Pas encore #14

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Jean era stato preso dal panico all’improvviso crollo fisico di Amelie quando aveva bevuto il caffè che lui aveva drogato, ma si era tranquillizzato sentendo il respiro e il battito regolarizzarsi: per prima cosa si occupò della microcamera nella stanza della donna, che sistemò sopra la specchiera, così che potesse vedere buona parte del letto e non ci fosse il rischio di individuarla facilmente; poi si occupò della giovane, che aveva la testa appoggiata al tavolo del soggiorno e le braccia ciondoloni.
La sollevò facilmente, la portò in camera e la distese sul copriletto; poi, con un’eccitazione via via crescente, la spogliò fino a lasciarle addosso solo le mutandine nere: era una situazione nuova anche per lui e dovette respirare profondamente per non concludere troppo in fretta quel momento; con le dita sfiorò la pelle di Amelie, delicato come se stesse accarezzando la corolla di un fiore e, al culmine del desiderio, sollevò l’elastico degli slip per sbirciare il pube. Chiuse gli occhi e si afferrò saldamente il membro.
Quand’ebbe finito, andò in bagno a ripulirsi la mano, ma poi tornò da Amelie, le mise addosso la maglietta che usava per dormire e, sfilati da sotto il suo corpo lenzuolo e copriletto, glieli adagiò sopra.
La baciò anche sulla fronte, prima di uscire dalla stanza.
Ripulì il tavolo del soggiorno, sciacquando le tazze e la caffettiera nell’acquaio, così da eliminare eventuali residui di ketamina e, per ultimo, prese il calco delle chiavi della sua porta in un pezzo di plastilina. A quel punto lasciò l’appartamento di Amelie, richiudendosi la porta alle spalle, in modo da far sembrare fosse stata chiusa dall’interno.
Jean era soddisfatto del lavoro fatto ed era altrettanto certo che lei non si sarebbe mai accorta di nulla, ma il problema aveva comunque fatto capolino nella sua mente: se avesse scoperto qualcosa, cosa sarebbe successo?
Se si fossero persi di vista, non sarebbe stato facile né ricaricare, né di rimuovere le microcamere. Usare una seconda volta la droga, facendola cadere ancora in uno stato di sonno, l’avrebbe insospettita e messa sul chi vive, perciò era da escludere, ma anche usare la chiave che si sarebbe fatto fare l’indomani era altrettanto rischioso, perché un vicino impiccione o un qualsiasi contrattempo avrebbe potuto farlo scoprire e mettere nei guai. Doveva solo essere prudente e paziente. E sperare che lei non si accorgesse di nulla.
Scacciò quei pensieri dalla mente e, telefono alla mano, si riguardò la scena che aveva vissuto poco prima, ottenendo un nuovo brivido di piacere che cresceva all’aumentare dell’erezione.

continua…

74 commenti

  1. Buon giorno. Nell’11ª puntata avevi scritto che nessuno l’avrebbe potuto accusare di stupro, però questa è violenza sessuale aggravata. Non so come venga considerata dal codice penale francese, ma penso che non sia molto diverso dal nostro.

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    1. Quel che ho scritto è il pensiero di un personaggio che, come spero si evinca, non è esattamente lucido nel capire quello che fa e che prova.
      Lui ha in mente l’atto completo, quello che non ha compiuto; che poi la cosa sia ugualmente grave, ne sono ben consapebole.

      Ad ogni modo, se non verrà scoperto, è come se non fosse mai accaduto, per lui! 😉

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      1. Ne parlavo tempo fa con un amico che lavora come segretario al Tribunale di Milano e ha dovuto trascrivere migliaia di atti di processi di ogni genere, perizie psichiatriche comprese. Secondo quanto mi ha raccontato, riferendosi ad atti di violenza non necessariamente legati alla sfera sessuale, soggetti di quel tipo conoscono nei particolari gli articoli delle leggi che infrangono e la consapevolezza costituisce per loro uno stimolo ulteriore. Poi ci saranno anche casi come quello che racconti tu, non è che me ne intenda molto.

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      2. Sì, spesso i migliori conoscitori della legge sono proprio i malviventi, perché sanno che muoventosi entro certi limiti, hanno qualche “garanzia” in più.

        In realtà avevo anche cercato di capire come funziona la giustizia in Francia, ma c’è una serie di differenziazioni tra tipi di reati e competenze, che ho preferito lasciar perdere per non scrivere cose senza senso.

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  2. Amelie è cascata (letteralmente) nella trappola architettata da quell’erotomane di Jean, 🤦‍♀️. E mentre lei era tranquilla e beata nel mondo dei sogni lui si dava al “fai da te”… Amelie la prima cosa che deve fare appena si sveglia è cambiare la serratura di casa, 😉.

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  3. una situazione fra suspense e vite paradossali, certo che quelle mosse non sono certo una passeggiata, e se scoperto avrebbe rischiato molto, per aver ottenuto poco in confronto alla situazione creata. Vedremo come proseguirà questa storia….👍

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  4. Le ha pure messo il pigiama!!! Che tenerezza….. 😒
    Ahhahaha un uomo speranzoso che mi fa troppo ridere… questa da vestita per un appuntamento, si risveglia nel suo letto in pigiama non ricordando nulla!!!! Il prossimo episodio sento che sarà una bomba!!! ✨✨✨

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