Il grillo sparlante #1

Introduzione

Anche se a volte discutere con qualcuno può sembrare una perdita di tempo, perché all’apparenza non ci si è smossi dalle posizioni iniziali, in realtà si possono comunque scoprire sfaccettature che non si erano considerate e punti di vista non sempre lampanti, perciò, io mi sento comunque arricchito e, se tanto mi dà tanto, forse anche quello che volevo dire io ha instillato il dubbio, minato alcune certezze che erano nell’altra persona riguardo a certi argomenti… ma se anche così non fosse, il problema della fissità di pensiero non mi appartiene e non posso certo imporre ad altri cosa pensare: va bene, lo ammetto che mi piacerebbe usare una mazzetta per ammorbidire la scatola cranica e fare entrare del buon senso, ma poi mi sovviene che ognuno è responsabile delle proprie idee, oltre che delle proprie azioni e le conseguenze si pagano sempre in prima persona. O almeno così capita a me… e spero di non essere l’unica eccezione, altrimenti mi incazzo sul serio.
Quello che sto dicendo non significa affatto che bisogna cambiare idea in base a come tira il vento (ce ne sono già fin troppi che lo fanno, non serve ingrossarne le fila), ma mi riferisco al fatto che accumulo informazioni, pensieri, argomenti e anche sensazioni, perché la società odierna ha (quasi) totalmente estromesso questa parte del nostro essere.
Ecco, da qui vuol partire un breve viaggio in direzione di non so dove, ma poi, alla fin fine, come dicono quelli bravi, non è tanto la destinazione che conta, ma il viaggio in sé.

Ti chiederai (forse) del perché questa mia trovata di esporre pensieri che spazieranno su tanti argomenti del tutto disparati, ma la mia risposta è semplice (l’Occam che è in me a volte riemerge): solo riflettendo e mettendo in circolo i pensieri la società progredisce e si crea un’evoluzione, perché se ci barrichiamo dietro le ideologie (nuove o vecchie che siano), soprattutto quando sono estremizzate e magari solo perché ci consentono di far parte di un gruppo ed essere accettati, allora significa che dal passato non abbiamo appreso una beata fava e quindi ci meritiamo quel che abbiamo, non come singoli, ma come gruppo. Purtroppo, però, ci dimentichiamo che sono le persone a fare la società e quando invece avviene il contrario, c’è un impoverimento e un appiattimento.
Una chiosa? Non serve: se la cosa ti intriga e ti farà riflettere sarà sufficiente.

PS: questo articolo potrebbe essere messo in relazione a uno scambio di commenti avvenuto negli ultimi due giorni, ma ti assicuro che così non è e ha radici che affondano in discussioni ben pregresse (alcuni hanno letto l’idea originaria dell’articolo, che ho riplasmato da qualche settimana a questa parte in altra forma), ma al contempo, constato che alcuni “ritornelli” tornano (altrimenti che ritornelli sarebbero?), il che non è necessariamente un male e la cosa mi dà la consapevolezza che il nocciolo del mio pensiero non è così volubile come io stesso a volte sono tentato di credere.
Detto in parole povere, se alcuni riferimenti presenti fanno fare un certo accostamento, la risposta è “no, non era quella l’idea”, però se le cose si possono collegare, perché non farlo?


In copertina: Cricket Racer by Markelli (fonte: DeviantArt)

50 commenti

    1. Buondì, Paola! 🙂
      Il mio non è un attacco a qualcuno, ma solo un modo per esprimere organicamente il mio pensiero. Poi mi sono fatto prendere la mano è ho parlato di tante altre cose, quindi la scintilla è pure passata in secondo piano e, ti posso dire, la mia idea sull’argomento non cambia… almeno per ora! 😉

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  1. Ciao 🙂
    Sono d’accordo con te, chiudiamo il discorso Biglino — anche perché, a dire il vero, di difendere le sue idee non m’importa più di tanto. Alcune delle cose che dice mi piacciono, le trovo interessanti, su altre preferisco non esprimermi. Non conosco l’ebraico né ho intenzione di mettermi a studiarlo. Non mi importa di sapere quale sia la traduzione esatta di elohim, e anzi penso di aver capito che sull’argomento non ci si metterà mai d’accordo, ergo trattasi di materia che non fa per me. L’unica cosa che posso dire in proposito, se mi permetti una battuta, è che ricorrere a un plurale per indicare un dio unico mi sembra tanto appropriato quanto usare una fotografia di Mike Tyson per cercare di spiegare la grazia femminile.
    Non sono dunque un addetto ai lavori, tuttavia ho letto un po’, non tutto ma di tutto. Per restare a testi che in qualche modo hanno a che fare con gli argomenti bigliniani, ho letto il Trattato dei tre impostori (l’edizione Einaudi del ’94), Christopher Hitchens, Il mattino dei maghi di Pauwels & Bergier, qualcosa di Peter Kolosimo. Di Biglino ho ascoltato un paio di conferenze e seguo il suo canale su YouTube: rispetto ai testi che ho citato, non dice cose nuove (ma questo l’ammette lui stesso). A prescindere da quel che dice, però, mi pare che sia infinitamente più avanti di tutti i suoi detrattori. Per “avanti” non intendo dire che sia particolarmente progredito sulla strada della conoscenza e/o della verità: è avanti perché è partito per la tangente e nessuno ormai potrà più raggiungerlo. Mentre i suoi avversari perdono il proprio tempo contestandogli le qualità di traduttore, l’interpretazione di una parola, di un costrutto, di una frase, oltretutto pestandosi vicendevolmente i piedi (“quello non è un accademico”, “sì ma neanche di quell’altro si sa che titoli abbia”), Biglino sta già occupandosi delle interrelazioni fra Bibbia, testi omerici, saghe nordiche, miti e leggende dell’Oriente vicino e del lontano: e questo, come ti ho già spiegato, è l’aspetto del suo lavoro che trovo davvero affascinante. Biglino sta costruendo una nuova mitologia, un’epopea smisurata e onnicomprensiva, una Torre di Babele da far impallidire l’immagine di quella del Genesi. Dove arriverà? Che cosa otterrà? Forse nulla, esattamente come Pauwels, Bergier, Kolosimo eccetera. Perché i sognatori volano alti dove li porta il vento della loro fantasia, ma poi svaniscono perché la loro sostanza è appunto quella dei sogni. Mentre gli accademici, quelli che passano la vita a contestare chiunque posi la punta del piede fuori della strada maestra, sopravvivranno ai secoli, perché hanno teste di granito che nulla al mondo riuscirà mai a scalfire.
    Scherzi a parte, la mia idea è che Biglino creda di avere un ruolo, piccolo o grande che sia, nel processo di demolizione delle credenze superstiziose, processo che secondo lui porterà l’umanità a liberarsi del giogo delle religioni nel giro forse della prossima generazione. Se la sua idea sia fondata o no, non sono in grado di dirlo.

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    1. Ci tocca rimanere per un altro paio di generazioni (per sicurezza) e vedere se riusciamo a battere Matusalemme in longevità? 😀
      Come ti ho detto, di lui è affascinante il metodo sistemico con cui affronta l’argomento: che poi le basi siano giuste o meno, non lo so, ma so (a me pare lampante) che la tesi piega non tanto l’oggettività del lavoro che fa, quanto la direzione che gli fa prendere. Però, come dicevamo, non è di quello che vogliamo parlare, perché, in fondo, che abbia ragione o torto, per ora nessuno dei due lo può dimostrare scientificamente… e infatti, uno degli argomenti che tratterò in questo piccolo percorso sarà proprio questo: “Ciò che non è dimostrabile, non esiste?” 😉

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      1. Se un albero cade in una foresta e nessuno lo sente, fa rumore? 🙂
        Quanti bei ricordi del tempo che fu. Il mio prof di filosofia dedicò un intero quadrimestre all’empirismo britannico. Più che Berkeley amava però Hume, in modo viscerale.

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      2. Ahi ahi ahi… Il più implacabile degli “smontatori” di Biglino è Giuseppe Cuscito — uno di quei… granitici accademici di cui sopra. Ha un sito web e un canale YouTube che si intitolano Cuscito ergo sum e, per levare di mezzo ogni possibile dubbio sul significato, nel suo avatar ha messo un ritratto di Cartesio. Alla faccia della modestia! Un tipo del genere avrà pure tutte le ragioni dalla sua, ma che pallone gonfiato!

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  2. Buondì Alessandro e tutti! Vedo che pur essendo venerdì (??!! ), siete tutti belli svegli e pronti.. Complimenti! Scherzi, a parte, non conosco questo autore Biglino, quindi non posso pronunciarmi, ma mi incuriosisce, a questo punto!!
    E magari, fra i tanti autori messi sul comodino, aggiungerò anche lui…
    Se non mi ammazza prima la malincoia.
    Mi piace comunque il percorso e idea del “ciò che non è dimostrabile, non esiste?! “.. Anzi, seguirò nel limite del possibile, i successivi sviluppi.
    W evoluzione.. Anche se da mezza scettica, ci credo poco.. Ma razionalmente.. Istintivamente o col “terzo occhio”, forse credo a tutto, anche ai folletti e ai trolls..

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    1. Di troll è pieno internet: come si fa a non crederci? 😀
      Scherzi a parte, di Biglino ho visto un po’ di video che GianniD ha postato sul suo blog (e così ci puoi leggere anche i commenti che ci siamo lasciati). E’ un argomento senz’altro affasciante e, se sei scettica, probabilmente lo apprezzerai ancor di più.

      Ma occhi aperti, terzo compreso! 😉

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      1. Io ho guardato il video per curiosità, perché certi tentativi di smontare la religione mi divertono moltissimo, e ho letto la vostra discussione, ma me ne sono tenuta fuori. Credo che tutti sul blog sappiano che sono credente, ma non ho mai cercato di convincere nessuno, perché la fede non si spiega e non si insegna, e tanto meno si prova. Se ci fossero delle prove, che fede sarebbe? Come Tommaso che voleva mettere le dita nelle piaghe di Gesù per credere che fosse Lui? Il bello della fede è proprio che non ha bisogno di prove, non le vuole e non le cerca. Se no, non è più fede, è archeologia o storia. E ti dirò di più: non ricordo chi, ma qualcuno ha detto che, per chi crede, nessuna prova è necessaria, e per chi non crede, nessuna prova è sufficiente. Perciò è tempo sprecato. Per tutti e due, ovviamente.
        Poi, come dici tu, se si vuole parlare per il gusto di fare due chiacchiere, si può anche fare, confrontarsi male non fa.

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      2. Ciao Raffa. Spero di non essere stato travisato nei miei tentativi dialettici.
        Ho cercato di “smontare Biglino” non tanto perché credo (e bada bene: passare da credente a credulone è un attimo) che lui abbia torto, ma perché prendere per buone le sue affermazioni e conclusioni necessitino di un atto di fede tanto quanto quelle che lui cerca di confutare. E io non sono disposto a credere in una società meramente materialistica e priva di trascendenza come ne uscirebbe l’intero “creato”.

        Però è indubbio che la verità non è ancora emersa del tutto, vuoi per motivi storico-sociali, vuoi per capacità, vuoi anche per politica e religione.

        Insomma: credere ciecamente è una cosa che non voglio fare, ma credere con gli occhi ben aperti e consapevolmente (il che non implica necessariamente prove empiriche – è un argomento, quello dell’indimostrabile, che affronterò) a qualcosa di sensibile, che siano essi sensi fisici o meno.

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      3. Apprezzo e comprendo il tuo punto di vista, che può essere condivisibile. Penso che nel campo della religione o della spiritualità, se preferisci, ognuno debba essere libero di pensare e fare quello che ritiene più giusto e di cui ha più bisogno.

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      4. Biglino racconta che sua madre gli diceva: penso che tu abbia ragione, però ogni tanto recito qualche preghiera. Lui le rispondeva: mamma, fai bene, se uno ha una fede, se la sente “giusta” e sente che lo aiuta a vivere meglio, è sacrosanto che se la tenga, che non si faccia influenzare da quello che dico.
        Considerato quello che ripete spesso, penso che Biglino non sia contrario alla religione di per sé, ma a come essa viene usata per controllare e prevaricare sulle coscienze, per acquisire e conservare potere politico ed economico.

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      5. Forse è per questo che dà tanto fastidio a certa parte politica, che fa di tutto per distruggerla, denigrarla e sottolinearne gli aspetti peggiori, che, peraltro, esistono.

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      6. Scusami, non capisco che cosa vuoi dire: la religione darebbe fastidio a una certa parte politica perché viene usata come strumento di controllo e per illeciti finanziari?

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      7. Io non lo so, perché non mi occupo e non mi intendo di politica, ma quello che vedo, quotidianamente, e nell’ultimo periodo sempre di più, è una diffamazione costante del cattolicesimo e dei suoi rappresentanti. I quali non ho nessuna intenzione di difendere, perché hanno le loro colpe. Ma mi dà fastidio che non ci sia una par condicio. Se vogliamo attaccare le religioni come oppio dei popoli, mi va bene, ma allora attacchiamo tutti. Vignette, film, pubblicità, articoli di giornale, per non parlare dei blog, si permettono di dire di tutto e di più contro la religione cattolica, arrivando senza esitazione alla bestemmia, mentre non vedo lo stesso nei confronti di altre fedi. Guai a parlar male di musulmani o altro, e quando ne ho chiesto ingenuamente il motivo, ad un tipo che ha disegnato vignette a dir poco blasfeme sul suo blog, mi ha risposto: “Che c’entrano i musulmani? Il potere ce l’ha il Vaticano!” Cito a memoria, ma il succo era quello. Attaccare una fede attaccando alcuni suoi rappresentanti che sono uomini, e come tali possono sbagliare, in modi a volte molto riprovevoli, è sbagliato secondo me, sempre. Non è meno ingiusto che confondere i musulmani credenti, con i terroristi. Ed è chiaro che questi attacchi alla religione cattolica vengono sempre da sinistra, queso lo dico senza timore di essere smentita. Non capirò molto di politica, ma fino a lì ci arrivo.

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      8. Sinceramente, anch’io ho una conoscenza solo superficiale dello stato attuale delle cose, quindi non saprei che cosa risponderti. Faccio fatica a immaginare una sinistra che attacca la religione cattolica, ma solo perché non vedo una sinistra, oggi, in Italia. Comunque, se lo dici tu ci credo 🙂

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      9. Dico sinistra per dire quella parte del potere politico che tenta di far passare cambiamenti obbrobriosi della cultura e della società, a cui ormai solo il cattolicesimo cerca ancora di opporsi. Ed è questo, credo, che gli dà fastidio. Si lamentano per l’ora di religione nelle scuole (che tra l’altro da anni ormai non è più solo insegnamento della religione cattolica, ma spazia tra le principali religioni più diffuse), e poi vorrebbero insegnare a bambini delle elementari che non esiste il maschio e la femmina, e a sostituire le desinenze maschili e femminili dei nomi con un asterisco. Ma sul serio?

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      10. Ma no, dai, non credo che la questione della discriminazione stia esattamente in questi termini. Anche a “sinistra” ci sono voci discordanti. Ne ha parlato, fra gli altri, Roberto Mercadini in questo video:

        Mi pare che dica cose abbastanza condivisibili. O no? 🙂

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      11. L’avevo già sentito, infatti è una persona molto intelligente e dice cose assolutamente condivisibili. Rimane, però, in minoranza, mi sembra di capire. E come dice lui stesso, essendo intelligente, questo tipo di discorsi gli attirano molte critiche. Il fatto degli asterischi, poi, ho notato, con mio grande rammarico, che si sta già diffondendo anche su alcuni blog, e spero che non diventi una moda come quella, diffusasi a macchia d’olio, di usare “piuttosto che” con valore disgiuntivo invece che avversativo. Non è per essere inutilmente pignola, ma gli asterischi come desinenza mi disturbano davvero la lettura e li trovo ridicoli. Parere personale, naturalmente. Grazie per il filmato.

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  3. Non ho seguito gli ultimi dialoghi, ma il tuo post me ne ha fatto venire in mente alcuni passati, ci sono passata anch’io e svariate volte. Ognuno di noi è diverso dagli altri, ha i propri pensieri e le proprie idee che meritano rispetto perché la verità in tasca non l’ha nessuno. Detto questo è bello confrontarsi quando si tratta di uno scambio di idee alla pari senza la pretesa di convincere nessuno, se invece poi chi dice come la pensa trattandoti, elegantemente, come un idiota perché la pensi in maniera diversa il confronto non ha più senso e un bel vaffa è la migliore conclusione 😉

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