Il grillo sparlante #3

Umanità e Bestialità

L’umanità, spero di non dire nulla di nuovo, fa parte del regno animale.
Bestia, anche qui spero di non dire nulla di nuovo, è un sinonimo di animale, spesso nell’accezione di crudeltà, ferocia (da ferus: fiero, crudele, da cui deriva anche fiera, femminile di ferus, animale selvatico) o addirittura stupidità.
Quante volte hai sentito dire: gli animali sono migliori di noi (umani)? A bizzeffe, immagino: a me capita quasi quotidianamente, ma altrettanto ovviamente non ci si rende conto che si sta dicendo un non-sense: può qualcosa essere peggiore di qualcosa che è? E bada bene: sto dicendo essere, non fare.
Ora, io mi chiedo: questo buonismo che ha invaso le menti perverse (nel senso di sconvolte, da chissà quale idea – perché le idee sconvolgono, anche qui penso di non dire nulla di nuovo), perché si palesa solo davanti alle azioni negative di qualcuno e non viene mai controbilanciato da quelle situazioni che invece elevano l’uomo al di sopra della altre specie?
Non credo che nessuno si scandalizzi di fronte all’immagine di un leone (una fiera, per l’appunto) che sbrana un’antilope. “Lo fa per sfamarsi”, dirai tu, certo. E tu che ne sai di che fame sta dietro certi comportamenti?
“Sicuramente c’è qualcosa che non torna”, ragionerai tu, perché ti rifai alla media delle altre persone, che non si comportano in quel determinato modo (uno (1), è altrettanto risaputo, conta sempre più di tanti, quando fa comodo), ma se è così, i casi sono due: problematica, educazione (che poi, a voler vedere, sono spesso strettamente correlate).
Se una persona ha un problema (o è addirittura malata, a livello psichico, intendo), c’è poco da fare: o si cura, o si accetta che sia diversa.
Se una persona è maleducata (o ineducata, il che la renderebbe più ferina e forse sarebbe pure meglio), il merito (eufemismo per non dire colpa, ndr) è della società che l’ha resa tale, a partire dalla famiglia, scuola fino a salire; quindi, seppur marginalmente, anche di ognuno di noi.
Ai giovani leoni insegnano a cacciare e il loro patrimonio genetico fa il resto.
Ai giovani umani si insegnano tante cose, a volte persino inutili, ma non a essere intelligenti, a pensare con la propria testa o a fare scelte. Soprattutto non si insegna a far fatica.
Gli animali nati in cattività, che poi vengono reinseriti nei propri habitat, devono essere rieducati a procacciarsi il cibo, altrimenti non sono in grado di sopravvivere.
Con questo cosa voglio dire? Semplice: che se ci sono idee che continuano a girare ininterrottamente e sono errate, finiscono per diventare verità e uscire da una verità rivelata, soprattutto se poggia su basi errate, ma consolidate, è quanto di più ostico ci sia al mondo.
Quindi cos’è che ci distingue dagli animali? Le capacità intellettive, ma solo se siamo in grado di utilizzarle.


In copertina: Cricket Racer by Markelli (fonte: DeviantArt)

69 commenti

      1. Bisogna vedere quando la scelta è possibile sulla carta e possibile nella realtà: ci sono molte situazioni in cui ci sembra di poter scegliere, ma alla fin fine siamo talmente soggiogati dalle strutte mentali che ci siamo costruiti che in realtà la scelta, che in teoria è possibile, ci risulta impossibile nei fatti. O almeno è la sensazione che ho alle volte.

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      2. Il vero problema è che a volte ci sono e non ce ne rendiamo conto: persino il pensiero è piegato da qualcosa che non riesce a percepire distintamente e quindi elabora la realtà in modo da farci credere che la scelta è nostra.

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  1. buongiorno Alessandro! già di prima mattina tutto questo ragionare!!! molto interessante..noi umani abbiamo il nostro corredo genetico, la nostra intelligenza, i condizionamenti sociali e spesso facciamo scelte sbagliate e le ripetiamo pure e chissà perchè ( ho letto un bell’articolo su questo sulla Domenica del sole 24 ore)..ora lo ripiglio perchè non l’avevo finito…Comunque io sto con la mia cagnina, l’osservo e c’intendiamo molto bene e credo che provare feeling o empatia sia una buona cosa..è uno dei tipi di intelligenza che non basta nella vita….

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  2. evoluzione, per me si tratta di pura e semplice evoluzione e adattamento. Noi (esseri senziente della specie a 2 zampe) ci siamo evoluti e adattati diversamente. Le facoltà intellettive e motive e altro sono nate e si sono sviluppate piano piano con la posizione eretta e il pollice opponibile (in dotazione anche alle scimmie cmq). cosa ci rende diversi? il cervello e il lingiuaggio che si sono sviluppati evoluti e adattati diversamente. con tutto ciò che ne comporta sia a livello sensoriale che intellettuale. una cosa è certa: l’animale è semplice, se ha fame mangia, se ha sonno dorme, se ha paura ti attacca, se incazzato ferisce, se è tranquillo si fa i cazzi suoi. noi no!

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    1. Evoluzione… verso dove?
      E poi il linguaggio non è prerogativa degli esseri umani, anzi: tutti gli animani hanno un linguaggio di versi, gesti, colori etc…
      Prima si parlava di scelte, ma siamo certi che le scelte sono di nostra volontà e non di quello che crediamo esserla? 😉

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      1. nell’evoluzione non c’è un verso, dal latino ex volvere, rotolare, svolgere fuori. Quindi siamo diventati quello che avevamo in potenza?
        Il linguaggio. negli animali ci sono forme di cominicazione fonetiche e iconiche, noi usiamo per lo più le parole – assemblaggio di suoni – un costrutto più articolato – (forse sarebbe stato meglio il contrario ma è così). La scelta. è dura se la affrontiamo da un pusto di vista teoretico-gneseologico. Dovremmo mettere sulla brace razionalità emotività e destino (dal greco istemi sto che guarda un po’ significa io sto, del tipo sto fermo tanto accadrà cmq). Poi se ci infiliamo anche il libero arbitrio … diventa solo un problema ulteriore di enorme portata.

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      2. Beh, se c’è da creare problemi, io sono un campioncino, non lo sapevi? 😉

        Però il mio intento, con questi pensieri, queste riflessioni, è non tanto dire verità (che non posseggo e forse non ho nemmeno ben cercato), ma dare uno spunto per pensare e meditare insieme a banalità che magari tali non sono! 😉

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  3. Peccato mi si perso il commento.. Comunque spezzo una lancia a favore degli animali che spesso non sono tali o meglio lo sono morfologicamente e strutturalmente, ma hanno spesso sensibilità ei intelligenza uguale o superiore a certi umani.
    Concordo sul fatto che si parla spesso per abitudine e a vanvera. E le parole diventano verità anche se non lo sono.
    Ma mi fanno paura certi umani di oggi che sembrano poco umani e molto asserviti per non dire zombi che vagano senza pensare seguendo Dio Internet, Dio Immagine, Dio Denaro.. ecc..

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    1. Sono ancora umani? Una bella considerazione e una domanda a cui è meglio cercare una risposta (che io presumo essere no, in alcuni casi), ma che non è frutto della singola scelta, ma anche del contesto in cui queste persone sono inserite e dal percorso che han fatto.

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      1. Ma guarda, io mi sto accorgendo di quante cose ho fatto (compresa appunto la scelta della strada da intraprendere) solo perchè era quello che ci si aspettava da me… Bisognerebbe puntare su queste cose fin dal primo giorno di scuola

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      2. Infatti uno dei più importanti “attori” da cui dipende la crescita e la maturazione dell’individuo è proprio la scuola: se loro facessero di più per insegnare a scegliere e pensare, invece che riempire di informazioni, forse sarebbe un paese (e un mondo?) migliore! 🙂

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      3. Eh sì infatti nelle parti del mondo in cui questo si fa, o almeno ci si prova, sicuramente le cose funzionano meglio. Anche in Italia sono sicuro che ci sono insegnanti che provano a trasmettere messaggi su questi temi. Devo dire che gli insegnanti di cui ho un migliore ricordo sono appunto quelli che mi hanno trasmesso qualcosa oltre le informazioni

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  4. Credo che si possa riassumere il tutto in una grande differenza alla cui base si fonda appunto il modo di dire “gli animali sono meglio delle persone”.. loro non provano invidia. Non architettano situazioni per distruggere i propri simili, se uccidono è per necessità o per istinto (cosa che abbiamo dalla nascita anche noi uomini motivo per il quale, in teoria, veniamo educati). Ciò che “salva” gli animali è che non hanno una mente ( intesa come EGO) da dover gestire e che non controllata da danni enormi 🥰 mia opinione personale ovviamente!! ✨ grazie per lo spunto di riflessione

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    1. Gli animali provano invidia, gelosia e tutte le altre (o quasi tutte le altre) emozioni come gli umani. Prova, quando sei col tuo cane a fare le coccole a un altro esemplare e poi mi dirai se non gli girano (sempre che tu non l’abbia fatto castrare! 🤣).
      Magari ci facciamo meno caso, perché per noi umani è qualcosa di marginale, ma non sono affatto privi di queste emozioni.

      Detto ciò, sull’EGO non mi esprimo (anche se mi verrebbe da dire che ci siano animali che ne hanno parecchio), però è chiaro che tutto ciò, in loro, non è mediato da una mente razionale, il che può essere peggio o meglio (dipende dalla situazione).

      Comunque l’intento base era proprio riflettere su cose che a volte diamo per scontate, ma che possono invece essere ben più profonde. 🙂

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      1. In effetti il mio gatto ogni tanto si aggira per casa prendendo gli altri a zampate quando sono vicino a noi… forse più che istinto si tratta di indole… la gelosia quindi confermo esista anche negli animali.. ma l’invida dubito!! Approfondirò però perché in effetti è un argomento interessante! 🙏🏻✨✨

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    1. Ottima osservazione, Massimo: non è cosa da poco… E forse quello ci distingue anche dalle macchine e se non erro, ma è più che probabile, anche nel test di turing (o in qualche successivo sviluppo) si parla di ironia/umorismo/ridere per discernere un umano da un’IA.

      Mentre il pianto è in comune e il coccodrillo è l’ipocrita per antonomasia! 😀

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