Pas encore #16

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Pascal era ben oltre al settimo cielo, dal tanto era euforico: Amelie aveva accettato l’invito a casa sua per parlargli di Jean Dominic de Lassalveaut. Chiaro, quello era solo il passo iniziale, ma da come si era guardati da un lato all’altro della scrivania della stazione di polizia, era chiaro che lei sapeva di come la trovasse attraente e che lui, al tempo stesso, aveva percepito l’interesse che la donna aveva nei suoi confronti.
Il brigadiere capo era sempre stato molto ordinato, cosa che aveva imparato dalla convivenza con Cecile quando si era trasferito da lei e quindi non era di certo turbato per le condizioni della casa, quanto per la forte emozione che stava vivendo nell’attesa di rivederla: Amelie gli piaceva e molto, ma doveva darle il tempo necessario di capire cosa volesse, perché era convinto che entrambi desideravano la stessa cosa, ma non era certo quando ciò si sarebbe realizzato.
Nel frattempo, su Marsiglia si era scatenato un forte acquazzone e Pascal aveva iniziato a camminare avanti e indietro, preoccupato più da un eventuale messaggio da parte della donna di rimandare, che per la sua incolumità, ma i suoi dubbi si dissiparono al suono del campanello: andò di corsa ad aprire e trovò Amelie bagnata come un pulcino. Tremava e quasi batteva i denti, mentre gli raccontava che, non avendo un’auto, era venuta con la bicicletta e che quando era scoppiato il finimondo era ormai a metà strada e tardi per tornare indietro a recuperare l’ombrello.
Lui la fece entrare, la accompagnò in bagno e le disse che le avrebbe lasciato degli asciugamani puliti davanti alla porta, così che potesse farsi una doccia calda e che nel frattempo avrebbe guardato di trovare qualcosa adatto a lei, in attesa che i suoi vestiti si asciugassero.
Quando Pascal tornò, con una vecchio abito estivo di Cecile appeso a una gruccia, la trovò sulla soglia dalla porta del bagno, scalza e con l’asciugamani a cingerle il corpo ben tornito e abbronzato: gli ci vollero parecchi secondi per richiudere la bocca rimasta aperta a quella vista. Amelie rise nel vedere la sua espressione attonita, ma si congratulò con lui per la scelta del vestito davvero grazioso, anche se alluse al fatto che non stava bene averle preso così accuratamente le misure senza permesso.
Pascal rise di rimando, ma si giustificò dicendo che era suo dovere di poliziotto avere un buono spirito di osservazione e le si avvicinò, sovrapponendo l’abito alla figura di Amelie, che, a sua volta, lasciò cadere il telo che la copriva e gli disse che gli sarebbe piaciuto davvero tanto provarlo, ma non subito.
Lui lasciò cadere la gruccia e la baciò con trasporto, prendendole la testa e infilando le dita tra i lunghi capelli ancora umidi della donna.

continua…

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