Dalle mie parti…


Ti becchi un “bona, Ugo!” quando dopo n-mila spiegazioni, continui a non capire.

Se mastichi in modo rumoroso e maleducato, biasci e se ti rovesci cibo o bevande addosso (ti) sbrodoli.

…poi “Se non la smetti, t’arrivo una labbrata’.

Se ti sporchi, sei sudicio.

Quando ti arrabbi, sbarelli

Quando ti metti/adoperi qualcosa di nuovo, lo incigni.

Se alzi troppo il gomito, sei briao mezzo.

In estate soffri il caldo e grondi di sudore (ma d’inverno zizzoli dal freddo e ti imbacucchi bene sennò ti ammali)

Non sei suonato, sei rintronato.

Se entri in un granaio devi ricordare di fare ammodo ai tarponi.

Se hai la camicia mezza fuori dalla cinta dei pantaloni, è tutta sbudellata.

Se vuoi fare le coccole al gatto, lo prendi in collo.

Per andare al primo piano devi montare le scale.

E quando si è fatto tardi, s’ha a dì d’andà? Alliccia il passo!

Per pulire i pavimenti, prima usi la granata, poi dai il cencio.

Se vai al mercato, spesso ci trovi un fottìo di gente.

Se prendi qualcosa dal congelatore ti accorgi che è diaccio marmato.

E se ti dimentichi la crema solare, il primo giorno al mare prendi una foata.

Ti intrufoli alle inaugurazioni così mangi a ufo.

Se uno è un po’ particolare, un batte pari. Ma se rompe le scatole, basta chetarlo con un ma ti lèvi di ‘ulo!

In omaggio alla mia terra natìa, dove queste espressioni sono solo una piccola parte del variegato vocabolario toscano. Che io, mea culpa, pur essendo toscana conosco molto poco!


In copertina: le mura di Lucca, immagine personale di Alessandro Gianesini, luglio 2020.

57 commenti

      1. … sarò anche sborona, ma di fatto sono veramente pochissime le espressioni toscane che risultano incomprensibili a chi non è toscano. Cosa che non si può dire delle altre parlate italiche

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  1. Noi siamo quelli di BONA UGO, quelli che a tavola BIASCIANO e si SBRODOLANO, quelli ‘e ti lasciano andà una LABBRATA.
    Quelli ‘e si soffiano r naso con LA PEZZOLA, che quando sono sporchi son SUDICI e invece di rubinetto aprano LA CANNELLA; quelli che SBARELLANO; quelli che quando si mettano un vestito novo INCIGNANO; quelli che son BRIAI INTINTI e BAGNATI MEZZI; quelli che d’estate GRONDANO dar sudore e d’inverno ZIZZOLANO DAR FREDDO e s’ IMBAUCCANO pe un PIGLIÀ FRESCO.
    Quelli che ar TOCCO vanno a DESINÀ; quelli che un sono scemi ma RINTRONATI.
    Quelli che mangiano i POPONE, i CIGNALE, i CONIGLIOLO. Che per la terra vedano le FORMÌOLE, che sui muri vedano i RAGNOLI e le TERRANTOLE, che i TOPI son le caccole e i ratti son TARPONI, quelli che vanno STRASCÌONI con la maglia tutta SBUDELLATA. Quelli che ti prendano in COLLO, che non salgono ma MONTANO, che non lavano i piatti ma li RIGOVERNANO.
    Quelli che GNAMO È TARDI, S’HA A DÌ D’ANDÀ??
    Quelli che per spazzà usano la GRANATA. Quelli che non passano lo straccio ma DANNO ‘R CENCIO.
    Quelli che a carte gioano cor REGIO e ir GOBBO.

    Quelli che CE N’HO UN FOTTIO, che È DIACCIO MARMATO, che ir primo giorno di mare pigliano la FOATA. Quelli che mangiano a UFFO, che ti diano LEVATI DI ‘ULO.
    Quelli che UN SON MIA VENUTO AR MONDO PERCHÉ MANCAVA UNO; quelli che se uno è poo furbo UN BATTE PARI.
    Quelli cresciuti dicendo no macché!!!

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    1. Ecco qualche espressione che non conoscevo!! Gobbo da noi non si dice, nemmeno desinare(più pistoiese e fiorentino) idem per rigovernare.
      ConiglioRo e tarantola (=geko).
      Anche gnamo non è tipica delle mie parti…stradcìoni poi non sapevo che esistesse 😂😅(nemmeno uffo con due f😅)
      No macché non l’ho mai usata (però l’ho sentita 😜)
      E un son mia ….ecc ecc. Mai sentita dire.
      W l’ignoranza 🤣

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      1. Ho intuito, nel senso che alcuni non sono in linea con il livornese 😊 che resta il mio preferito tra tutti!!
        Pensa che la parlata tipica lucchese per me è la più orrenda che esista…la trovo cacofonica, tranne alcune (poche) espressioni.
        E questo è il motivo per cui la conosco veramente poco

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  2. Questo per me è un regalone!! Ma vorrei anche l’audio! Pleeeeeease!
    Io sono innamorata della parlata toscana!
    Una volta che “incontrai” (noi qua non usiamo mai il passato remoto) dei ragazzi di Firenze non potei fare a meno di accollarmisci perché non riuscivo a smettere di ascoltarli.
    Avete un patrimonio stupendo!

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  3. Comunicazione di servizio: non me ne vogliano i fiorentini…Firenze è bellissima, ma io la parlata fiorentina la tollero a piccolissime dosi, altrimenti mi viene l’orticaria.
    E tranne una sola eccezione… mi fanno venire l’orticaria anche gli autoctoni 😬

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      1. Mi è venuta la curiosità e ho fatto una ricerca veloce su internet, verrebbe dal greco e sarebbe usato anche in Sicilia.
        Ovviamente nell’ingombrante capoluogo di regione accentratore credono che non si usi altrove.

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      2. Cosa credono non lo so -e francamente non me ne può fregare di meno 😉 – però forse è abbastanza diffuso il pensiero che espressioni non ufficialmente riconosciute dall’italiano standard, siano limitate a ristrette aree geografiche🙂

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  4. Alcune si usano anche a Roma, dove però..
    – se sei sporco sei “zozzo”, o uno “zozzone”,
    – se ti arrabbi “sbrocchi”,
    – se ci vogliono troppe spiegazioni “sei de coccio”
    – la camicia è “sbrindellata”,
    – se non la smetti “te corco (de botte)”,
    – non suonato, ma “rincoijonito” o “fòri de melone”,
    – se c’è folla c’è “un botto de gente”,
    – se una cosa è troppo cara, “costa un botto”,
    – quando s’è fatto tardi bisogna “sgomma’” o “leva’ ‘e tende”,
    – se uno è pigro “je pesa er culo” e “deve arza’ er culo”,
    – quando ti diverti, continui a farlo “come se non ci fosse un domani”
    La mia è terra adottiva, ma ci sono cresciuta dai sei anni in poi, perciò so’ romanaccia 🙂

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  5. Alcuni modi di dire sono gli stessi che ci sono qui in romagna o sono molto simili: invece di biasci diciamo biascichi, sbrodoli è uguali, così come sudicio e sbarelli. Se bevi troppo sei mbriaco,. E’ uguale anche grondi di sudore, e d’inverno t’imbacucchi anche qui. Si dice anche rintronato e sbudellata, e il gatto lo prendi sullo scollo. si dice anche cencio e fotio e si mangia a ufa. Se uno invece è particolare si dice strambo e se invece rompe le scatole, ciapa so e vat a cà!

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  6. Grazie al Vernacoliere conoscevo alcuni di questi vocaboli (che in realtà in molti casi sono termini italiani a tutti gli effetti, e non solo vernacolari)… Una bella rinfrescata lessicale, di questi tempi 🙂

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  7. In parte pratico di alcune espressioni. Ho amici in provincia di Arezzo, in particolare a Subbiano, paesello troppo carino lungo l’Arno con un’antica struttura, un piccolo castello nel centro storico e nel territorio il castello di Castelnuovo e quello di Valenzano. Non ci torno dal 2019, era pre Covid

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