Pas encore #8

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La serata era stata piacevole in compagnia di Amelie, anche se la giovane si era limitata a parlare di facezie e cose di poco conto, respingendo ogni tentativo di Jean di indirizzare la conversazione su argomenti più personali; bisognava ammettere, però, che il caffè che aveva preparato era davvero molto buono ed era stato quasi uno spreco doversene rovesciare un po’ sui pantaloni, in modo da avere la scusa di andare in bagno a fare quel che aveva in mente.
Lei gli aveva indicato la porta, scusandosi in anticipo per il disordine, ma lui aveva fatto spallucce e si era chiuso dentro: non gli era servito molto tempo per trovare il punto ideale dove posizionar la microcamera che aveva in tasca, visto che Amelie aveva tante belle qualità, ma di certo fare le pulizie non era una di quelle, come constatò dalla quantità di polvere che c’era sul mobiletto accanto allo specchio del lavandino. Infilò l’oggetto nello spazio tra il legno e il muro, fissandola, per maggior sicurezza, con un pezzetto di nastro biadesivo. Durante l’operazione, aveva aperto l’acqua e aveva strofinato un po’ la macchia sui jeans, mentre con la mano libera si destreggiava con l’app e verificava che l’immagine restituita fosse nella giusta angolazione e che la notifica dell’attivazione tramite il rilevamento di movimento funzionasse correttamente. Richiuse l’acqua, si tamponò con un asciugamano e tornò in soggiorno, più rilassato e soddisfatto per il lavoretto portato a termine.
Aveva persino preso ad assecondare Amelie nella conversazione finché era giunto il momento di salutarla e tornare a casa: Jean sapeva di non esserle indifferente e quindi aveva buttato lì un accenno al fatto che gli sarebbe piaciuto rivederla, sempre che lei non avesse nulla in contrario. E aveva ribadito che un caffè così buono non lo beveva da un pezzo: ogni volta che le faceva un complimento, aveva notato, anche sotto l’abbronzatura del viso, che arrossiva e, per celare l’imbarazzo, si era alzata e si era messa a sparecchiare, tornando in cucina; quel gesto gli aveva dato modo di dare un’altra sbirciatina al suo fondoschiena, visto che dai pantaloni di lino chiaro si intravedevano le mutandine che portava, di una tonalità appena più scura.
Prima di lasciare la casa della donna, le lasciò il suo numero, così, qualora avesse voluto, poteva contattarlo.
Si scusò in anticipo, dicendo che non era tipo da avere sempre il telefono tra le mani e per quel motivo poteva essere che non rispondesse subito. Soprattutto perché era un numero secondario che utilizzava solo in determinate circostanze, ma questo aveva omesso di riferirglielo.
Tornato al proprio appartamento, ricevette subito una notifica: Amelie era andata in bagno, ma si era limitata a darsi una rinfrescata al visto, lavarsi i denti e struccarsi, prima di passarsi una crema idratante presa proprio dall’armadietto sui cui aveva fissato la microcamera.
Jean era andato sul balcone, sperando di vederla spogliarsi in camera sua, ma la tapparella era abbassata: una scrollata di spalle e si diresse verso il proprio, di bagni, si sfilò i jeans e li buttò nella cesta della roba da lavare, ma in quel momento arrivò un’ulteriore notifica, quella che tanto attendeva: sullo schermo si vedeva la donna seduta sulla tazza della toelette, con i pantaloni abbassati e l’espressione pensierosa, intenta a far scorrere il pollice sullo schermo del suo smartphone; la mano dell’uomo, invece, scivolò nei boxer, ma la scena non gli stava fornendo gli stimoli che aveva sperato. E nemmeno quando si alzò, troppo in fretta, riuscì ad avere un’immagine nitida della sua intimità. Così risolse in altra maniera: chiuse gli occhi e lasciò che la fantasia colmasse quanto non era riuscito ad ottenere con la vista.

continua…

72 commenti

  1. mi sa che questa narrazione doveva avere un altro titolo, “le perversioni del vicino” 🤣🤣 qua si scivola nell’erotico che è una favola. La prossima narrazione se continuiamo di questo passo sarà un film porno 😁🤣🤣 Comunque io leggo sempre volentieri 👍😁

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    1. ahahahaha

      No, no: cerco sempre di tenermi entro limiti dell’erotismo e senza scadere in volgarità gratuite, che di solito non danno niente alla storia e non inquadrano i personaggi.

      Però il confine è sempre labile e a volte lo scivolone capita, ma spero di cadere in piedi! 😉

      Grazie Max! 🙂

      Piace a 1 persona

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