Petrarca #9

leggi il brano precedente

Domenica 13: la mattinata

Il jingle di una pubblicità alla tv mi sveglia: mi guardo intorno, spaesato e confuso, ma afferro il telecomando e spengo quell’affare che canticchia allegramente. Mi alzo, stiracchiandomi e cerco di capirci qualcosa.
Mi devo essere addormentato sul divano. Sono quasi le nove e dal vetro della porta entra la luce di un giorno assolato.
Arrivo in bagno e mi guardo allo specchio: «Visto che ti succede se ti innamori, coglione?» l’altro sembra irridermi, ma alla fine lo guardo male e cambia atteggiamento «Mi ha fottuto alla grande quella tro…» non riesco a dirlo, gli insulti che mi frullano nella testa mi si smorzano sulle labbra.
Mi lancio sul volto dell’acqua fresca finché la sonnolenza mi abbandona, ma il gelo sulla pelle è niente rispetto a quello che sto provando: «E le ho anche chiesto di restare per la notte!» digrigno i denti, mentre mi tampono il viso con l’asciugamani.
Sul tavolino, davanti alla tv, c’è ancora il piatto con le croste della pizza, il sacchetto di patatine e la bottiglia di birra. Vuota. Serro la mascella e sistemo tutto, gettando un’occhiata al telefono, che non sembra dare segni di vita.
«Meglio che tu non abbia niente da dire o ti scaravento contro il muro» gli dico, afferrandolo e infilandomelo in tasca. «Oggi non è proprio giornata.»

Ritornato dalla corsetta, mi metto a fare un po’ di stretching davanti casa: mi ci voleva proprio e penso di non essere mai andato così forte senza sentire la fatica, ma ora le mie ginocchia chiedono pietà e i piedi pure.
Entro, mi sfilo le scarpe e vado verso la doccia.
Per un momento il cuore smette di battere: ieri sera eravamo in due qui dentro, ed è stata una delle cose più belle che mi sia capitata, ma ora… «Sveglia, Andrea, sveglia!» mi volto verso lo specchio e mi schiaffeggio un paio di volte. «Il sole è alto e tu sei di nuovo qui, solo come un pirla.»
Sbuffo e mi infilo sotto l’acqua tiepida, lasciando che mi scorra addosso mentre mi strofino con la spugna insaponata. Che me ne faccio di una donna tra i piedi? Stasera si esce e si scopa, come ai bei vecchi tempi.
Già, i bei vecchi tempi, quelli che una volta passati non tornano più indietro.

Mi asciugo in fretta e vado a buttarmi sul letto, ancora intatto: appena chiudo gli occhi me la vedo davanti, che sorride e si accoccola accanto a me e io le guardo quel suo viso meraviglioso.
E poi… Poi lei si alza, si infila un anello al dito e se ne va. Ride, ma ha le lacrime agli occhi.
«Siamo pari!» ripeto a fior di labbra e serro le palpebre, per non perdere nemmeno una cazzo di lacrima per quella stronza. «Che vuoi dalla mia vita?» afferro il cuscino, lo scaglio contro l’armadio e una nuvoletta di polvere aleggia nell’aria trafitta da alcuni raggi che penetrano dalle tapparelle. «Con te ho chiuso.»

Ormai è ora di pranzo. A salvare la giornata ci pensa la porzione di lasagne di mia madre che ho ancora nel freezer, così le scongelo e scaldo nel microonde; nel frattempo preparo un angolo della penisola con piatto e bicchiere. La bottiglia di vino bianco è ancora in frigo e la tentazione di stapparla è tanta, ma la tengo per un’occasione migliore che quella di autocommiserarmi come il più infimo tra i perdenti.
Certo la playlist di musica rilassante e la faccio partire: Il mattino di Grieg mi fa sorridere e credo sia la prima volta in tutta la giornata.
Il microonde lancia un triplice bip e io tiro fuori il piatto fumante: «Ora ci siamo» e mi godo l’aroma di ragù e besciamella che si spande a volute umide e invitanti.
Non ho ancora portato alla bocca il terzo boccone e parte Libertango di Piazzolla: «Eccheccazzo! Tra tutti i brani che c’erano, proprio quello?» spengo l’audio che mi ha fatto tornare alla sera prima e al ballo con Alice; getto il telefono sul divano ed è solo per culo se non rimbalza in terra.
Finisco di mangiare in silenzio e con un mezzo cerchio alla testa: peccato aver rovinato tutto pensando a lei, perché, in effetti, le lasagne erano davvero buone.

continua…


Questo racconto, che avevo già pubblicato sul precedete blog, sarà inserito nella raccolta di racconti di prossima pubblicazione.


In copertina: disegno personale di Alice e Andrea

45 commenti

    1. ehehehe

      Mortale, oserei dire!
      Rispetto alla prima volta che pubblicai questo brano, ho aggiunto che era ora di pranzo: la maggior parte dei commenti era inerente al fatto che non era normale far colazione con le lasagne, anche se io non ci vedrei nulla di male! 🤣🤣🤣

      "Mi piace"

  1. Ah… l’Amore! Questo nobile sentimento che ci destabilizza completamente… Ma poi sarà vero amore quello tra i due protagonisti del racconto? Sai cosa ti dico Alessandro? …. In questo preciso momento preferisco lasciarmi ammaliare da un bel piatto fumante di lasagne, le adoro… Amore puro. Bravissimo come sempre, complimenti di cuore.

    Piace a 1 persona

    1. Uno degli obiettivi che mi sono posto, quando ho scritto questo racconto, era quello di fare in modo che il lettore si trovasse direttamente nella scena, a fianco dei personaggi, per vederli muoversi ed agire nel corso della storia: se tu mi dici così, allora, penso di aver fatto un lavoro ben riuscito! 🙂

      Piace a 1 persona

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...