Hattaia Hope #3

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Hattaia tornò a vivere a Dratas quando aveva quindic’anni, e fu scortata da Filderon, che si era finalmente deciso ad arruolarsi nella Brigata: i due, ormai, non erano più solo amici, ma avevano sempre cercato di tener segreto l’amore che era nato tra loro, soprattutto a Lahigal Hope, che avrebbe disapprovato un simile fatto, poiché aveva in mente un matrimonio con Johannus De’ Savoldis, a cui Hattaia era molto affezionata fin da bambina.
La vita a palazzo, però, tra la nobiltà, la politica e gli affari della famiglia Hope, non riuscì mai a conquistare il cuore di Hattaia, così, un anno dopo il ritorno a casa, quando era divenuta una donna anche per la legge, comunicò a suo padre l’intenzione di entrare nella Brigata della Speranza: questi, da principio si mise a ridere, credendola una delle sue solite burle, ma alla vista della serietà e della determinazione della figlia, la mise alla prova con uno dei soldati che insegnavano a suo fratello Matran i rudimenti della scherma “Se vuoi il mio permesso, prima mi dovrai dimostrare cosa sei in grado di fare.” Ebbene, la giovane Hattaia riuscì ad avere la meglio sul suo avversario, che l’aveva ampiamente sottovalutata e che quindi non si era aspettato una così capace schermitrice.

Hattaia si arruolò, concluse l’addestramento e iniziò la sua carriera nella cavalleria: sul mantello rosso che portava, era solita appuntare la spilletta col tribulus e quando non era impegnata in missioni o esercitazioni parlava agli altri commilitoni delle storie degli dei dell’Oltremondo, così come le era stato raccontato dal chierico di Niyahla.
A soli vent’anni, già tenente, Hattaia Hope stava guidando una spedizione sui Queqinavera, dalle parti di Trarcis, ma il suo plotone cadde in un’imboscata: Hattaia lottò come una furia e riuscì a salvare molti dei suoi uomini e porta tutt’ora i segni della battaglia sul volto. In quello scontro, purtroppo, il sergente Filderon morì: si era preso al posto del suo comandante un colpo che l’avrebbe di certo disarcionata e uccisa. Il tenente Hope riportò personalmente il corpo del giovane ai suoi genitori, col viso ancora insanguinato e sfregiato per le ferite, ma si inginocchiò e chiese perdono per non essere stata in grado di proteggerlo come avrebbe voluto.
“Sappiamo che lui sarebbe felice di averti salvato la vita” le disse la madre con le lacrime agli occhi “perché lui teneva più a te che a se stesso. E poi” aggiunse dopo averla fatta rialzare e abbracciata come mai aveva fatto in precedenza “se dobbiamo credere a quel che dice mio padre, tu hai un compito più importante: fai in modo che la vita di mio figlio non sia stata inutile.”
A ventun’anni Hattaia Hope era già stata promossa capitano e aveva salvato molti villaggi dalle incursioni dei pelleverde e la sua fama in tutta la valle di Dratas era più diffusa di chiunque altro nella Brigata: in una di queste incursioni riuscì a persino a portare dalla parte della Brigata due gemelli mezzorchi, che a quanto ne so, ora sono i sergenti istruttori delle reclute nella caserma di Dratas.
Non si contano più i successi che ha ottenuto sul campo e gli orchi a cui ha spiccato la testa con le cariche della sua cavalleria; ufficiali di maggiore esperienza e più alti in grado si affidavano ai suoi consigli e la chiamavano per discutere le strategie per via delle competenze tattiche che possedeva e tutto ciò, assieme la nobiltà del suo sangue, l’ha portata prima che compia trent’anni, al grado di colonnello.
Da quando è successo, molti dei soldati del reggimento Dratas, hanno adottato il tribulus come loro simbolo in onore del comandante Hattaia Hope.

Fine


In copertina: Oriana, The Grey Maiden by MiguelRegodon (DeviantArt)

31 commenti

  1. bellissima Hattaia, dallo sguardo fiero e il portamento eretto. Il trucco smokey eyes e il taglio e il colore dei capelli alla moda, la fanno sentire molto contemporanea. Una ragazza della porta accanto, che al momento giusto si trasforma come Wonder Woman e si butta nella mischia, in difesa dei più deboli. …beh, mi son lasciata un po’ trasportare, dai… 😀

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