Pas encore #5

leggi il brano precedente

Jean era riuscito a ottenere solo un serie di piccole di informazioni su Amelie: la prima era che lavora in una banca, o per meglio dire un istituto di credito, che vi si recava in metropolitana e che in stazione ci arrivava in bicicletta; l’altra era che non frequentava alcun uomo, o almeno, di sera, non lo portava a casa.
Purtroppo per lui, era venuto a sapere solo quello e, cosa ancor peggiore, non era più riuscito a vederla nuda, ma questo non lo aveva dissuaso a passare parecchie ore in osservazione: si era persino procurato una microcamera che puntava verso la finestra di Amelie e che trasmetteva le immagini via UMTS, e quindi poteva visionarle ogni sera scaricandole dall’account in cui venivano salvate. Certo, era sexy e desiderabile anche quando rifaceva il letto o spolverava la stanza, ma Jean era in cerca di qualcosa di più piccante.
A essere onesti, il sistema che aveva architettato presentava una notevole pecca: ingrandendo le immagini, queste risultavano sgranate e di scarsa qualità, ma nonostante questo, una cosa l’aveva intuita nel rivedere in maniera velocizzata le sequenze: un’auto della polizia passava in maniera regolare a determinati orari, che corrispondevano, in linea di massima, a quelli in cui la donna usciva per andare al lavoro o rientrava nel pomeriggio.
Jean si era perciò deciso a fare un tentativo e aveva chiesto mezza giornata di permesso per mettere in pratica la sua idea, riuscendo finalmente ad avvicinare Amelie: aveva fatto la spesa e atteso fuori dal supermercato, di fronte alla stazione di Gèze, fino a quando l’aveva scorta uscire; nel momento in cui si era chinata per togliere il lucchetto alla bici, Jean aveva attraversato e si era portato nei pressi della donna, reggendo nelle mani le buste della spesa e tenendo tra la spalla e l’orecchio un vecchio cellulare. Si trattava di un trucco già sperimentato ed era certo che avrebbe funzionato anche stavolta.
Quando Amelie si alzò, Jean finse di perdere l’equilibrio per l’urto, lasciando scivolare il telefono con cui stava simulando una telefonata: lo schermo, già in frantumi da prima, dopo l’impatto non dava certo alcun segno di vita e lui, appoggiata la spesa a terra, lo aveva recuperato, facendo cenno di no con la testa allo sguardo interrogativo della vittima del suo raggiro.
Il volto di Amelie era l’espressione del rammarico e pareva quasi che fosse sull’orlo delle lacrime per il dispiacere, ma Jean le disse di non preoccuparsi: tirò fuori dalla tasca posteriore dei jeans il proprio telefono e le raccontò che quello caduto era quello del lavoro e che in quel modo, forse, avrebbe passato una serata senza ricevere messaggi dalle chat dei colleghi o chiamate da qualche superiore, rassicurandola che, alla fin fine, forse gli aveva fatto persino un favore.
Si incamminarono fianco a fianco, lei portando la bicicletta a mano e continuando a scusarsi, lui rassicurandola che andava tutto bene e che, se proprio voleva riparare al torto, le sarebbe bastato offrirgli un buon caffè.
Arrivati in prossimità del viale interno del residence, Jean scorse l’auto della polizia allontanarsi in direzione opposta a quella da cui provenivano e sorrise tra sé, mentre Amelie si diceva stupita di quella coincidenza, per il fatto che erano dirimpettai, ma che non si erano mai incontrati prima di allora; gli disse anche che se avesse voluto, avrebbe potuto offrire quella sera stessa un caffè a Jean, che nel frattempo si era presentato come Dominic, dopo aver tergiversato qualche momento mentre erano davanti alla porta del condominio di Amelie, accettò. Concordarono per le ventuno e, prima di darle le spalle, le chiese di indicargli dove citofonare.
Jean Dominic rientrò tutto soddisfatto al proprio appartamento e, appena dentro, staccò la microcamera e la preparò sul tavolo, accanto al kit di utensili tascabile, poi si infilò in doccia, chiudendo gli occhi e riportando alla mente le immagini di quella volta in cui l’aveva vista nuda. E si deliziò da solo sotto lo scroscio dell’acqua.

continua…

56 commenti

      1. Certo: è sempre una bella impresa tenere in equilibrio il desiderio, la lucidità e l’istinto… 😀
        Purtroppo l’esperienza viene sempre dopo e quella degli altri ha sempre un peso molto relativo, specie nelle cose a cui teniamo di più.

        Piace a 1 persona

    1. “Propensione” e “per il francese” nella stessa frase? Eretica! 🤣

      In realtà è molto più semplice: in origine il titolo doveva essere “Les voyeurs” e ambientarlo in Francia mi è sembrato il modo ideale per esprimerlo… poi ho fatto alcune considerazioni e riflessioni e la cosa mi è sfuggita di mano! 😉

      "Mi piace"

      1. Ma no, non volevo dire che hai copiato, figurati. Dicevo solo che la bici a quanto pare può essere strumento di abbordaggio. Mi fosse capitato una volta…

        Piace a 2 people

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...