La sorpresa

Era lì che mi guardava, ferma, immobile, come se non avesse altro da dire che non “Eccomi, sono qua” e lasciava a me l’iniziativa.
Io non ero certo di cosa volessi fare, a parte studiare la sua figura familiare, che tante volte mi ero trovato davanti.
Un lungo respiro, un mezzo sorriso stiracchiato e mi avvicino: ci giro intorno, senza staccarle gli occhi di dosso e lei sembra quasi godere del momento, con quel segno che rasenta il sorriso sull’incarnato scuro.
E poi mi pare di non sapere nulla di quello che ho davanti e il desiderio è quello di prendere una punta e trafiggerla fino nelle sue interiora per vedere la reazione.
Fingo di disinteresse e mi porto in garage, dove prendo da un cassetto un coltellino multiuso, lo rigiro tra le dita e apro la lama; poi lo nascondo dietro, dove nessuno lo possa vedere.
Quando sono tornato di là, lei non si è mossa di un millimetro, ma il sorriso le è rimasto stampato, ma pare quasi buio: che abbia capito cos’ho in mente? No, non credo, eppure…
Via gli indugi, un colpo secco ben assestato e lei nemmeno sembra accorgersene, ma resta immobile e immota.
Solo una sorta di sbuffo emerge dal suo interno, quando con la lama squarcio tutta la linea che tiene chiuse le sue estremità. La scatola si apre, il sorriso nero scompare, e io mi avvento sull’altro pacco che c’è dentro; una sorpresa, una di quelle che non ti aspetti e che ti fanno tornare a tempi di quand’eri piccolo.
Mi guardo da fuori e vedo le mie mani afferrare il contenuto della spedizione, con gli occhi appena velati dalle lacrime e sulle labbra un lieve tremore, mentre pronuncio la parola “grazie”.

94 commenti

    1. Buongiorno a te, Nadia!
      Credo che, potenzialmente, ci siano dentro di noi tutte le possibilità di questo mondo, comrpesa quella di essere un killer; sta a noi, poi, decidere che scelte fare.
      Però penso che questo racconto si possa vedere un po’ come metafora attuale: uccidere l’esteriorità per ricercare il bene prezioso, che di solito si nasconde all’interno! 😉

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      1. In realtà avevo aperto un altro blog, quest’estate, scrivendo questa e altri 2 raccontini: l’idea era di essere irriconoscibile nello stile, e spero di esserci almeno riuscio…

        (‘na faticaccia, eh!) 😝

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  1. Per un attimo ho pensato stessi intervenendo sulla parte elettrica di qualcosa.. del tipo Com’è fatto. Io ci casco a volte. Da donna riparo la piastra per i capelli, ho provato con una lampada, esplorando nel gambo come dire, come si chiama? Mah.. Ho cercato di aprire oggettini mal funzionanti. Poi ho imparato che si devono solo buttare via.. 🤣
    Adesso vogliamo sapere cosa conteneva?

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    1. Aprire le cose è sempre un bel passatempo: il problema è richiuderle e non fare avanzare i pezzi! 🤣

      Detto ciò, non avevo dubbi che tu fossi in grado di barcamenarti in questo tipo di situazioni.

      Per il contenuto, in realtà non l’ho pensato più di tanto, ma era qualcosa di tecnologico, questo è poco, ma sicuro… può essere che fosse un tablet o un accessorio per PC, ricostruendo la scena e la dimensione del pacco che mi sono ideato. 🙂

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  2. la meraviglia di aprire un pacco, di scoprire un regalo nuovo, oggi come quando eravamo bambini, certe emozioni rimangono intatte.
    Davvero particolareggiata questa descrizione dell’attimo, hai un talento innato nella scrittura….👍👏👏

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