Pas encore #10

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Erano passati quattro giorni da quando Pascal era stato la prima volta sotto casa di Amelie e tanto era servito ad Alain, il suo amico dell’anagrafe municipale, per fornirgli il nome dell’inquilino del residence che voleva scoprire: Jean Dominic de Lassalveaut. E la fotografia che gli aveva mandato in allegato confermava che si trattava proprio della stessa persona.
Quella mattina era andato alla stazione di polizia una mezzora prima dell’orario d’inizio, quando i colleghi del turno di notte erano troppo stanchi per badare a quel stava facendo, così aveva inserito nel terminale i dati e gli era uscita la scheda con le informazioni e il casellario giudiziario completo: quarantotto anni, divorziato due volte, senza figli e un paio di denunce per violenza domestica negli anni tra il 2003 e il 2005, che avevano portato al primo divorzio; al processo era stato assolto per insufficienza di prove; in compenso, qualche anno dopo, erano state emesse delle misure cautelari in seguito a una denuncia per stalking, condanna confermata in giudizio e che lo costringeva a tenersi ad almeno duecento metri dalla seconda ex moglie, che nel frattempo, comunque, si era trasferita a Bordeaux con il nuovo marito, come scoprì il brigadiere capo dopo una rapida ricerca anagrafica.
Quasi gli spiacque non poterlo arrestare per la violazione dell’ordinanza restrittiva, ma avrebbe comunque trovato il modo di sbarazzarsi di lui, visto che aveva messo gli occhi su Amelie. Quella che ormai considerava la sua Amelie. E la situazione gli dava parecchio sui nervi, anche perché, da quel che aveva potuto vedere durante un altro appostamento serale non autorizzato di due sere prima, i due avevano preso a frequentarsi.
Pascal passò tutta la mattinata in ufficio, a verbalizzare denunce e sistemare una parte dell’archivio informatico, ma la sua testa continuava a tornare alla donna che ormai faceva capolino in ogni suo pensiero. Aveva anche rispolverato l’idea di farle visita con l’intento di portarle una borsetta prelevata dal deposito reperti, ma per il momento aveva di nuovo accantonato il proposito, perché se incrociarla con una certa regolarità quand’era in servizio era già un fatto inconsueto, passare anche quel limite l’avrebbe portato su una strada che non aveva ritorno.
Doveva prendere tempo. E doveva fare in modo che Jean Dominic de Lassalveaut si levasse dai piedi.

continua…

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