Cadere #6

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Non ho nemmeno un soldo e quindi me la faccio a piedi, sperando che le chiavi di scorta dell’appartamento siano ancora al loro posto, perché dover tornare indietro e chiedere aiuto ai miei non è contemplato, ma sfiga vuole che, quando arrivo più di un’ora dopo, non solo non ci siano più, ma che l’appartamento sia aperto e ci sia lei ad aspettarmi dentro.
«Starò qui con te, almeno stanotte.» ha già deciso tutto e la sua espressione non lascia spazio a discussioni di nessun tipo, specie quando ha le braccia conserte e tamburella col piede «E ora fatti una doccia, così poi mangiamo un boccone.»

Non so cosa mi sia preso, ma quando sono stato di là, da solo, in quel buco di bagno che mi ritrovo, ho pianto per la prima volta dopo non so quanti anni. E lei mi ha sentito e si è infilata, ancora vestita, sotto l’acqua assieme a me e mi ha abbracciato.
Le lacrime e l’acqua si mischiavano nei suoi capelli lunghi e lei mi cingeva il busto, sussurrandomi parole dolci.

Ora sto meglio, lei è di là che dorme nel mio letto e ha un’espressione tranquilla e rilassata, quasi rifiorita, ma il mio male di vivere ha solo trovato uno sfogo temporaneo, perché non è con un pianto che si cambia la propria vita. E io non sono così certo di volerla cambiare.
Forse nemmeno per lei.

Fine

68 commenti

    1. Come scrivevo a Nadia, lascio a ogni lettore la facoltà di immaginare un futuro diverso per il nostro protagonista: magari si rimette in sesto, magari ricade nei vecchi errori… magari prende un’altra strada ancora.

      A volte è anche bello non sapere la fine delle cose e immaginarsela e basta! 🙂

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    1. Da me non saprai nulla! MUAHUAHAUAHAA 🤣🤣🤣
      Comunque “fine” significa proprio fine… o almeno per un po’ sarà così: sia mai che tra qualche decennio cambi idea e prosegua il racconto! 😛

      Oppure, vecia, potresti prendere in mano la situa (come dicono quelli giovani) e decidere tu il finale! 😉

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      1. ti adoro con onestà….
        scherzi a parte:
        adoro il flusso di coscienza, quindi che parlino i personaggi mi è piaciuto assai.
        il sesso e l’amore sono affrontati come dovrebbero, livelli diversi, piani che si intersecano e alcune volte accidentalmente si sfiorano
        bello che l’amore tocchi chi non lo possiede o almeno fa finta di non possederlo
        linguaggio chiaro dritto senza fronzoli
        lingua perfetta
        Un buon libro, un buon compagno estivo.
        Complimenti Ale

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    1. Ti ringrazio, Max.
      Hai colto nel segno: nessuno è tanto forte da farcela da solo, nessuno è così duro da riuscire a tenere tutti a distanza solo per far vedere di riuscirci… E anche il protagonista del racconto ha lasciato intendere che ha delle crepe nella corazza che si è costruito attorno! 🙂

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  1. Questa puntata è la migliore, secondo me, mi sembra la più autentica -se così posso dire- e inoltre un finale aperto mi sembra la scelta migliore possibile. Io non la vedo bene per lui (ma io sono pessimista), conosco abbastanza questo rifiuto del bene, questo rintanarsi… Non gli basterà l’eventuale amore di lei, per grande che sia, se prima lui non accetterà di riceverlo, se non comincerà a volersi bene almeno un pochetto….

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    1. A me fa piacere sapere che l’ultima parte è sempre la migliore, perché fare il botto all’inizio, forse, non è così difficile, ma riuscire a portare avanti la storia e, magari, alzare il livello, è una bella impresa.
      Detto ciò, concordo con a tua analisi, realistica e verosimile e il finale aperto è proprio perché così, ciascuno a modo proprio, riesce a vedere l’evoluzione che preferisce in una storia che, dal mio punto di vista, non ha un’unica soluzione, ma una marea.

      Grazie! 🙂

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      1. Una marea, vero. 🙂 Bisognerebbe ricordarsi che anche nella vita spesso è così, e non cadere nell’errore di pensare “tanto non può andare che in quel modo”…

        Prego, ma si figuri! 🙂

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