Pas encore #11

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La vita di Jean aveva preso una piega inaspettata e la situazione con Amelie si stava evolvendo: si erano rivisti e c’era stato persino un contatto, quasi fortuito, tra le loro labbra nel salutarsi e darsi la buonanotte, ma la cosa per lui ancor più importante era le immagini che riceveva dalla microcamera erano davvero soddisfacenti, anche se gli sarebbe piaciuto vederla fare qualcosa di più eccitante nel di bagno, oltre a farsi la doccia e usare la tazza.
Gli era venuta la smania di raddoppiare le visuali all’interno della casa, ma prima avrebbe dovuto procurarsi altra strumentazione e, a differenza del bagno, andare da solo nella camera da letto della donna senza destare sospetti sarebbe stato più complicato.
Di contro, Amelie aveva iniziato a fare domande a cui Jean non aveva molta voglia di rispondere, ma se si fosse mostrato troppo reticente, avrebbe rischiato di perdere la confidenza che si era instaurata e questo era l’ultima cosa che voleva. Non prima di avere una visuale più ampia, perlomeno. E l’autonomia delle microcamere non era illimitata, perciò serviva prudenza e accondiscendenza. E qualcuna delle storie già collaudate in passato su di sé per tenerla buona: non sarebbe mai andata a ficcanasare per vedere se era stato sincero, non Amelie.
Jean era certo di non essere innamorato di lei, ma era comunque attratto e guardare gli piaceva ancor di più che essere partecipe, perché dal punto di vista sessuale le donne erano sempre state una delusione, quando ci aveva avuto a che fare direttamente, mentre nella sua testa le difficoltà svanivano e l’eccitazione era sempre molto maggiore di quella che aveva provato con il contatto fisico. Ma ora c’era un nuovo livello inesplorato: poterla vedere apertamente e, al contempo, spiarla di nascosto lo faceva eccitare come mai prima di allora.
Inoltre, era qualche giorno che quel ficcanaso di poliziotto non si faceva più vedere nei paraggi e questo lo tranquillizzava parecchio, perché aveva sempre diffidato degli uomini in divisa, ancor prima della fastidiosa trafila accaduta quando la prima ex moglie l’aveva denunciato.
Un giorno, mentre era al lavoro, si era persino trovato a immaginare Amelie che faceva sesso con quello sbirro e la cosa gli aveva reso la giornata davvero impegnativa, tanto che aveva dovuto assentarsi qualche minuto per scappare in bagno a masturbarsi sotto l’effetto eccitante di quel pensiero: l’aveva immaginava che se lo portava, nel suo letto e che lui li guardava mentre loro facevano sesso, ignari. Anzi, consapevoli della sua presenza. E tutto ciò gli faceva scorrere un brivido di piacere lungo la schiena.
Il nome di quel brigadiere capo, tra l’altro, era persino emerso in una delle loro conversazioni che aveva avuto con la donna, ma non riusciva proprio a ricordare né come si chiamasse, né il motivo per cui era saltato fuori: forse per via di una denuncia? Chissà, forse doveva fare lui il primo passo per spingerla verso di lui, in modo da restare nell’ombra, la posizione che prediligeva e che gli permetteva di vedere meglio.
Accese il portatile, andò sul sito in cui si riforniva del materiale elettronico e selezionò il modello nuovo, che forniva immagini più definite anche al buio e una maggior autonomia; inserì il numero della carta di credito, digitò l’indirizzo di spedizione e premette INVIO: ora non gli restava che aspettare la consegna, andare a casa di Amelie e riuscire piazzare quella nuova microcamera.
Dalla tasca posteriore dei jeans tirò fuori una bustina con della polvere bianca, ketamina, una di quelle sostanze che i notiziari chiamavano “la droga dello stupro”: l’avrebbe messa nel bicchiere della donna e avrebbe avuto campo libero per lavorare. E nessuno lo avrebbe nemmeno potuto accusare di stupro, perché non era certo quello il suo intento.

continua…

72 commenti

  1. Mah. Ficcanasare… sul passato? Se non si ha già un contatto in comune non è semplice, inoltre, a seconda delle “fonti”, l’obiettività è decisamente opinabile.
    Deve essere uno che predilige il “guardare” in situazioni complicate 🤣

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  2. Qui si mette male per Amelie: vuole drogarla per poter mettere tutti i suoi marchingegni nella camera da letto. Qualcuno avverta il brigadiere! Un momento: e se vedendo la situazione, invece di denunciarlo finisse con l’”entrare in società” con Jean… eh, sì: metterebbero su una società di voyeurismi mica male, 😉.

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      1. Non dimenticare il pezzo in cui Amelie, dopo aver scoperto di essere spiata, si vendica e inizia a diffondere su Internet le immagini dei due quando vanno a dormire con il loro orsacchiotto di peluches… che colpo basso per il loro marchiamo, 🤣

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      2. Chissà che tipo di vendetta potrebbe essere, 🤔… magari obbligarla ad andare allo stadio alla domenica pomeriggio per vendicare tutti quegli uomini che il sabato pomeriggio sono costretti ad accompagnare le proprie compagne a fare la spesa, 😁

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      1. già gli vuole mettere la droga dello stupro nel bicchiere, e quella di certo bene non fa…..e poi è chiaro che non gliene frega niente di lei fisicamente o per amore, si eccita solo a vederla nuda….ma io dico, con tutti i porno che ci sono ma perché deve rompere le scatole a lei?
        Quando uno ragiona come lui, se qualcuno in qualche modo prova ad ostacolare la sua perversione diventa pericoloso perché è solo quello il suo scopo.

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      2. Infatti: non è che voglio stupire a tutti i costi, anche perché non c’è niente di stupefacente, ma solo indirizzare… e comunque non è che possa dire che è un santo, se invece è un demonio! 😉

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  3. addirittura la droga dello stupro, questo personaggio diventa sempre più pericoloso! Certo la narrazione è avvincente, in fondo anche certi film che passano alla tv non sono certo educativi in tal senso, ed io questo lo vedo come un film …👍

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    1. Io mi auguro che quel che si legga non venga preso come punto da imitare, ma come spunto per riflettere, anche perché altrimenti gli scritti sarebbero tutti uguali e assolutamente fuori dalla realtà. 🙂

      Sì, quando scrivo visualizzo le scene come se fossero spezzoni di un lungometraggio, sperando di essere un discreto regista! 🙂

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      1. a quello mi riferivo, alle versioni cinematografiche che vedo mentre leggo i tuoi post. Riguardo l’imitare, ci sarebbe da discutere anche sui film che passano alla tv, stessa cosa, qualche sera fa su una piattaforma avevo visto un film, non ricordo il titolo, dove si sparava dall’inizio alla fine. Il protagonista avrà ammazzato 100 persone, della serie “alla faccia dell’educazione” 🙄

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