita di merda!» Sbuffo.
Mi giro a guardare mia moglie che dorme sotto al plaid e afferro il telecomando mettendomi a fare zapping. Ci provo per cinque minuti, ma senza trovare niente di interessante e spengo la TV.
Faccio passare un braccio attorno alle spalle di Elena, la tiro verso di me e le bacio il collo «Ehi, tesoro» lei muove la testa senza aprire gli occhi «a me è venuta una certa idea, che ne dici se…»
«Sono stanca, amore, lasciami dormire.» mugugna qualcosa e aggiunge «Domani, promesso…»
Sospiro e mi alzo, guardando fuori dalla finestra: le luci dei lampioni illuminano la via, ma non si vede una macchina in questa serata d’inverno: cos’è? Han tutti paura di una spruzzata di neve? Ce ne sarà forse un dito!
Prendo il telefono e guardo nel gruppo degli amici di whatsapp: qualcuno ha detto che non esce, gli altri nemmeno quello han scritto.
Non ho voglia di stare a casa da solo. A dormire da solo: è sabato sera, cazzo!
Ok, deciso: esco. Mi bevo una birra e se non trovo nessuno, torno. Tanto quella, scuoto la testa guardando mia moglie, nemmeno se n’accorge che non ci sono e la ritrovo dove l’ho lasciata.
Mi cambio, infilo un paio di jeans puliti e una camicia a caso; maglione, giaccone e via.
Esco dal garage e la neve riprende a cadere, stavolta più fitta. Ok, non ho le gomme da neve, ma per fare un paio di chilometri che sarà mai? Le catene nel baule ci sono, perciò…

La birreria è chiusa, figurarsi: uno vuole uscire una sera, divertirsi dopo una settimana di merda e non c’è nemmeno un posto dove andare a bere?
Sono tentato dal bar Sociale, ma con la clientela che ha è già buono se resta aperto fino alle nove di sera.
Cambio programma, andiamo fuori paese, sia mai che l’altro pub sia aperto.

Cinque chilometri con la neve che continua a scendere e aggrapparsi all’asfalto e il risultato? Chiuso, nessuno in giro, tutte le luci spente e io a rompermi i coglioni perché non posso bermi una stramaledetta birra! Tornerò a casa, tanto, ormai, peggio di così…
Mi giro nel parcheggio vuoto e torno sulla strada: la visibilità è calata, ma tanto ci sono solo io in giro. Premo sull’acceleratore e la macchina mi va via di culo: l’adrenalina sale e io controllo a fatica il volante, ma mi sfugge un «Wow» dalle labbra.
Proseguo ancora un chilometro, con i tergicristalli al massimo della velocità: la strada è larga e io schiaccio un po’ sull’acceleratore: la macchina slitta e sento di nuovo la vita scorrere nelle mie vene.
Due luci mi arrivano dritte negli occhi: non ho nemmeno il tempo di veder scorrere tutta i miei ricordi, però sono consapevole che ora la vita scorrerà anche fuori dalle vene… per sempre.

Vasco Rossi – La noia

In copertina: When the Heart is Young, John William Godward (dal web)

Consulenza artistico-musicale: Camelia Nina

65 commenti

      1. ah ok, pensavo le rendessi reali, adattate ai tempi..😉😊 Mi spiace per voi che siete arancioni, qua ne sto approfittando per fare un sacco di foto, le narrazioni in futuro di certo non mancheranno, ne ho per anni!! 😉

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      2. No, no: lasciamo il reale fuori dalle storie, che non c’è bisogno di mettercelo sempre! 😉

        Per il resto, non mi sta cambiando granché da giallo ad arancione a rosso: tanto da lunedì a venerdì lavoro e nel weekend, a parte qualche giro in bici o a piedi, che posso fare qualunque sia il colore, non mi sta cambiando niente…

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  1. noia? Non so cosa sia… mai provata!
    Sicuramente se dovesse arrivare, non vado a suicidarmi 😉
    comunque, il racconto è bello, come tutti i tuoi… ricco di spunti di riflessione!
    Mi sembra che ne ho qualcuno da recuperare… 🧐vado a cercare…

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  2. L’avventura finale in auto mi ricorda il mio ritorno dalla zona di Pescara verso roma: ore 20, metà gennaio 2019. Ero andato lì la mattina partendo alle 6 perché c’è un meccanico bravissimo di un’officina che mette a posto Citroën idropneumatiche, soprattutto quelle d’epoca, storiche e da collezionismo. Io ho una XM Turbo CT del 1993. Sistemata alla perfezione per tre problemucci, alle 20 riparto per Roma. Dopo un quarto d’ora la neve ❄️ sempre più fitta, oltretutto si passa travalicando gli Appennini salendo di quota. La direzione della neve cadente è stata quasi sempre contro il parabrezza. Ringrazio quelle speciali sospensioni di Ximena (così chiamo la mia auto) stabile anche in condizioni critiche… ma fino alle 22 quando ho lasciato l’autostrada per dirigermi verso il Raccordo Anulare, ho avuto il cuore costantemente a mille. Se non per la neve, potevo morire d’infarto 😁

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      1. Anche perché in quella officina sono dei maghi, trovano ricambi adatti, troppo bravi. Invece nella tentacolare Roma uno di questo livello non c’è. Stesso problema per queste auto storiche/da collezionismo sia a Nord che a Sud. Tutti vanno da questo meccanico e in altre quattro soltanto sparse per l’Italia. Prima o poi dovrò tornarci, ma solo in caso di problemi che un meccanico normale non può risolvere

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      2. Beh, certo: se uno è bravo in un certo settore, soprattutto se è qualcosa di decisamente fuori dal consueto, la voce si sparge in fretta. 🙂

        Certo, farsi tutta quella strada per una cosa “banale” non è esattamente un’idea brillante! 😅

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