Il discepolo #5

leggi il brano precedente

Di lune buie e soli oscuri

(brani tratti dal tomo di Agesilao)

Il sole spandeva cupi raggi sulla Terra, dove le genti erano ormai alla mercè di sé stesse e del passato che le aveva condotte a vivere dissipando quel che erano e le risorse che avevano a disposizione.
La tecnologia governava il mondo in ogni suo ambito e la scienza era divenuta la religione indiscussa in ogni angolo del pianeta: chi non si piegava alla sua dottrina era ritenuto alla stregua di un eretico dei tempi antichi e la sua voce era tacciata di esser menzognera, ovvero, in casi ritenuti più gravi, il colpevole finiva in pasto agli esecutori, i preposti a utilizzare le sue risorse per l’evoluzione della ricerca.
Di quel che era l’immateriale s’era persa ogni traccia, all’apparenza, e questo aveva condotto sull’orlo del baratro la vita stessa: anima e spirito erano termini ormai scevri da qualunque significato e il loro stesso concetto era riportato solo su qualche antico tomo impolverato delle celle di conservazione ipogee, ovvero in qualche arcaico database ormai scollegato dalla rete ufficiale per la trasmissione dei dati e delle informazioni, nota come mindnet.
La schiavitù era un dato di fatto per gran parte della popolazione, anche se chi si trovava in quella condizione nemmeno se ne rendeva conto, soddisfatta di ricevere quanto che era considerata “vita”: mangiare, bere e un alloggio. I più fortunati avevano persino una persona con cui copulare e procreare, posta al loro fianco tramite un’attenta selezione genetica per la conservazione e il miglioramento della specie.
C’erano tuttavia delle persone che riuscivano a eludere i controlli della Casta, la società oligarchico-plutocratica, dirigente, dominante ed egemone chiamava Sovversivi, mentre tra noi e in quanti riponevano in noi fiducia, eravamo noti col nome di Redentori; era nostro compito operare per liberare la vita dalle catene invisibili che soggiogavano la gente; non era tanto con la forza che avremmo cambiato le sorti, ma con la chiave di Sophia, quella che apre al mondo com’esso e che va ben oltre a quello sperimentato con i soli sensi, poiché la mente non era più in grado di interpretare la realtà.
Gli astri sarebbero stati i nostri alleati: stava scritto, infatti, che la luce doveva passare per il buio prima di poter tornare a rifulgere, ma l’oscurità s’era fatta tanto fitta e densa che ormai la profezia sembrava perdere qualsiasi significato a ogni pseudo-giorno che trascorreva in quella condizione belluina.
Ma anche in simili tempi, quando la vita era stata snaturata dal significato originale, sapevamo che sarebbe toccato a noi Redentori aprire gli occhi e, per far ciò, era necessario che gli astri tornassero a brillare, spazzando via la patina cupa che ricopriva quel che ancora veniva chiamata umanità. […]

continua…


Immagine in copertina elaborata da qui e qui

46 commenti

      1. No, tranquilla: è che sono stato forse troppo “leggero” nel dare per scontata che il nome è solo una visione differente del ruolo del gruppo dai due punti di vista! 😉

        Se un giorno pubblicherò questo racconto, magari, specificherò meglio… o comunque amplierò la storia, in modo da limare questo malinteso! 🙂

        Piace a 1 persona

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