Gianone il Censore #1

Premessa

Questo spazio nasce con un duplice intento: far divertire e proporre delle riflessioni sul mondo in cui stiamo vivendo.
La parte ludica è facilmente intuibile dal fatto che sia io stesso a scrivere su un argomento che, già in passato, ho affrontato e spero di continuare a farlo in maniera del tutto ironica o, al più, buttandoci un po’ di sano sarcasmo; la parte della riflessione vorrei che la prendessi proprio per quello che è, ovvero un’estremizzazione di quanto si sente e legge in giro riguardo al mondo odierno, dove tutto DEVE essere perfetto e non implicare altro che cose belle e buone perché altrimenti…
Beh, lo capirai strada facendo.

Quello di oggi è un articolo introduttivo: doveva essere pubblicato la settimana scorsa all’interno del Grillo Parlante, ma ho deciso di dedicaregli uno spazio apposito e appropriato.
Ero e sono tuttora arrabbiato per quanto segue, ma cercherò di essere lucido e usare questo episodio come premessa per le future pubblicazioni.

Censura

Lo so, cammino su un campo minato, dove le mine non fanno saltare le gambe, ma gli account ed ecco perché non permetterò contraddittorio, non perché non ci sia da discutere sull’argomento, ma perché non porterebbe a niente e quindi non ho nemmeno voglia di sbattermi a cercare di giustificare la scelta di pubblicare, perché non mi interessa che venga accettato o meno. Non ti piace? Il problema non mi affligge!

Ricordi, quando il 24 maggio parlai della possibile censura della Leggenda del Piave?
Ebbene, ci ho preso, mio malgrado: ho letto di un account Instagram chiuso perché la persona (un’esponente politica dell’opposizione) ha osato cantare la suddetta canzone a fronte di una strapotenza di un altro inno popolare.
Sono convinto che ci sia di mezzo anche il cognome pesante che porta, sarà il buonismo regnante (alla faccia della democrazia sventolata) o la corsa a chi ce l’ha più politamente e correttamente lungo (questo modo di dire sparirà a breve, ne sono certo: troppo sessista), sta di fatto che chiudere un account è comunque un chiudere la bocca a qualcuno, solo che non lo si fa mettendo le mani in faccia, ma vilmente trincerandosi dietro gli standard delle policy (che fa molto politica, come termine, non trovi?)

Ecco due articoli in cui se ne parla.
Qui il primo, e Qui il secondo… ma ce ne sono anche altri in rete.
(ho chiamato i link allo stesso modo: non vorrei che qualcuno si offendesse – sarcasmo, ndr)

Arrivato fin qui, ho deciso che un tentativo lo voglio fare e terrò aperti i commenti: mi auguro che ci sia equilibrio in quel scriverai.


Il corpo l’articolo è riportato pari pari come doveva uscire e ora ti spiego quale vuole essere l’intento: pubblicherò ogni settimana (finché mi stancherò di farlo, ovvero avrò “materiale” a disposizione) una canzone al cui interno cercherò frasi o riferimenti non appropriati e troverò un motivo (o un pretesto, come avviene nella realtà) per cui questo testo andrebbe censurato.
Sono sicuro che ne usciranno delle belle…
Ogni suggerimento su canzoni degne di “censura” sarà ben accetto.

L’unica raccomandazione che ti faccio è: non prendermi sul serio, altrimenti ti sbatto fuori a calci in culo!

71 commenti

  1. Come puoi pensare che qualcuno ti prenda sul serio? 🤣🤣🤣
    Complimenti per il titolo della rubrica, un bel riferimento classico non guasta mai! C’è chi crede che la cultura sia solo di sinistra…

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      1. Premesso che è una polemica che non conoscevo, non sapevo neanche che esistesse la ragazza. Ho letto i due articoli che mi hai consigliato.
        Dagli articoli si evince che la ragazza non esprimeva nessun concetto ma voleva solo provocare. La censura è così fatta che fino a ieri nessuno oltre i familiari sapevano che stava al mondo, ora è su molti giornali.
        La censura è un’altra cosa.

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  2. Piace anche a me il titolo della rubrica. La provocazione c’è, ma credo che ognuno sia libero di preferire e pubblicare la canzone che più gli aggrada. Quindi c’è anche la censura. Lo sai che ormai si va diffondendo la modalità “autocensura”? Le persone hanno paura.

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  3. A me mi – e lo scrivo volutamente consapevole della scorrettezza grammaticale – fa cagare la piega che si è presa ultimamente in generale. Vedi ad esempio le censure retroattive sui vecchi cartoni animati della Disney – tipo Dumbo e Biancaneve – e via discorrendo.
    Mia nonna ogni tanto mi cantava sia la canzone del Piave, sia bella ciao, sia – udite udite!! – faccetta nera. Eppure non era né fascista né razzista, ma bambina negli anni trenta: voleva semplicemente rendermi consapevole delle realtà che si sono avvicendate, senza giudicare (non in mia presenza, se non altro) nessuna di esse .
    Altri esempi:

    Princeton Removes Greek, Latin Requirement for Classics Majors to Combat ‘Systemic Racism’
    By BRITTANY BERNSTEIN

    NY POST:
    Author tries to cancel apple pie by linking it to ‘genocide of indigenous people’
    (Non riesco a copiare i links diretti)

    Ora basta sennò vomito. E non è un eufemismo.

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      1. Grazie, ma non sono una centrale dell’Enel…😜
        Battute a parte, illuminante è una parola grossa, ma ti ringrazio.
        Non si dovrebbe mai perdere di vista il contesto – e ciò che ha portato allo sviluppo di – determinate cose in un preciso momento storico.
        Certi atteggiamenti repressivi a prescindere formentano unicamente, in realtà, proprio ciò che si vuole reprimere.
        La storia, e l’indole umana, insegnano anche questo.
        Ma dalla storia non siamo mai riusciti ad imparare, altrimenti certi ” cicli” che continuano a ripetersi, non si sarebbero più verificati.

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      2. Esatto. Ma questa impossibilità pare sfuggire ai più, ultimamente.
        Eppure Stephen Hawking aveva anche spiegato che viaggiare nel tempo passato…non è possibile.
        (Con buona pace di Back to the Future, film della mia infanzia che ho adorato e che tuttora guarderei tutti i giorni 😅 soprattutto il primo che è il mio preferito 😁)

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      3. Io credo che lo sia, ahimè.
        Se si guarda al passato è spudoratamente evidente (almeno per me).
        Con le dovute differenze tra le epoche, date dai cambiamenti tecnologici e sociali, la curva delle fasi si ripete: sviluppo, crescita/espansione e progresso, picco, stallo, decadenza.
        Storicamente le premesse della decadenza sono sempre molto similari. Che si tratti di Babilonesi, Egizi, Etruschi, Romani… passando da Medioevo, Rinascimento e così via fino ad oggi.
        Tra i primi “sintomi” l’aumento della corruzione (politicamente e non solo) una decadenza dei costumi diffusa (seguita parallelamente da una chiusura e censura degli stessi, anche retroattiva) e vari altri che non elenco perché non è questa la sede e io non sono uno storico (seppur la materia sia una delle mie preferite).
        Inoltre, come Alessandro sa, i “pipponi” li sopporto male🤪

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  4. Non è che la cultura sia solo di sinistra, è che a destra quando sentono la parola cultura mettono mano alla pistola (cit.) oppure dicono “prova a farti un panino con la cultura” (cit. bis).

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      1. Sono quelli di sinistra che tirano su i muri? Quindi Trump è di sinistra. Proprio vero che non si finisce mai di imparare.

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      2. Cambiare i nomi alle città… Sì, mi viene in mente Sterzing trasformato in Vipiteno e Bistrica che diventa Bisterza. Ma hai ragione, Mussolini era socialista 🙂

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  5. Bella questa nuova rubrica, 👍. Argomento molto d’attualità quello della censura: io credo che, nei limiti del possibile e senza offendere, le persone siano libere di esprimere la propria opinione e le proprie idee senza il timore di essere censurate. Per buttarla sull’ironico credo che, siccome siamo nel periodo degli Europei, non credo che un bavaglio basterebbe a farmi tacere durante le partite… lì non riesco proprio ad autocensurarmi, 😁

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