Oggi sono io

Era tanto che non mi fermavo a riflettere per iscritto e forse il tempo era maturato per tornare a farlo.
In questi ultimi mesi è cambiato qualcosa nella mia vita: ho approcciato e vissuto alcuni momenti in maniera diversa, ho preso decisioni e ora le sto portando avanti, anche se dire che è facile non è esattamente corretto (però ci provo e voglio continuare a farlo) e tra queste cose c’è l’accettarmi e volermi bene, anche se di facile non c’è un beneamato cazzo (scusate il francesismo).

Come ho sempre detto (da quando me ne sono reso conto, sia chiaro), la rabbia è un’emozione che è rimasta al mio fianco per tutta la vita, una compagna dapprima sconosciuta, poi intravista e infine ben nota: da quando ci siamo presentati e riconosciuti, ho cercato di comprendere le sue ragioni e ho provato a incanalarla in maniera costruttiva e, magari, realizzare qualcosa di buono per dimostrare di saper andare oltre a quello che potevo sembrare, in primis a me stesso e, se possibile, anche ad altri.
Da un paio di mesi a questa parte ho scoperto che la rabbia si può sfogare anche fisicamente: no, non ho iniziato a dar pugni alla gente (sono comunque certo che sarebbe un ottimo antistress), ma mi sono preso, anche invogliato da alcuni amici, una mountain bike e ho iniziato a spingere sui pedali.
Riesco a uscire solo una volta a settimana sia per il tempo a disposizione sia per la necessità di recuperare energie tra una volta e l’altra (anzianitudine, la chiamano: che roba sarà? Mah…): quando fai fatica a respirare perché ti trovi ad affrontare uno sterrato pieno di buche o una salitella in cui c’è da cambiare il rapporto e alzarsi sui pedali, allora ti vien voglia di urlare il tuo disappunto e la rabbia ti aiuta ad averla vinta su questi ostacoli che la vita ti mette sulla strada… letteralmente!
Ecco, questa nuova sensazione mi ha portato ad essere soddisfatto di quel che faccio, anche per come lo sto portando avanti e per come farò la volta dopo, perché ho sempre cercato di fare di più e meglio (c’è chi ha messo in dubbio la mia costanza, come al solito… e si tratta di una persona a me molto vicina, che rende la situazione sia stimolante, sia frustrante al contempo).
Ok, a volte va bene, a volte meno, ma non conta granché, visto che io ci provo e, al più, ci riproverò: accetto e apprendo anche dalle difficoltà e dalle sconfitte, perché sono parte integrante del percorso. A volte bisogna prendere atto della situazione, girarsi e tornare indietro, perché oltre non si può proseguire, ma serve scegliere un altro percorso, che magari pare più accidentato, ma ti farà andare avanti.

Quello che invece non riesco ancora ad accettare (e che mi fa montare la rabbia negativa) è il chiedere e non ricevere risposta: sono così ottuso da non accettare una spiegazione?

Come ho già scritto anche altrove, preferisco sapere come stanno le cose, piuttosto che un silenzio in cui non si vede, un silenzio che sa di buio della ragione, ma anche da schermo alle emozioni, che non possono varcare certi confini.
Ho tanti difetti e di alcuni, stupidamente, ne faccio persino vanto, ma nel novero non ho mai creduto né di essere ipocrita né di sparare sentenze ad mentula canis: sono diretto nel dire quel che penso e se la cosa non sta bene, lo so anche accettare, sia chiaro, ma questo non implica né la malafede, né la cattiveria. Perché so anche essere cattivo, ma fortunatamente lo tengo per le occasioni speciali… e queste sono davvero rare.
Io cerco di essere trasparente (a volte fin troppo, sentendo alcuni) e dalla persona che mi trovo davanti, se è qualcuno che conta o vorrei che contasse, chiedo altrettanto, altrimenti finisce che la “rompo” perché ci voglio guardare dentro per vedere com’è fatta: sì, sono curioso e in alcuni casi anche poco paziente (la lista delle cose non proprio carine su di me è lunghetta), ma questo è dovuto al fatto che ho voglia di conoscere, di apprezzare e di condividere.

Ok, basta così…
Oggi sono io, ma non solo oggi: cerco di esserlo sempre. E se ti pare che non sia così, non hai che da farmelo presente!

Alex Britti – Oggi sono io

In copertina: la mia MTB (immagine personale)

65 commenti

  1. Cinque anni fa ho iniziato a sfogare la mia rabbia nello stesso modo, pedalando. Entro in sfida con i miei limiti, con il tempo e spesso torno a casa con qualche domanda in più, con qualche soluzione ma indubbiamente con l’animo più sereno. Non ti nascondo che ho scrutato al mm la tua mtb, la mia la trovi spesso colorata di fango e polvere da brecciolino. Qualche risposta arriverà, goditi il viaggio.

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    1. Grazie per la tua testimonianza: dopo quello che ho letto e ci siamo detto ieri sapevo che avresti capito, ma non immaginavo che anche tu avessi trovato la stessa “soluzione” per affrontare la cosa, il che ovviamente, mi fa molto piacere! 🙂

      La foto è di quando l’ho comprata, perciò sporca non poteva esserlo ancora. 😛
      In compenso sono diventato piuttosto maniacale nel pulirla appena torno, o addirittura passando dall’autolavaggio prima di rientrare, anche se nelle ultime settimane, vista la mancanza di pioggia, mi sono limitato a “spolverarla” quando arrivo a casa.

      Il viaggio me lo godo, finché non inizio ad accusare la fatica… ma quello è normale, immagino: col tempo me la godrò sempre di più! 🙂

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    1. Sì, quello è vero. La bici da strada, per fare centinaia di km, non credo che mi abbia mai ispirato (da praticare), però la MTB è un altro mondo, un ritorno al fango e alla polvere che fa star bene anche nel dolore (fisico) che si prova, soprattutto all’inizio! 🙂

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  2. Beh, anche parlare di se stessi è uno sfogo, c’è chi si sfoga parlando di sé in continuazione e lo fa anche quando scrive racconti fantasy o versi pompier 😉
    C’è da valutare che cosa di questi sfoghi arriva agli altri, nel tuo caso ai tuoi lettori. Che cosa riesci a comunicare? Tutti i commenti pubblicati finora riguardano la bicicletta, solo uno su tre parla anche della rabbia…

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  3. l’attività fisica è un ottimo antistress. L’ideale sarebbe poterla utilizzare nel momento del bisogno. T’immagini? Al culmine di una discussione che ti sta facendo montare una rabbia da yeti, chiedi un time out, monti sulla bici, pedali come un forsennato attorno all’isolato, torni rilassato e..dove eravamo rimasti? chiedi conciliante 🙂
    ml
    (freni a disco, selettore elettronico del cambio, se non vedo male, complimenti per l’acquisto!)

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    1. E volendo potrebbe essere un’attività mutuabile (per l’acquisto del velocipede), no? 😀

      Sì, sarebbe interessante fare una prova sul campo… letteralmente . Così poi si torna tutti belli infangati e si scoppia a ridere.

      Freni a disco idraulici sì, sul cambio, non mi risulta, ma sono parecchio ignorante: ti lascio il link al sito del costruttore

      https://www.fabriksrl.com/prodotto/hardtail-alluminio/275-nitro-24v-2020/

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  4. A volte essere troppo “trasparenti” è un male in questa società (pur essendo un bellissimo pregio). Per quanto riguarda la Mountain bike, si tratta di un ottimo diversivo per staccare un po’ la spina dalla solita quotidianità (e aggiungiamo che queste restrizioni continue per il covid non sono di certo un aiuto)😢

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    1. Per fortuna posti di blocco lungo le capezzagne e gli argini non ce ne sono! 🤣
      E comunque (ok, dovrei rileggermi bene i DPCM) mi pare che per l’attività sportiva, ci siano limiti meno stringenti sullo sconfinamento comunale, fermo resastando che potrei fare giri per 70/80 km anche senza uscire dal territorio… e per ora non sono ancora in grado di fare tanto. 🙂

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      1. Capirci qualcosa è difficile in questi DPCM, ma il brutto è che non ci sono più le sere al ristorante in compagnia di amici e cose del genere che potrebbero farci svagare un po’!🤔 Teniamo duro…

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  5. Accettarsi e volersi bene è fondamentale, e anche capire cosa vuoi e puoi cambiare di te (se qualcosa da cambiare c’è). In altre parole, lavorare su te stesso, ma sempre e SOLO in funzione della tua stima, non di quella degli altri. A me sembri molto maturato da quando ti conosco, e non solo come scrittore. Un’ultima cosa: il titolo non è esatto. Perché “Oggi sono io”? Tu sei sempre te stesso, è il tuo bello.

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    1. Grazie per la tua riflessione, Raffa. Da cambiare ce n’è sempre, altrimenti sarebbe troppo facile… E il fatto di lavorare SOLO per se stessi è una cosa da accettare, anche perché quello, poi, porta anche ripercussioni sugli altri

      Grazie anche per la considerazione sul titolo della riflessione: hai ragione, ma a volte è meglio specificarlo, perché qualcuno è duro d’orecchi! 😉

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  6. Ecco, riconosco benissimo questa frase, ma nel fatto di essere vittima di un improvviso silenzio che dura da dicembre insieme a un improvviso abbandono: “… preferisco sapere come stanno le cose, piuttosto che un silenzio in cui non si vede, un silenzio che sa di buio della ragione, ma anche da schermo alle emozioni, che non possono varcare certi confini”.
    Rabbia? Tanta. Devo trovare un modo per incanalarla. In qualsiasi modo (non di certo andando a picchiare qualcuno 😀 ).
    Per essere trasparenti e pronti a dipanare problemi, bisogna trovare una persona all’altezza… altrimenti ci si troverà immancabilmente in solitario abbandono dopo che la controparte ha risolto sue problematiche (forse anche su altre spalle), dopo che è stata trasparente, ma a tratti e fino a un certo punto sentendo come un pericolo l’esempio offerto di piena trasparenza (non può emulare, non ne è all’altezza e lo sente come una diminutio). Una missione di vita per nulla facile. Le differenze arricchiscono, è vero, ma se non si “incastrano”, è la fine assicurata, dopo un mese o dopo quasi nove anni come nel mio caso (il peggiore possibile)

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    1. Ti ringrazio per la tua testimonianza, Giuseppe: non credo di essere nella condizione che hai descritto (ci aggiungo un “per fortuna”, senza offesa!), ma la rabbia un po’ c’è sempre, non perché non si potrebbero accettare distanze e conseguenze, ma perché non si dà modo di comprendere.

      A questo punto, ti consiglio di prenderti una due ruote non a motore e di vedere se anche a te funziona come sfogo… Mal che vada ti sei fatto una bella pedalata e ti sei goduto qualche angolo di territorio in cui solitamente non saresti passato! 😉

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  7. andare in bicicletta fa sempre bene, poi li da voi si viaggia bene, ci sono molte pianure, e le strade sono abbastanza larghe, poi sicuramente ci saranno anche le ciclabili. Qua a Genova a parte le salite ovunque, c’è il problema del traffico, qua è già tanto se non finisci sotto ad un tir ogni volta che ti sposti, per questo non ho mai comprato una bicicletta, ma di tanto in tanto quando vado in qualche località turistica, ne noleggio una..☺ sulle nostre Riviere ci sono molte piste ciclabili…😉

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  8. Assurdo come lo sport riesca a creare spazio dentro di noi, riesce ad allontanare la negatività e tutte le altre emozioni pressoché inutili dal nostro cuore!
    L’aspettativa è la fonte di tantissimi stati d’animo negativi! Aspettarsi una spiegazione è senza dubbio giusto, ma solitamente chi si comporta senza empatia dà raramente spiegazioni. Smettila di aspettartele, accetta le cose così come stanno e chiediti se nella tua vita c’è spazio per chi non considera i tuoi sentimenti e non trova il coraggio di rispondere ad un tuo perchè! 🥰

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  9. Eh sì lo sport aiuta sempre, se poi è fatto all’aria aperta direi che è meglio👍
    I silenzi… quanto li odio!😡 concordo sul fatto che preferisco mi si dicono le cose in faccia piuttosto che il mutismo… è da maleducati non rispondere!

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