Gianone il Censore #3

Comincio col ribadire la postilla della volta precedente: io non sono io, ma la personificazione di Gianone il Censore, il più alto esponente della correttezza del politicamente corretto che si possa immaginare. E anche oltre.

E ora vediamo di leggere quel che cantano i galletti… e non mi riferisco certo al chicchirichì mattutino.

La Marseillaise (Inno Nazionale Francese)

Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé!
Contre nous de la tyrannie,
L’étendard sanglant est levé (bis)
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces féroces soldats?
Ils viennent jusque dans nos (vos) bras
Égorger nos (vos) fils, nos (vos) compagnes!

Aux armes, citoyens
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons! (Marchez, marchez !)
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons!

Que veut cette horde d’esclaves,
De traîtres, de rois conjurés?
Pour qui ces ignobles entraves,
Ces fers dès longtemps préparés? (bis)
Français, pour nous, ah! Quel outrage
Quels transports il doit exciter!
C’est nous qu’on ose méditer
De rendre à l’antique esclavage!

Aux armes, citoyens,…

Quoi! Des cohortes étrangères
Feraient la loi dans nos foyers!
Quoi! Ces phalanges mercenaires
Terrasseraient nos fiers guerriers! (bis)
Grand Dieu! Par des mains enchaînées
Nos fronts sous le joug se ploieraient
De vils despotes deviendraient
Les maîtres de nos destinées!

Aux armes, citoyens…

Tremblez, tyrans et vous perfides
L’opprobre de tous les partis,
Tremblez! Vos projets parricides
Vont enfin recevoir leurs prix! (bis)
Tout est soldat pour vous combattre,
S’ils tombent, nos jeunes héros,
La terre en produit de nouveaux,
Contre vous tout prêts à se battre!

Aux armes, citoyens,…

Français, en guerriers magnanimes,
Portez ou retenez vos coups!
Épargnez ces tristes victimes,
À regret s’armant contre nous. (bis)
Mais ces despotes sanguinaires,
Mais ces complices de Bouillé,
Tous ces tigres qui, sans pitié,
Déchirent le sein de leur mère!

Aux armes, citoyens,…

Amour sacré de la Patrie,
Conduis, soutiens nos bras vengeurs
Liberté, Liberté chérie,
Combats avec tes défenseurs! (bis)
Sous nos drapeaux que la victoire
Accoure à tes mâles accents,
Que tes ennemis expirants
Voient ton triomphe et notre gloire!

Aux armes, citoyens,…

(Couplet des enfants)
Nous entrerons dans la carrière
Quand nos aînés n’y seront plus,
Nous y trouverons leur poussière
Et la trace de leurs vertus (bis)
Bien moins jaloux de leur survivre
Que de partager leur cercueil,
Nous aurons le sublime orgueil
De les venger ou de les suivre.

Aux armes, citoyens…

Che tradotto (non da me, quindi declino ogni responsabilità) significa:

Avanti, figli della Patria
Il giorno della gloria è arrivato!
Contro di noi della tirannia
La bandiera insanguinata si è innalzata (bis)
Sentite nelle campagne
Muggire questi feroci soldati?
Vengono fin nelle nostre (vostre) braccia
A sgozzare i nostri (vostri) figli, le nostre (vostre) compagne!

Alle armi, cittadini
Formate i vostri battaglioni
Marciamo, marciamo! (Marciate, marciate!)
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!

Che vuole quest’orda di schiavi,
Di traditori, di re congiurati?
Per chi questi ignobili ostacoli,
Questi ferri da tanto tempo preparati? (bis)
Francesi, per noi, ah! Che oltraggio
Che fervori deve suscitare!
È noi che si osa pensare
Di restituire all’antica schiavitù!

Alle armi, cittadini,…

Che! Delle coorti straniere
Vorrebbero dettar legge nei nostri focolari!
Che! Queste falangi mercenarie
Vorrebbero atterrare i nostri fieri guerrieri! (bis)
Gran Dio! Per mani incatenate
Le nostre fronti sotto il giogo si piegherebbero
Dei vili despoti diventerebbero
I detentori delle nostre sor
ti!

Alle armi, cittadini…

Tremate, tiranni e voi perfidi
L’obbrobrio di tutti i partiti,
Tremate! I vostri progetti parricidi
Riceveranno finalmente i loro premi! (bis)
Ognuno è soldato per combattervi,
Se cadono, i nostri giovani eroi,
La terra ne produce di nuovi,
Contro di voi ben pronti a battersi!

Alle armi, cittadini,…

Francesi, da guerrieri magnanimi,
Vibrate o trattenete i vostri colpi!
Risparmiate quelle tristi vittime,
Che controvoglia si armano contro di noi (bis)
Ma quei despoti sanguinari,
Ma quei complici di Bouillé
Tutte quelle tigri che, senza pietà,
Lacerano il seno della loro madre!

Alle armi, cittadini,…

Amore sacro della Patria,
Conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici
Libertà, amata Libertà,
Combatti con i tuoi difensori! (bis)
Sotto le nostre bandiere che la vittoria
Accorra ai tuoi maschili richiami,
Che i tuoi nemici spiranti
Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!

Alle armi, cittadini,…

(Strofa dei bambini)
Noi entreremo nella carriera
Quando i nostri padri non ci saranno più,
Noi ci troveremo le loro ceneri
E il segno delle loro virtù (bis)
Molto meno gelosi di sopravvivere a loro
Che di condividere la loro bara,
Avremo il sublime orgoglio
Di vendicarli o di seguirli.

Alle armi, cittadini…

Non farò un’analisi puntuale come avvenuto per Il Canto degli Italiani non perché i cugini d’oltralpe (cugini tuoi, non miei, sia chiaro) non meriterebbero una bella scu… ehm… reprimenda facendo notar loro tutta la scorrettezza che ci mettono quando intonano il loro inno nazionale, ma per il semplice fatto che loro sono così, un po’ come i tedeschi (vedi, probabilmente, prossima settimana) che si vogliono far vedere di essere più grandi di tutti e quindi, per contrappasso, io li snobbo per insegnar loro l’umiltà, che si sono scordati di inserire nel motto rivoluzionario del 1789.

Quello che dico della loro spocchia non è certo una mia personale interpretazione, ma lo si evince già dalla prima strofa, dove apostrofano i soldati nemici (non si capisce se siano stranieri o meno, ma di certo li considerano diversi da loro) dando loro dei bovini e, utilizzando questo epiteto in maniera spregiativa, insultano l’intero popolo indiano (quelli dell’India, non i nativi americani) che reputano le vacche animali sacri: mai che abbia letto una parola di scuse sull’argomento, ma ormai non mi stupisco più.

Si passa poi a un po’ di sano razzismo nel ritornello, perché no? Alla faccia dell’Égalité, e della Fraternité che sbandieravano pomposamente, ma senza alcun significato nelle parole con cui si riempivano (e riempiono tuttora) la bocca.

Diciamo che poi è un susseguirsi di non-Égalité e non-Fraternité, con tanto di strofa ipocrita che recita di essere magnanimi e risparmiare la vita a quegli inferiori che osano sfidarli, per poi sbraitare, nella successiva, inneggiando alla vendetta, alla libertà (e mai all’Égalité e Fraternité: ma siamo sicuri che quelle parole fossero nel motto?) e anche, per non far mancare nulla, del bieco sessismo, perché “[…] la vittoria / accorra ai maschili richiami […]” come se ciò fosse un atto dovuto per lei, donzella, prostrarsi lori dinnanzi.

E per concludere in bellezza, un altro bel tributo all’impegno militare minorile, con i figli che cantano il desiderio di sangue come se niente fosse.

Direi altro, ma mi taccio, rincuorato dal fatto che non sentiremo più quest’obbrobrioso inno agli europei di calcio in corso, visto che la neutrale Svizzera (sono quasi incuriosito dal loro inno, ma non è tempo per loro) ha fatto loro pagare il pegno… e quando c’è da far pagare, gli svizzeri sono degli orologiai!

E ora il galletto non canta più: adieu!

43 commenti

  1. ma da dove ti viene questo odio popolare verso i francesi?….poi vero è che tutti noi abbiamo simpatia o antipatia per certe nazioni..è vero che i francesi sono stati degli imperialisti e lo sono ancora….vero che in molti di loro sono un po’ arroganti…ma insomma..la marsigliese non c’entra niente!.. per me la Francia è il simbolo della rivoluzione e anche un po’ dell’illuminismo…nel mio pensare è ancora questo…buona giornata Alessandro

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    1. Non vedo niente di bello nella rivoluzione che è stata fatta: han tolto il potere al re, per darlo a un tiranno, che poi è stato ghigliottinato come quello che ha deposto. E poi è asceso un altro, un imperatore.
      Sull’illuminismo, poi ci sarebbe tanto da discutere: davvero concentrare tutto sulla mente e la razionalità ha fatto evolvere le persone? Da un po’ di tempo a questa parte non ne sono affatto convinto.

      Comunque, Nadia, non ti preoccupare: non è che se vedo un francese per strada lo investo: è solo campanilismo, tipico italico, tra l’altr, quindi sta’ serena e il tuo pensiero mantiene la sua dignità.

      PS: ribadisco e lo rifarò ancora se necessario, che questo è un testo volutamente pungente non contro la Marsigliese, ma contro i parrucconi che vogliono revisionare tutto e tutti per conformarli a chissà quale ideale politicamente corretto: loro sì sarebbero da ghigliottinare… e senza remore!

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      1. mah della rivoluzione è rimasta l’idea principale… dopo è degenerata …ma la violenza allora era la logica imposta dai tempi…si poi è arrivato napoleone e poi e poi…quello che conta è che i tiranni sono una brutta cosa e per quei tempi è stato un bello scossone! no?..poi oggi non so che cosa intendi del politicamente corretto…che è solo una frase e per me può avere tanti significati anche contraddittori…ciao buona giornata Alessandro

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  2. Premetto che i francesi massimamente mi stanno sulle palle, tranne rare eccezioni. Tuttavia concordo con Nadia. Che ci piaccia o no, senza la loro rivoluzione probabilmente saremmo ancora poco più”avanti”rispetto al 1788.
    Riguardo Napoleone, certo alla fine non si è dimostrato diverso da altri. Come tutti gli uomini che arrivano ad avere ed accentrare troppo potere a partire, ad esempio, da Giulio Cesare. Tuttavia, se non ci fosse stato Napoleone, saremmo messi non proprio benissimo, probabilmente. Ha dato imput e spunto per una serie di riforme, anche dal punto di vista igienico, che sono state fondamentali.
    Il fatto che fosse corso, non francese, non è un dettaglio da poco …

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  3. Gli inni e le bandiere i campanilismi e gli sciovinismi non mi piacciono, ma almeno li rifacessero. Quello francese potrebbero commissionarlo ai Daft Punk che potrebbero riformarsi un attimo per cotanta occasione: basta inni da cantare, passiamo agli inni ballabili.

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  4. Concordo con te sui Francesi (cugini di chi?) e aggiungo i Tedeschi, per ovvi motivi. La loro esclusione dagli Europei mi ha dato più gioia della nostra vittoria. Sul tuo articolo, niente da aggiungere.

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  5. Ecco.
    Io non avevo ancora letto qui ma senza saperlo ho già espresso il mio pensiero nei commenti del post di Silvia 🙂
    Ogni volta mi torna in mente Meg Ryan con quel suo tono nel film French kiss quando dice “ma lei è francese …”
    dunque come ci ha cantato Barbara Pravi: voilà, voilà, voilà ….

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  6. Direi che però gli inni non sono le sole canzonette che si cantano ignorandone il testo. Ci sono pure le canzoni famose, a giudicare dai commenti una è certamente Imagine che dice “Imagine there’s no countries / It isn’t hard to do / Nothing to kill or die for / And no religion, too”, e la cantano pure alle manifestazioni religiose.

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    1. Sì, vero!
      E’ un inno (perché di questo si tratta, alla fin fine) che istiga alla globalizzazione e pure all’abolizione del diritto di professare la propria religione: SACANDALOSO che si permetta ancora di ascoltare!

      E quelli che la cantano alle manifestazioni religiose, ci avran capito qualcosa? Io non credo…

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      1. Lo spero anch’io. Colgo l’occasione per dirti che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui parlo proprio di un ex giocatore della Nazionale… spero che ti piaccia! 🙂

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