Gianone il Censore #2

Ebbene sì, ci sono ancora e sarò più caustico e insolente che mai… fino alla prossima volta, dove mi auguro di riuscire a fare ancora di meglio.

Postilla: io non sono io, ma la personificazione di Gianone il Censore, il più alto esponente della correttezza del politicamente corretto che si possa immaginare. E anche oltre.

Il canto degli italiani

Cominciamo con qualcosa che tutti conosciamo… no, non è vero: credo che non siano così tanti quelli che sanno che L’inno di Mameli si chiami in realtà Il canto degli Italiani (no, non è intitolato nemmeno Fratelli d’Italia) e suppongo che, perché io stesso ho fatto parte della schiera per lungo tempo, siano ancora meno quelli conoscano le strofe successive alla prima.

Ma partiamo col testo completo:

«Fratelli d’Italia,
l’Italia s’è desta,
dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa.
Dov’è la vittoria?!
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.»

«Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò.»

«Noi siamo da secoli
calpesti, derisi
perché non siam Popolo,
perché siam divisi:
raccolgaci un’unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l’ora suonò.»

«Uniamoci, amiamoci,
l’unione e l’amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore;
giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti per Dio,
chi vincer ci può!?»

«Dall’Alpi a Sicilia
dovunque è Legnano,
ogn’uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano,
i bimbi d’Italia
si chiaman Balilla,
il suon d’ogni squilla
i Vespri suonò.»

«Son giunchi che piegano
le spade vendute:
ah l’aquila d’Austria
le penne ha perdute;
il sangue d’Italia
il sangue polacco
bevé, col Cosacco:
ma il cuor le bruciò.»

«Evviva l’Italia,
dal sonno s’è desta,
dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa.
Dov’è la vittoria?!
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.»

Diciamo che già nella prima strofa, chi è abituato a rompere le palle per qualsiasi cosa, potrebbe aver da ridire: “Schiavi di Roma“? Ma come? Siamo un popolo libero (sulla carta) e il canto che ci rappresenta ci dice esattamente il contrario? Non è che sia il migliore degli inizi che uno potrebbe aspettarsi.
Andando avanti si può leggere/ascoltare: “Iddio la creò” quindi, non è che si è schiavi di Roma, per scelta o per qualche altro motivo giuridico, ma direttamente per volontà divina. E guarda caso è proprio Roma la sede del potere papale, rappresentato della chiesa Cattolica. Quindi, né liberi, né laici: e nessuno che protesti per questa cosa? Sono scandalizzato!

Proseguiamo, anche perché se il buongiorno si vede dal mattino, siam messi male…

Bene, la seconda strofa, se non altro, afferma una verità finora incontrovertibile: gli italiani, popolo, probabilmente non lo sono mai stati (a parte quando c’è la Nazionale di calcio, chiaro) e quindi già da un po’ ci si accorge che gli altri ci prendono per i fondelli per questa cosa (settimana prossima vediamo di che parla la Marsigliese): facciamocene una ragione. Io tornerei al rinascimento o al medioevo? Come dici? Qualcuno pensa che non l’abbiamo mai superato? Ma va’, va’…

La terza strofa è a dir poco ambigua: sembra scritta da un prete sessantottino che inneggia all’amore libero in nome di Dio. Può essere? Non credo, ma a quanto pare, già allora (all’epoca della stesura del testo), c’era qualche visionario ammiratore dell’arcobaleno venturo che predicava questa sua personale visione. Mi dirai: “Che c’è di male?” E io ti risponderei “Niente, infatti”, ma probabilmente interpreto male il testo, perché altrimenti quei bigotti bacchettoni che prima dell’avvento della santità del politicamente-corretto l’avrebbero censurata di certo, ma visto che così non è stato, c’è qualcosa che mi sfugge di certo.

Nella quarta strofa, in effetti, resta l’amaro in bocca: i bimbi d’Italia / si chiaman Balilla? Mi sembra un riferimento un po’ troppo esplicito: han cancellato ogni tipo di saluto col braccio alzato, han fatto leggi contro l’apologia e nell’inno nazionale si lascia un riferimento così eloquente? Ma quanta fesseria è mai questa? Vergogna!
E poi, ammesso e non concesso che questo fatto possa anche passare in sordina (Balilla è il nomignolo di un fanciullo, spesso identificato con G. B. Perasso, che nel 5 dicembre 1746, a Genova, scagliò un sasso contro una pattuglia austriaca che portava un mortaio), è una chiara istigazione alla violenza, un incitamento ai ragazzi a combatte e, in pratica, a sfruttarli come carne da macello nelle guerre prossime venture.
In effetti è stato così, ma questo non ci scandalizza: sono morti loro, mica noi! E quindi viva i Balilla, che han combattuto per noi e ci han reso un popolo… No, sto volando con la fantasia, chiaramente!
Però, lo ammetto, sono quasi sollevato che non si parli di mandare i bambini a lavorare in miniera per forgiare il loro corpo e il loro spirito… per affrontare le future battaglie!

E poi venne la quinta strofa: astio, rancore, vendetta, solidarietà con un altro popolo (ma chi li conosceva i polacchi?) e una sorta di sottinteso che richiama il “Verrà un giorno” di manzoniana memoria…

Infine, l’apoteosi dell’ipocrisia: si inneggia all’Italia, dopo averne detto peste e corna, averne mandato i figli al macello, aver detto che è derisa e irrisa, ma si sottolinea, nuovamente e con enfasi, che è schiava e che questo diritto di possesso è di Roma.

So che man mano che mi sono addentrato l’incisività del mio dire s’è smorzato, ma ho dovuto So che man mano che mi sono invischiato lungo i versi del Canto degli Italiani l’incisività del mio dire s’è smorzato, ma ho dovuto combattere con l’orrore di quanto leggevo e il reflusso gastroesofageo per quel che le parole di un inno che dovrebbe rappresentare ci portano realmente: perché ancora sussiste e viene idolatrato un simile scempio?

Avrei detto anche di peggio, ma siamo qui per fare critiche costruttive affinché il mondo progredisca, non per essere beceri barbari alla mercé dei propri interessi.

Evviva la correttezza politica, sempre e comunque. (Dovrebbe seguire un plebiscitario “EVVIVA!”)


Post Scriptum (per il parruccone che c’è in te e che sta per scatenarsi): spero saprai leggere quanto ho scritto con il giusto spirito, altrimenti mi spiace per te… e per il tuo spirito!

79 commenti

      1. come retaggio lo Stato pontificio, un tatuaggio, indelebile. Combatto a spada tratta per la vera laicizzazione ma è una guerra che non si può vincere, fidati.

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  1. Grande Ale… Ma lo sai che non lo avevo mai e mai letto con attenzione.. Eppure essendo una corista .. Mi è capitato anche di cantarlo!! Comunque concordo in tutto.. E’ proprio assurdo… Ma forse va letto dal punto di vista dell’epoca e quindi ha un valore più di incitazione alla lotta, giustamente.. Che altro.. Comunque visto come siamo messi, in generale. Direi ..Povera Italia… Come diceva Battiato..

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    1. Ciao Enza, grazie per l’apprezzamento! 🙂
      Ribadisco che questo è uno spazio dedicato all’ironia e al divertimento per prendere in giro quei benpensanti che vogliono riscrivere tutto secondo le infallibili (per loro, specifico) leggi del Politicamente Corretto. Se un testo, un evento, una storia la togliamo dal contesto socio-culturale in cui era inserita e, per far ciò, dimostro che ci sono cose che vengono osannate (forse non è il caso del Canto degli italiani, eh, però è solo un esempio) e che invece potrebbero contenere tanti rierimenti così invisi ai censori moderni, che sono davvero più censori (e anche più ceSsoNi) di me.

      Credi che se non si nomina la parola schiavitù, questa scompaia? Io non credo…
      … così come se non parlassimo mai di malattie, queste si debellerebbero. 😉

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      1. ops… speriamo di no.. Comunque non hai risposto (o te lo sei perso..) caro Ale, il post che ti invitavo al gruppo telegram/WhatsApp con Alessia..

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  2. Sugli inni nazionali e certi loro “passaggi” ci sarebbe da ridire (non solo su quello italiano), se ne leggiamo i testi alla luce del nostro tempo e di cosa oggigiorno è considerato politically correct😂

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      1. Ti ringrazio, ma ci sono argomenti e temi di cui per principio personale non tratto sui social, se non in rarissimi casi. Questo è uno di quelli. Al massimo ti scrivo un parere 😊

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  3. In effetti intero con le varie strofe penso proprio siano in pochissimi a saperlo, detto questo Il Censore ha fatto il suo lavoro e anche bene direi. Proprio sullo stile di quello che avviene oggi, ogni giorno, sulle favole, monumenti e quant’altro. Ottimo lavoro direi 😉

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    1. Dici? Ma “cacca” è politicamente corretto? No, perché poi se me lo trasformi in “concime organico” mi diviene un concetto positivo e quindi sembra che si voglia usare la merda (scusa il francesismo: sono già proiettato alla Marsigliese) per facilitare la crescita del demonio: credi sarebbe una cosa fattibile e corretta? 😜

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      1. Cacca è indubbiamente negativo ed è pertinente e corretto associarlo al demonio che, nella nostra laica nazione magnanimamente guidata da Santa Madre Chiesa, è altrettanto negativo e quindi cacca.
        Anche se, come giustamente fai notare tu, ciò potrebbe ferire la sensibilità, notoriamente spiccata, degli adoratori di satana.
        Questo è uno di quei casi che come tocchi disfi.
        Allontaniamoci dalla questione fischiettando. 😉

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  4. Ottimo post Ale, 👍. Eh, sì: ce ne sarebbero di cosa da dire sul nostro inno e tu hai trovato un modo simpatico per spiegarlo. Ma ricordo male oppure qualche anno fa volevano cambiare la strofa da “Siam pronti alla morte” a “Siam pronti alla vita” e poi non ne hanno fatto più nulla, 🤔? Se magari ai signori al potere venisse in mente di creare un inno alternativo si potrebbe prendere spunto dagli spagnoli che hanno un inno senza parole, così se non ci si ricorda le parole basterà fare “Mmmm, mmmm, mmm…” e chi se ne accorge, 😁.

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      1. Ops, ho commesso un piccolo errore nel commento. Sono andate a riguardare su internet e le parole sono state cambiate ma solo in occasione dell’Expo 2015. Sperando di non combinare qualche pasticcio (sono un po’ imbranata a mettere i link) ti metto il link della notizia da “Il fatto quotidiano”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/02/expo-2015-da-siam-pronti-alla-morte-a-siam-pronti-alla-vita-linno-di-mameli-modificato-per-ragioni-di-marketing/1644685/
        Un altro vantaggio, poi, sarebbe che per chi è un pochino stonato fare “Mmmm, mmm, mmm…” non dovrebbe creare troppe stonature, 😁.

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      2. Hai assolutamente ragione: una razza di imbecilli ma non al quadrato… al cubo. Io m’accontento di una commozione cerebrale che mi faccia vedere i politici che usano il cervello per ragionare. Ah, no : mi sa che nemmeno così funzionerebbe. Un politico che usa il cervello è praticamente una chimera, 😁. Non conoscevo questo gruppo ma subito dopo il tuo commento sono corsa subito su YouTube per ascoltarmi la canzone: è davvero meravigliosa, 🤩.

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  5. io di solito non amo entrare in questo tipo di discussioni, troppo lunghe e troppo personali a mio avviso. Se dovessimo mettere assieme 1000 persone, troveremmo 1000 pareri discordanti fra loro, quindi inutile creare opinioni, tanto non porterebbero da nessuna parte. W la bellezza del nostro Bel Paese, amiamo le cose belle e cerchiamo di pensare poco alle cose brutte, forse riusciremmo a vivere meglio e chissà, anche più a lungo…👍😊😉

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  6. L’inno di Mameli è stato scritto nel 1847… quando parla di Balilla si riferisce a un ragazzo genovese protagonista di un episodio di ribellione, non certo ai balilla istituiti dal fascismo. “schiava di Roma” sarebbe la Vittoria: Dio creò la Vittoria perché fosse schiava di Roma. Un concetto magari anacronistico, ma che va collocato nel suo tempo. Anche la Marsigliese ha un testo molto discutibile (“marciamo, marciamo, che un sangue impuro imbeva le nostre bandiere”), ma sono testi nati in un altro contesto… Vorrei concludere con un verso di Rino Gaetano: “Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo ancora in voga” (da Il cielo è sempre più blu)

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