Pas encore #3

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Amelie uscì dall’ufficio e attraversò le strisce in prossimità della rotatoria, dando uno sguardo alla propria sinistra e poi a destra verso lo stadio Vèlodrome, dirigendosi di buon passo verso la stazione Rond Point du Prado, della linea due della metro. Accomodatasi su un seggiolino della carrozza, liberò un sospiro e con la sua mente ripercorse le vicissitudini di tre giorni prima, quando, scesa alla fermata di Gèze, uno sconosciuto l’aveva avvicinata mentre slegava la propria bicicletta: l’aveva strattonata e spinta fino a farla cadere, per sfilarle la borsetta che portava a tracolla; poi era scappato verso il parcheggio di un supermercato lì accanto, tra lo sgomento e l’indifferenza dei passanti.
La donna si era rimessa in piedi e aveva inforcato la bici, dirigendosi coi lucciconi agli occhi alla stazione di polizia più vicina e aveva sporto denuncia: per sua fortuna aveva il telefono nella tasca della giacca e nel portafoglio aveva pochissimi contanti, ma ci aveva rimesso le chiavi e i documenti; inoltre era stata costretta a sentire il suo ex, che non le aveva ancora reso la copia delle chiavi che gli aveva dato quando stavano insieme. Se le era fatte portare per poter rientrare in casa e così l’aveva visto e spiegato la situazione in cui era occorsa: chiamarlo e trovarselo di fronte l’aveva turbata forse ancor di più dello scippo che aveva subìto.
Eric l’aveva tradita con una delle sue migliori amiche, Brigitte, e il fatto di averli trovati a letto insieme, il giorno del rientro dalle vacanze natalizie, era stata una delle umiliazioni peggiori che avesse mai dovuto provare: era tornata un giorno prima, in effetti, proprio perché voleva fare una sorpresa al suo fidanzato e passare quell’ultimo giorno festivo assieme a lui, ma quella a rimanere di stucco fu lei, invece.
Così, in un sol colpo, aveva perso ben due persone che amava.
Erano passati cinque mesi da quell’evento, ma in quel periodo non era ancora riuscita a ricostruire la sua vita sentimentale, concentrarsi sul lavoro e la carriera per staccare la spina da quel passato che la faceva fremere di rabbia ogni volta che ci ripensava.
Era stato proprio in quei giorni che aveva deciso di chiudere i suoi profili social: che se ne faceva? Il più delle volte erano una perdita di tempo, senza contare i casi in cui doveva addirittura mettersi a eliminare messaggi privati di persone che nemmeno conosceva e che nella maggioranza dei casi si limitavano ad avances non gradite: la decisione l’aveva fatta sentire decisamente meglio. E poi, quei pochi amici che ancora le restavano, erano quasi tutti di Marsiglia, per cui riusciva a vederli nei fine settimana, mentre per gli altri si limitava a una chiamata di tanto in tanto.
Uscita dalla metro, si guardò attorno circospetta, aprì il lucchetto della bici e si avviò verso casa; quando fu sul punto di svoltare nella strada interna del suo residence, vide una pattuglia che si stava reimmettendo nel traffico e alla guida dell’auto riconobbe Pascal Merlagrand, il brigadiere capo a cui aveva sporto denuncia per il furto; il poliziotto, appena la vide, le sorrise e fece un cenno di saluto con la mano.
Lei ricambiò sorriso e gesto, ma ebbe la netta sensazione di avere i suoi occhi incollati alla schiena anche quando era passata oltre: fu scossa da un brivido, ma non riusciva a comprendere se fosse di piacere o di altra natura.

continua…

45 commenti

  1. le donne attirano sempre gli sguardi di noi uomini, ma se sono improntati alla dolcezza, al piacere della bellezza fine a se stessa, vanno sempre bene. Il brutto è quando sono legati alla violenza. Bella anche questa parte di narrazione, sempre viva e reale, un film scritto….👏👏👍

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  2. Mai tornare a casa prima dalle vacanze per fare sorpresa al fidanzato!! 😉
    Secondo me il brigadiere è esso stesso lo scippatore!!! 🤣
    Bello! Attendo sabato!!

    Ps: quindi i miei due amici alla fine si sposano!?? Speravo in un finale rovinoso…. 🤦🏻‍♀️ peccato!!! 🤣🤣 buon per loro però!!!

    Piace a 1 persona

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