Pas encore #6

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Di ritorno nel proprio appartamento, Amelie era un fascio di nervi: perché l’aveva invitato? Non che si vergognasse della propria casa, ma aveva poco tempo per rimettere un po’ d’ordine, farsi una doccia e mangiare un boccone.
Mentre era in doccia ripensò a Dominic: certo, era un bell’uomo, anche se non poteva dire che fosse il suo tipo e, forse, era anche un po’ più maturo della gente che frequentava di solito, però aveva un certo fascino, era schietto e diretto nei modi e i suoi occhi color nocciola l’avevano fatta sussultare. E comunque quella cortesia era il minimo, dopo quel che aveva combinato, anche se era certa che avesse anche lui le sue responsabilità nella situazione; ormai era tardi per tornare indietro e comunque non c’era bisogno di fare chissà che cosa, si trattava solo di un caffè con un vicino di casa.
Uscì coperta dall’asciugamano e si diresse in camera da letto, rovistando nel cassetto della biancheria in cerca di un completino: quanto tempo era che non lo faceva più? Si infilò un paio di mutandine e reggiseno abbinati, di color rosa pastello e si sentì subito più bella, come non le succedeva da parecchi mesi. Sorrise al proprio riflesso.
Poi indossò un paio di pantaloni di lino chiaro che le lasciavano scoperta la caviglia, ma le nascondevano il ventre piatto fino all’ombelico; sopra, invece, mise un top di cotone monospalla, bianco. Si riguardò allo specchio, girando su se stessa: nonostante l’intimo si intuisse sotto il tessuto, annuì soddisfatta e si avviò per prepararsi qualcosa da mangiare, anche se già sapeva che sarebbe finita per farsi la solita insalatona con verdure, tonno in scatola e formaggio.
Man mano che trascorrevano i minuti l’ansia cresceva e le si era persino chiuso lo stomaco, così prese la pellicola trasparente e infilò nel frigo la zuppierina con la cena, che a stento aveva toccato, già pronta per l’indomani; andò in bagno, si sistemò un po’ i capelli e si passò un filo di trucco; rifece il giro della casa per vedere se era tutto in ordine e alla fine si mise a sedere sul divano davanti alla tivù, col notiziario che parlava delle imminenti elezioni amministrative, ma lanciando ogni pochi secondi lo sguardo all’orologio appeso poco più in alto dello schermo.
Alle ventuno esatte il citofono suonò: lei si precipitò a rispondere, sorrise e schiacciò il pulsante apriporta; accostò l’uscio e, nell’attesa, passò la mano sul cuscino del divano per eliminare una sgualcitura.
Dominic salì con in mano un sacchetto di dolcetti assortiti e, appena lo fece accomodare nel soggiorno, glielo porse; lei lo appoggiò sul tavolo, dove due bicchieri di vetro erano disposti sopra altrettanti piattini e gli fece segno di accomodarsi mentre si occupava di scaldare l’acqua per la caffettiera francese, ed elargitogli un ulteriore sorrisetto, Amelie si infilò nella piccola cucina.

continua…

91 commenti

      1. Roar!! Ah no, quelle sono le tigri 🙄🤣
        Comunque conta sempre il colore della base, oltre alle bestiole decorative 🤪
        Ma più che altro, dipende dalle intenzioni della fanciulla…se c’è dell’ironia e non volersi prendere troppo sul serio. Ma non mi pare questo il caso😏🤭🤔
        Succederà come la scena di Highlander?!?🙄🤔🤔

        Piace a 1 persona

      1. “A volte ritornano” (cit.)😜
        Grazie carissima 🥰🥰🥰
        Anche se è ancora un “mezzo” ritorno…ma in futuro, chissà 🤔🙄😉

        Piace a 2 people

    1. ANNOTAZIONE: “Il rosa pastello scuscita interesse” 😀

      Grazie per il conforto, magari se un giorno pubblicherò, cambierò tonalità! 😛

      Tra i due c’è sicuramente qualcosa nell’aria, ma non saprei ben definirlo! 😉

      "Mi piace"

  1. Posso fare un solo appunto, che non c’entra con la scrittura? Rosa pastello è un colore da adolescente, l’ultima volta che l’ho usato dovevo avere 15 anni… Per il resto mi piace molto il tuo modo di descrivere i personaggi e l’ambiente. E sono curiosissima…

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