Petrarca #12

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Sabato 26: il giorno della verità

Da un paio di giorni ho una strana sensazione allo stomaco: le farfalle si agitano e mi fanno venire i crampi e non so perché, ma stamattina il latte non ne ha voluto sapere di starsene giù. Questa tensione mi sta facendo crescere un malessere… Che stupida che sono: la cosa peggiore che può capitarmi è che non lo riveda mai più. E se non si fa vivo stasera, almeno si risolverebbe tutto e saprei davvero di che pasta è fatto. Meglio non pensarci!
«Allora, come mi sta?» Giulia scosta la tendina della cabina in cui si è cambiata e gira su se stessa nell’abitino blu, leggero e corto. «Ehi, Ali: non starai ancora pensando ad Andrea, vero?» mi si avvicina e mette le mani sui fianchi «Vedrai, ora ti troviamo qualcosa di carino per stasera, così non ci pensi più e vedrai che figurone…»
«Sai? Non mi sento per niente bene» deglutisco e mi siedo sulla poltroncina lì a fianco. «Forse dovrei…»
«Ti stanno solo arrivando, dai: non fare la scema!» io la fisso a bocca aperta e sbatto le palpebre «Che c’è? Che ho detto?»
«No, niente… è che…» sospiro «Stai benissimo con quel vestitino e io mi sento soffocare qua dentro: ti dispiace se esco a prendere una boccata d’aria?» mi alzo e mi avvio verso l’ingresso.
«E quello che dovevi prendere tu?» nella sua voce c’è ansia e preoccupazione «Mi stai facendo preoccupare, Ali!»
Mi giro a guardarla da sopra la spalla e le sorrido: «Sta’ tranquilla, va tutto bene: è solo un po’ di tensione. Ci vediamo tra un po’ qui fuori».
Appena uscita dal negozio d’abbigliamento, seguo il corridoio del centro commerciale e mi fiondo nella farmacia. C’è un anziano che sta mettendo in un sacchetto una serie di scatole di pastiglie e dall’altra parte una signora con in braccio un bambino di un paio d’anni: mi soffermo su quest’ultima e ridacchio quando il piccolo mi guarda con i suoi occhioni azzurri e mi fa un sorrisone, che ricambio.
«Prego.» la farmacista mi fa segno di avvicinarmi mentre il signore che mi precedeva si incammina incerto verso l’uscita «Come posso esserle utile?»
«Mi servirebbe» mi schiarisco la voce, sporgendomi verso di lei «un test di gravidanza.»
«Di quant’è il ritardo?» la donna dietro al bancone piega di lato la testa, mentre la mamma si volta verso di me e mi sorride accondiscendente, annuendo più volte «L’ha mai fatto prima d’ora?»
«No, non l’ho mai fatto» è poco più di un sussurro quello che esce dalle mie labbra e sento le guance in fiamme. «Saranno un paio di giorni, tre al massimo.»
La dottoressa mugugna qualcosa, si volta e prende da uno scomparto una scatolina: «Legga bene le istruzioni e faccia anche la controprova» appoggia sul bancone il test e mi guarda. «Serve altro?» faccio cenno di no «Allora sono undici euro e quaranta centesimi.»
Giulia mi riaccompagna a casa e continua a girarsi verso di me, ma io guardo fissa davanti, anche perché ho ancora un po’ di nausea e non vorrei che…
«Allora, mi spieghi che t’ha preso?» siamo ferme davanti al cancello di casa mia «Non ti riconosco più, sai?»
Scuoto la testa: «Non c’è bisogno che ti preoccupi, davvero» accenno un sorriso e le do un colpetto sulla mano, ma lei la ritrae.
«E questo?» l’ha infilata nella mia borsetta e ha tirato fuori il test di gravidanza «Stronzetta, ti sembrano cose da tenere nascoste a un’amica?»
Le strappo dalle mani la confezione e lo rimetto via: «Niente. Ecco, io…» mi prende una crisi di pianto «Mi fai compagnia, mentre… Be’, hai capito!».
«Certo, Ali, certo!» scendiamo dalla macchina ed entriamo in casa.
Mi fiondo in bagno e chiudo la porta.

Il bar è quasi deserto, a parte un paio di coppiette. Sarà la giornata afosa, sarà che sono previsti temporali in serata, ma per un sabato a pochi chilometri dal lago mi sembra insolito. Fa molto caldo, oggi.
Mi siedo e la gamba inizia a muoversi senza tregua, battendo un ritmo forsennato che sta al passo dei battiti del cuore, che tambureggia frenetico. Sono in anticipo di qualche minuto e di Andrea nemmeno l’ombra.
Ecco, e se non venisse? Io ora cosa devo fare? Sento le lacrime che spingono per uscire.
Per fortuna sono riuscita a convincere Giulia a lasciarmi venire da sola, altrimenti chissà che scenate…
«Sta aspettando qualcuno signorina?» un cameriere mi sfiora la spalla e io faccio un balzo sulla sedia «Oh, scusi: non era mia intenzione spaventarla» è arrossito violentemente e arretra di un passo. «Il signor Giorgi mi ha detto di venire qui e chiederle di accomodarsi dentro: c’è un tavolo riservato. E anche l’aria condizionata.»
Lo seguo farmi strada fin da Andrea, che mi aspetta: è in piedi e ha un mazzo di rose rosse: «Buonasera, Alice» mi si avvicina e mi porge i fiori. «Non dirmi che hai davvero pensato che avrei potuto non esserci» mi sposta la sedia e mi accomodo; lui infila una mano nella tasca e tira fuori il mio anello. «Alice Quintana» appoggia un ginocchio a terra «quando decideremo che sarà il momento, ti interessa diventare la mia fidanzata?» sogghigna «Per allora conto di aver preso un altro anello e intendo restituire questo al suo legittimo proprietario, tuo fratello…»
«Sì, chiaro che sì!» gli porgo la sinistra e Andrea mi infila il gioiello all’anulare «Però credo che sarà meglio darsi una mossa per capire cosa fare di noi, perché» mi schiarisco la voce e con la destra mi sfioro il ventre «ho appena scoperto che c’è qualcun altro in arrivo» chiudo un istante le palpebre e le lacrime scorrono sul mio viso. «A quanto pare sono rimasta incinta» lui mi sta fissando a bocca aperta. «E posso garantirti che il padre sei tu.» Andrea sbianca e si accascia a terra «Oddio: l’ho ammazzato!»

continua?
Stay tuned…


Questo racconto, che avevo già pubblicato sul precedete blog, sarà inserito nella raccolta di racconti di prossima pubblicazione.


In copertina: disegno personale di Alice e Andrea

51 commenti

      1. 😂😂 che direee!!
        Un altro figlio di divorziati che porterà i suoi irrisolti famigliari nel mondo!!! 🤦🏻‍♀️

        Anche se…. vista l’intelligenza di Alice… non vorrei fosse un’altra delle sue esilaranti burle!!!! 🤣

        Piace a 1 persona

      2. Per divorziare, prima dovranno sposarsi. E per crescere e creare scompiglio nel mondo, prima dovrò essere messo al mondo! 😉

        Comunque belle osservazioni: chissà se ci hai preso… probabilmente nemmeno io lo so (non ho guardato così in là nel loro destino) 😛

        Però di sicuro la prossima volta ti sorprenderai! 🤐

        Piace a 1 persona

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